Performing Media per l’Innovazione Territoriale

Thu, May 24, 2007

Media

Venerdì 25 maggio 2007, alle ore 11, presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati si apre una giornata di studi con set multimediale e performance su “Performing Media. Azione Culturale, Comunicazione Multimediale e Innovazione Territoriale”. Brainstorming connettivo centrato sulla potenzialità dei luoghi extra-metropolitani nell’interpretare una Società dell’Informazione che sappia valorizzare la dimensione locale, producendo senso sociale nel globale della comunicazione on line. Una giornata di studi, articolata in tre sessioni di brainstorming (con la partecipazione attiva dei “discussant” attraverso l’instant blog in rete Wi Fi su http://www.7thfloor.it e la piattaforma di social tagging ipertinente http://www.thinktag.org

Un set finale raccoglierà le idee nel formalizzare l’esercizio delle parole chiave (tag) in un contesto sia di ripresa video http://www.diretta.bizinitaly.com , sia web, sia chat3D su http://www.mondiattivi.com .

A conclusione (ore 19) si svolgerà un’azione di performing media (una performance teatrale teleguidata via radio) della Koinè che confluirà una degustazioni teatralizzata (sempre con ascolto in cuffia di una voce narrante che pilota il gusto di vino passito Cannellino abbinato a Pecorino romano).

L’evento è promosso dall’Assessorato alle Politiche culturali della Provincia di Roma, dal Comune di Frascati e dall’associazione culturale teatron.org http://www.teatron.org in collaborazione con Map Cross Communication e Taxi Channel.

La prima sessione avrà come tema “Le politiche e le poetiche delle reti: social networking per lo sviluppo”,
un’occasione per riflettere, sulla base di esperienze applicative sia già attuate sia potenziali, sui diversi modi di utilizzo delle reti telematiche rivolte alle politiche culturali e dell’innovazione territoriale.
Tra le varie esperienze in tal senso si rileva quella di UbiquiLab http://www.vite3.it, in collaborazione con il GARR, e del geoblog di http://www.europedia.it per i 50 anni dell’Europa unita)

La seconda, fissata per le ore 15, è su “Edutainment (imparare giocando): nuovi media e partecipazione per la Società della Conoscenza”, per trattare delle politiche educative e quelle forme d’iniziativa ludico-partecipativa rivolte alle nuove generazioni.
Brainstorming che vedrà la presenza di molti docenti dell’Università di Roma e del CNR.

La terza, alle ore 16, con il titolo “L’innovazione territoriale: soluzioni creative per i beni culturali e ambientali, intende inquadrare l’insieme delle esperienze poste in campo nella giornata di brainstorming, per confluire alle ore 18 in un set televisivo (per lo streaming video on line e poi sul canale satellitare TaxiChannel) attraverso cui restituire in una sintesi delle tracce di nuova progettualità di comunicazione per ciò che definiamo l’Innovazione Territoriale

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43 Responses to “Performing Media per l’Innovazione Territoriale”

  1. carloi Says:

    nell’auditorium c’è la rete Wi Fi aperta!
    chiunque abbia un laptop entri nel blog e lo usi come quaderno d’appunti condiviso. Common Place!

  2. linda Says:

    Cornice splendida… gradevolissima compagnia… ingredienti giusti per condivisione e confronti… e ponti per rapporti futuri

    ciao Linda

  3. Andrea Says:

    le directeur di questa maledetta rivista 7thfloor che vuole sconvolgere le imprese e le istituzioni con dei fertilizzanti fatti di nuove idee e nuovi modi di fare e pensare il lavoro … sta per arrivare
    aspettatemiii!!

    andrea_7thfloor

  4. DdeK Says:

    E questo il blog per la giornata ?

  5. Germano Says:

    Si vi stiamo vedendo

  6. DdeK Says:

    Siamo qui con i miei studiosi, Francesco Margherita, musicista, compositore che sta a provare di proporre un modo di creare musica connettiva per la zona di Frascati ed oltre. C’è anche Christian Da Cunti, giornalista che sta pensando come creare una rete spezializzata per invitare la gente frascatina di coinvolgersi nella rete. C’è Maria Luisa Malerba, con cui scrivo un libro sul “Punto di essere”, la risposta dell’elettricità al punto di vista del Rinascimento. E finalmente c’è Fiorella Palmieri che si occupa spesso della schermologia e del 3D. E per fortuna è appen arrivato Gianfranco Pecchinenda, il nostro maestro dei videogiocchi che sta pensando a come creare una cosa frascatina. Imagino che durante le prossime due ore possiamo trovare qualcosa d’interessante da proporre. Pero abbiamo bisogno di suggerimenti dalla vostra parte. Un abraccio da Napoli

  7. DdeK Says:

    NOVITÀ! E arrivato Enrico Rebeggiani, profesore emeritissimo di sociologia dell’economia digitale e sta adesso immediatamente a strategificare per favrire l’economia digitale di Frascati.

