Il blog è un luogo comune, rendiamolo ancora più comune: common place!
Si , certo, creare spazi comuni, condizioni d’informazione condivisa: pubblica. Anche nel contesto di un Innovation Marketing Forum che nel momento in cui s’interroga sul futuro dei mercati non può che prescindere dal fatto che la Società dell’Informazione sta superando gli assetti della precedente ed usurata Società dei Consumi.
Instant Blog come quaderno d’appunti al volo, un format d’intervento sul campo, insieme a quello della Stream-Street Tv.
Stessa presenza di spirito, in piena affinità.
A proposito di Street Tv parlandone con Robin Good abbiamo evocato il modello della telestreet “bolognese” degli ex-radioalice… altro buon esempio di comunicazione “common place”.
E se l’innovazione del marketing valutasse questo aspetto? Magari cercando un senso ulteriore a quel concetto ormai svalutato di web 2.0…
(carlo@performingmedia.org)



16. maggio 2007 at 15:28
c’è paco?
paco chi?
ok ok ok vado
ma x paco
16. maggio 2007 at 15:40
paco: ” x vendere un cellulare ad una donna
prendete uno specchio!
che ci si specchi e pensi quanto è carina mentre telefona.”
Tutto qua? Ragazzi, il marketing ha bisogno di idee. Nuove.
E questo paco non l’ha detto.
16. maggio 2007 at 16:03
robin va a flusso davanti alla sua Camera con Vista. parla di marchi…
16. maggio 2007 at 16:13
entriamo in sala: sta x intervenire Farinet, un bocconiano ma interessante.
Tempo fa in una sessione comune di brainstorming con industriali marchigiani che c’interrogavano su “dove va l’innovazione” abbiamo scambiato delle opinioni in modo fervido e non banale.
A tra un pò, instant blog
(carloi)
16. maggio 2007 at 16:45
al volo una delle affermazioni di Farinet che danno subito il giusto taglio al workshop che conclude la giornata dell’Innovation Marketing Forum.
Il marketing è differenza.
16. maggio 2007 at 17:36
Finalmente la discussione decolla (dopo la relazione, scontata anche se a sprazzi divertente, di Paco Underhill)
Andrea Farinet usa le parole giuste per accendere l’attenzione.
Parla della mutazione auspicabile dei Punti Vendita in Punti d’Esperienza (l’esempio Ikea è il + emblematico).
Del Capitale Relazionale su cui si basa la strategia futura di impresa che contemplino utenti-cittadini e non solo consumatori.
Della Riduzione di Complessità per potere selezionare e trasformare le informazioni che arrivano alle imprese.
Dell’errore da evitare: ovvero quello di adottare Nuove Tecnologie per Vecchi Processi.
Di tre profili del Customer
Customer Management per governare il cambiamento
Customer Behaviour per governare le esperienze
Customer Thinking per governare le emozioni
e poi rilancia un concetto che abbiamo già condiviso in un seminario fatto insieme dalla Merloni tempo fa:
senza socità non si fa mercato.
Il marketing deve sapersi porre rispetto al Fare Società.
16. maggio 2007 at 18:03
Un poco ottenebrati dalla splendida clausura airconditioned della sala concerti oops! congressi, un po’ storditi dal marketing mix di italiano e inglese nel jargon tradizionale dei relatori, si sono raccolte diverse impressioni gia’ in questo pomeriggio.
La cosa piu’ importante, per me?
Che il marketing e’ La Leggenda Degli Uomini Straordinari.
Gente di genio che ha creato modi interessanti per vendere.
E poi una frotta di gente che li rincorre disperatamente cercando di estrarne delle regole.
Un tempo un mio amico in un momento difficile si mise a studiare le biografie dei Grandi della Storia per capire il segreto del successo nella vita. Ci ha passato su qualche anno. Si e’ divertito. Poi si e’ messo a lavorare col padre.
A dopo per molto altro
>S