
“Il cliente è al centro”, recitano tutte le migliori litanie del marketing contemporaneo.
“La customer experience è tutto”. “Dovete scoprire cosa vuole davvero il cliente”. E così via.
Va bene! dicono tutti in coro. OK. Abbiamo capito. Ma come si fa?
Prendi una classificazione come quella proposta da Neil Rackham, ad esempio, tra clienti transactional e consultative. Appare molto sensata ed eccitante al momento in cui si ascolta dalla voce del guru. E in effetti lo è. Poi, più tardi, tornato in ufficio, solo nell’usuale frullatore quotidiano, scopri che lo stimolo è rimasto in superficie e difficilmente basterà per dissetarsi in trincea, in prima linea, e partire alla sortita.
Prendi quei concetti molto cool. Che so, quelli dell’experience marketing presentato da Bernd Schmitt. Prendi cose come gli Strategic Experiential Modules o la figura del Customer Experience Manager. Sono fantastiche. Sono parole fantastiche. In principio era il verbo… Il marketing che viene da lassù è pieno di parole fantastiche e di persone che le sanno inventare. La base se ne nutre avidamente. Ma trasformarli in successo è un altro paio di maniche. Manca proprio la parte più difficile: la comprensione, l’azione.
Alla fine della fiera (qui è proprio il caso di dirlo) quel che conta come sempre è la sensibilità agli esseri umani e al clima socioculturale. Poi conta il talento. E conta la fantasia, una fantasia molto ben informata.



23. maggio 2007 at 22:11
eh già, proprio così, uno si fornisce di mappe, goniometri e bussole e poi in mezzo al bosco si perde perchè il bosco ti frega, nel frattempo è cambiato qualcosa, che so una deviazione del fiume, e la tua mappa va a farsi benedire; e comunque è giusto così, se sei troppo sintonizzato sul modello perdi di vista il cliente, che poi in definitiva è una persona. mi viene in mente uno scritto di Gombrich che parlava di quei solerti turisti dell’arte, così concentrati a seguire le istruzioni e le descrizioni della guida, che alla fine si dimenticano di guardare l’opera perdendosi la vera emozione. e comunque complimenti per la fantasia molto ben informata. luciana
25. maggio 2007 at 13:18
detto in due parole, tra il dire e il fare (soprattutto con staff all’osso)… e inoltre la mappa non è il terreno.
gluca