  8. DdeK Says:

    La parola chiave all’era del Web 2.0 è di fare communità.

  9. Germano Says:

    su http://www.thinktag.org sono disponibili alcune delle risorse di conoscenza che vengono presentate in questo momento

    ecco il link diretto
    http://www.thinktag.org/index.php?page=Users:ShelfPage&shelfId=412

  10. DdeK Says:

    ci siete?

  11. Fausto Forte Says:

    Generacomunicazioni. tv

    connessioni tra esperienze e realtà distinte,spazio di frequentazione artistica, osservatorio sulla contemporaneità e su i nuovi scenari di comunicazione.
    Sperimenta i linguaggi artistici nelle pratiche interculturali.

    Il canale podcast GENERACOMUNICAZIONI.TV

    E stato realizzato nell’ambito del cantiere di nuovi processi comunicativi Generacomunicazioni.
    Ideato e prodotto nel 2006 da Casa Masaccio contemporanea, in collaborazione con la rete regionale per la cultura contemporanea (TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea e Porto Franco terra dei popoli e delle culture), nell’ambito del progetto regionale ” le età del presente” donne & uomini a/traverso la Toscana contemporanea.

    Generacomunicazioni.tv sviluppa zone di “comunicazione autonome” (spazi comunicativi e comunicanti di frequentazione artistica, intergenerazionali, interculturali e di genere) ,
    promuove la conoscenza e la valorizzazione della produzione artistica contemporanea, sperimenta i linguaggi artistici di comunicazione nelle pratiche interculturali e si fa interprete delle esigenze del mondo creativo giovanile.

    Generacomunicazioni tv propone una comunicazione libera da compromessi, che nasce dal basso, cresce nel cuore di una specifica realtà, connette le persone creando legami concreti.
    E’ attraverso la comunicazione tra i singoli che si crea la società, la communitas il luogo “del pensare insieme” e “dei costruttori di comunità”. Dare voce alla specifica realtà di uno specifico luogo, diventa così un’esperienza universale dal momento che il mondo non è altro che la somma di singole realtà.
    Uno strumento che permette di costruire insieme processi di empowerment e di superamento delle diseguaglianze.

    Generacomunicazioni.tv è strumento d’identità e di consolidamento dei progetti regionali TRA ART / Porto Franco e della rete regionale per “la cultura contemporanea”.
    Le sue potenzialità sono state messe a disposizione del network dei nodi delle reti per la cultura contemporanea, reti sociali che si aggregano per obiettivi ed interessi, che lo utilizzano non solo come un grande archivio delle produzioni e delle azioni realizzate, ma anche e soprattutto come una pratica culturale e artistica di confine, attraverso cui coniugare azione culturale, comunicazione multimediale e “mercato del territorio”.

    In poche parole “generacomunicazioni.tv”, inconsapevolmente, è strumento per strategie di performing media, è progettazione per una convergenza dei media basata sulla capacità creativa di organizzazione sociale. Una strategia culturale che vuole interpretare le nuove tecnologie della comunicazione come opportunità evolutiva per la condivisione della conoscenza come bene comune.

    Generacomunicazioni.tv è strumento di comunicazione on line al servizio della rete regionale per la cultura contemporanea. Pubblicherà prossimamente sulla web tv le
    azioni e le attività realizzate dai nodi della rete per il progetto regionale per la cultura contemporanea 2007. I video inseriti potranno essere autoprodotti e inviati dai vari nodi o, nel caso in cui si renda necessario, generacomunicazioni.tv provvederà a fornire risorse e strumenti per la loro realizzazione.

    Generacomunicazioni.tv, aggiorna e implementa il canale di nuovi contenuti, anche con la realizzazione di proprie produzioni, sviluppa rapporti con artisti, con istituzioni museali pubbliche e private, con gallerie, con festival, rassegne e con le tutte le realtà che si occupino di cultura contemporanea.

    Generacomunizioni tv. provvederà a breve all’inserimento dei video presenti in archivio e dei nuovi video realizzati in formato flv (Flash Video). In questo modo la consultazione del portale sarà accessibile a tutti i navigatori a prescindere dalla propria dotazione software.

