Innovazione? Uscire da Matrix…

dom, mag 13, 2007

Cultura

“Un altro mondo è possibile”. Questa eco ha attraversato il pianeta, partendo nel 1999 da Seattle, passando per Genova, Porto Alegre, continuando a viaggiare; fino a diventare un modo di dire, un’aspirazione.

Una nuova coscienza si diffonde. Diventa sempre più consueto sentir parlare di consumo consapevole, “m’illumino di meno”, sviluppo sostenibile, raccolta differenziata, cooperazione, esperienze pratiche di “altre” economie. Fino ad arrivare al concetto innovativo di “decrescita sostenibile”: ridurre i consumi, diminuire la produzione di beni industriali, incoraggiare il fai da te, aumentare i risparmi energetici; essenzialmente fermare lo spreco di risorse, il loro cattivo e disarmonico utilizzo e incentivare una migliore distribuzione sul pianeta.
di Federica Morrone
federicamorrone@gmail.com

L’economista e filosofo francese Serge Latouche fautore della decrescita conviviale e del localismo ribadisce:” Qui non si tratta soltanto di decelerare come molti sostengono, ma di cambiare decisamente strada, di prendere un altro treno, di inventarsi davvero una società di decrescita sostenibile, equa, giusta. …viviamo nella logica diabolica del sistema capitalista, nel quale il denaro serve essenzialmente per fare altro denaro”. A qualcuno potrebbe sembrare un’utopia. Già.
Il punto è che il cambiamento sta diventando indispensabile; non è solo una questione di scelte più o meno giuste, ma di sopravvivenza. Ignorarlo equivale a non essere dentro la realtà.

Scrive il giornalista economico Fabrizio De Marinis: “non può esserci crescita infinita su un pianeta finito”. Le risorse esauriscono, quindi la crescita deve trovare strade diverse dal consumo, le alternative necessarie sono compito della vera innovazione scientifica, tecnologica, culturale.
Indispensabile una politica ambientale, i campanelli di allarme sono molteplici: Tsunami asiatico, terremoti in aumento, New Orleans…
L’economista indiano Ravi Batra, suggerisce: “Se la tecnologia ha creato i problemi, che sia la tecnologia a risolverli. Diamante taglia diamante!”. Ottimo consiglio. In fondo potrebbe essere anche un buon affare per le aziende investire in diamanti indispensabili!
Un imprenditore di successo se aspira al progresso effettivo deve sforzarsi di seguire tutte le possibilità offerte dall’innovazione. Cosa sta accadendo nelle aziende? Che tipo di influsso hanno le trasformazioni? Quale cultura e quale tipo di leadership servirà nel mondo del lavoro che si sta tracciando? L’impresa, che per anni è stata il catalizzatore dei processi di formazione e di innovazione deve aprirsi verso altri mondi, al fine di creare un’osmosi feconda di idee, creatività, proposte. L’innovazione si nutre di scambi, confronti, interazioni. Diventa indispensabile sviluppare un dialogo tra imprese sostenuto dalla ricerca, dal sistema educativo, dalla comunità finanziaria, per segnare una svolta e per restare al passo con i tempi.

Innovazione è poi molto altro. E non trovo parole più belle di quelle spontaneamente poetiche di Vinicio De Morais per spaziare: “L’innovazione non è un solo fatto tecnico, un metodo rigido che determina il successo di un’idea, di un’intuizione, di una proposta. E’ piuttosto il frutto di un’attitudine mentale, di una predisposizione psicologica che va alimentata con la ricerca, il confronto, lo scambio di più punti di vista”.
Sono una gran sostenitrice della possibilità di vivere in “altri modi”, esistono alternative se abbiamo la volontà e soprattutto il coraggio di cercarle. Da sempre mi affascinano le storie di cambiamento. Anche io avevo inventato una nuova vita in campagna, poi sono tornata ed un giorno, in futuro, chissà… L’importante è essere flessibili, aperti ai cambiamenti, non ancorati ad abitudini che ci tengono prigionieri. L’elasticità in quest’era precaria è indispensabile.
Oggi siamo più veloci, in continua potenziale connessione, ma dobbiamo sviluppare ed alimentare argomenti di crescita e confronto.
L’innovazione non è solo nuova tecnologia, progresso scientifico, avanzamento rapido, essenziale altro, diversamente il terreno diventa arido. E la fertilità è alla base della vita.

Se la corsa è sempre verso l’ultimo modello, computer, telefonino, partner… siamo destinati all’insoddisfazione, comunque in ritardo anche con il fiatone.
Continuamente dentro Matrix, diventiamo Matrix, quindi alla fine privi di identità, così si implode lentamente e non si è più in grado di innovare.

Innovazione, nella vita frenetica di tutti – in aziende che spesso dimenticano erroneamente l’anima, nel consiglio di amministrazione da cui magari siete appena usciti mentre leggete 7th floor, nell’ufficio poco luminoso condizionato/riscaldato e quindi alla stessa temperatura tutto l’anno – è concedersi la possibilità di fermarsi un istante a riflettere, consapevoli che esistono altri modi, guardando, scegliendo, magari semplicemente sognando di essere altrove.

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Andrea Genovese, consulente e formatore nel campo del web marketing e della comunicazione digitale, life & corporate coach, fondatore di 7thFloor.

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One Response to “Innovazione? Uscire da Matrix…”

  1. acid dulcinea Says:

    Come tutte le rivoluzioni, anche questa sarà portata avanti da una minoranza che, anche se paradossalmente numerosa, ancora non è sufficiente per cambiare il mondo. Ma è inevitabile, e le maggioranze non potranno far finta di nulla. Le spinte verso il cambiamento sono lente ma inesorabili. Le comunità sentono il bisogno di trovare altri modi per vivere rispettando quello che li circonda. Come dici tu, altre economie si stanno affermando e le voci diventano sempre più forti. Per moda o per passione, per business o per coscienza. In questo momento non importa quale sia il motore purchè con decisione si vada verso l’assunzione di nuove forme di vivere: più rispetto per l’ambiente, più rispetto per l’uomo. Ne avremo in cambio una scenografia migliore in cui vivere e persone migliori con cui confrontarci. Non è utopico, ma richiede impegno. Non sarà questa la generazione che vedrà il cambiamento, ma sì quella che lo inizierà. E saranno fondamentali, accanto a politiche globali di intervento sul territorio, le piccole azioni che ognuno, nel proprio piccolo spazio e nel proprio minimo tempo potrà fare: dalla separazione dei rifiuti, al compostaggio, al riciclo;dall’accettazione dello straniero, a una maggiore tolleranza del diverso, dall’affermazione dei propri diritti, alla tutela di quelli altrui. Il business è importante, l’uomo di più. Saremo in grado di far evolvere l’economia e la tecnologia in modo sostenibile solamente se sapremo tenere nella giusta considerazione il rispetto per l’uomo e l’ambiente.