  12. antonio trimani Says:

    radioratemobile è una radio via web nata nel 2002, ha sviluppato e affrontato fin dal suo esordio, la piattaforma del social networking con un chiasmo tecnologico: radio (archeologia) e il web (n.t.) fondando il suo esistere sull’ubiquità, sulla presenza multlipla glocale.

    http://www.radioartemobile.it

    oggi 25 maggio nasce a frascati un pensatoio comune e democratico per una rete soatenibile…
    continua…

  13. dario evola Says:

    il problem della tecnica non h niente di tecnico (heidegger)
    La scienza manipola le cose ma rinuncia adabitarle (merleau ponty)
    nuovi mezzi creano nuove necessità (Benjamin)
    attraversare le tecnologie come estensiopni possibili. L’esperienza artistica come possibilità progettuale indica atraversamenti possibili mondi possibili . Televisione è fernsehen (veder lontano Arnheim)
    Poetiche come fare, technè come coscienza di ciò che si sa fare

  14. carloi Says:

    scopro ora con stupore che qualche amico pensa che il blog non corrisponda
    allo spirito di un evento.
    Certo che non è una chat.
    Ma l’invito a condividere gli appunti sulla conversazione in corso lo rilancio con forza: è bello e utile. E permette anche di rilanciare i link a cui si fa riferimento. Come questo http://performingmedia.org dove è possibile anche trovare degli approfondimenti sulle tematiche in campo.
    E dove si tratta anche dell’evento di Ascoli dove si è giunti ad un punto + il là… forse proprio perchè è un contesto vergine, meno contaminato dal rumore di fondo. Si presenterà già una prima piattaforma di socialnetworking territoriale http://www.comunanze.net

  15. stef diana Says:

    IL WEB 2.0
    Il signor X ha inventato una stupidaggine plausibile, benche’ falsa.
    Il malcapitato e’ stato linkato dalla folla.

  16. gianguido palumbo Says:

    Dal 4 all’8 giugno a venezia in occasione della biennale d’arte il comune di venezia in collaborazione con amnesty international e fandango su ideazione del ctr centro teatrale di ricerca di venezia, propone una settimana dedicata al carcere di guantanamo :
    GUANTANAMONDO arte teatro cinema incontri su guerre prigioni torture diritti.

    Una rassegna di sei film attorno al tema della tortura
    Una mostra di documenti sul carcere di Guantanamo
    Un Incontro Pubblico su Arte Etica e diritti Umani
    Una Performance teatrale di strada ideata da Sonia Biacchi del Ctr con regia di Michele Sambin del Tam Teatro di Padova

    Programma a cura di Gianguido Palumbo

    http://www.comune.venezia.it
    http://www.amnesty.it
    http://www.tamteatro.it
    http://www.ctr.it

  17. MFP Says:

    Mi dicono di postare un riferimento a quello che faccio io.

    - progetto per reti wireless a maglia: http://www.meganetwork.org/
    - scrivo per Punto Informatico, il più importante quotidiano informatico italiano: http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=michele%20favara%20pedarsi&t=4

    ciao

    Michele

  18. carloi Says:

    su http://performingmedia.org trovi degli approfondimenti
    mentre su http://www.comunanze.net c’è un’esperienza gemella
    che si svolge ad ascoli…

  19. carloi Says:

    essere progettisti di nuovo spazio pubblico.
    C’è qualcuno che pensa che il web non sia bene comune?
    Common Place?
    La questione dell’Innovazione Territoriale risiede tutta qua.

  20. stef diana Says:

    L’avvento contemporaneo della tecnologia invisibile (a la Norman) e il capitalismo invisibile (a la Verdù) è solo una coincidenza oppure no?

  21. DdeK Says:

    Bene, abbiamo pensato ad alcune cose:
    1. Francesco Margherita: La mia proposta e’ relativa ad un social network che diffonda lo spirito di collaborazione attravarso la condivisione di prodotti musicali e processi creativi.
    La proposta specifica e’ di creare una net label tipo “Frascatimusica” che si occupi di diffondere progetti musicali di musicisti emergenti attraverso la pubblicazione e la creazione di reti di management on line per i musicisti promettenti. Questo servirebbe al “branding” del comune. Se potrebbe regolare i diritti d’autore sul modo du “creative commons”.
    La funzione aggregante del social networking e’ quella di condividere le modalita’ compositive e produttive oltre che il prodotto finito.
    Rispondere alla domanda “come hai fatto a sviluppare la tua produzione in quel modo?” consente di stabilire fra le persone collegate un “modus” di collaborazione che accelera realmente i processi creativi.

    2. Christian D’Acunti: Un social network deve avere alla base un’idea guida. Questo per incentivare l’utente all’uso della rete. Qual è il vantaggio di attingere dalla rete le notizie? L’immediatezza innanzitutto, ma anche la trasparenza e l’onesta’ di chi elabora la notizia. La mia proposta e’ di creare un MySpace su tutto cio’che riguarda l’informzione politica di Frascati. Creando un rapporto attivo tra la popolazione, i cittadini e le istituzioni di Frascati. Allo scopo di mantere vigile la coscienza dei cittadini frascatani, controllando l’impiego del denaro pubblico. Perche’ il Web 2.0 con la sua capacita’ di connettere orizzontalmente gli utenti esalta la liberta’ di espressione. In altre parole in questo tipo di tecnologia non ci sono padroni che controllano l’informazione, è tutto ridotto all’onesta’, severamente controllata dalla comunita’ Web, di chi lancia l’informazione dalla soglia del suo terminale nell’universo della rete.

  22. antonio trimani Says:

    … una domanda chiave, forse provocatoria
    di carlo infante: pensate che il web sia un luogo accessibile a tutti?

    ci pensiamo un attimo andiamo a pranzo…

  23. DdeK Says:

    Maria Luisa Malerba: La mia idea verte sulla creazione di un blog incentrato sulla storia locale del luogo, riportando alla luce non solo le leggende del passato ma anche storici realmente accaduti. Non dovranno mancare discussioni su poeti, letterati, pittori e persone famose che hanno dato lustro a Fracati nel corso dei secoli.
    Non mancheranno spunti culinari e un calendari di eventi culturali.

  24. DdeK Says:

    Fiorella Palmieri: La mia idea consiste nel creare una sorta di piazzetta virtuale del luogo. Nei punti chiave di ritrovo e di cultura verranno installati degli impianti web cam su wi fi attraverso cui gli utenti della piazzetta si incontreranno online e interagiranno o la gente on line puo vedere i luogho in tempo reale. In particolare in questo punto di ritrovo potranno condividere le proprie emozioni in modo immediato e istantaneo. Con l’ uso del proprio cellulare e la connessione tipo RFID o tag infrarosso, tutte le informazioni su beni culturali possono trovarsi sul telefonino.

  25. DdeK Says:

    Adesso me ne va. Ciao e buon lavoro a tutti. ddek

  26. stef diana Says:

    IL WEB 2.0 – parte II
    Il signor X, inventore della sciocchezza plausibile linkata dalla folla, fa un sacco di soldi con AdWords di Google.
    AdWords e il signor X sono i nuovi eroi.
    Copertine su tutti i giornali.

    (continua)

  27. andrea_7thfloor Says:

    Parlo da qui perché carlo non mi dà la parola in diretta (sono arrivato tardi e quindi in punizione!).
    Però vorrei contribuire alla discussione in corso.
    Vorrei portare l’attenzione su una tag ancora non ben esplicitata:

    CREATIVE ECONOMY

    insieme ad un’altra:

    GENIUS LOCI ITALIANO

    l’abbiamo capita bene?
    e la loro relazione?
    cosa suggerite?

    Andrea

  28. stef diana Says:

    SI’ MA QUALE WEB SEMANTICO?
    La passione per i tag e per il web semantico che sento spesso, come in questa sala ora, mi fa pensare. Ripenso che il web semantico è costruito attraverso linguaggi formali: l’XML, e l’RDF che descrive le risorse con triple . L’RDF ha una estensione (OWL) con cui specificare anche relazioni tra risorse (equivalenza, inverso, ecc.).
    Ebbene, ecco una nuova applicazione – stavolta globale! quindi con effetti ben più vasti e capillari sulla conoscenza – della semantica analitica: una fantasia vecchia di più di cent’anni, quella del Sinn e Bedeutung di Frege di cui già ai primi del 900 i paradossi di Russell rivelarono i limiti e i problemi. Ricordo che Frege era quello che definiva il numero 3 in quella maniera penosamente arzigogolata: “il carattere comune a tutti gli insiemi che contengono tre elementi (ad esempio 3 sedie)”. Compariamo questa definizione di “3″ con la concezione contemporanea del numero (piccolo): l’attivazione specifica di una determinata struttura neurale (come raccontata ad es. da Lakoff e Nuñez in un recentissimo saggio). Per me, il web semantico è evidentemente un altro episodio dell’impossibile inseguimento: quello in cui, usando i ramponi dei linguaggi naturali o formali, la mente razionale cerca di arrampicarsi sui suoi specchi per ritrovare il corpo e la natura che si allontanano.
    Ma non è tutto male quel che luccica. Quando questi progetti di web semantico sono gestiti da ingegneri, docenti di elaborazione, informatici, matematici, tecnici in genere che hanno solo formalismi, e sono poco familiari con l’humanitate, fatalmente quest’ultima non entra nei progetti e nei loro risultati. Quando il web semantico porta questa impronta di funzionalismo e razionalismo non porta da nessuna buona parte. Ma se è guidata con sensibilità dagli umanisti, allora forse si sono possiblità di fare qualcosa di buono e di veramente nuovo.

  29. stef diana Says:

    NB I linguaggi del web semantico definiscono *qualsiasi* oggetto del mondo così: oggetto/risorsa, predicato, valore. Niente altro può essere contemplato.
    E’ un po’ poco, soprattutto se diventa il filtro globale. Altissime le probabilità di cattivo uso.

  30. stef diana Says:

    IL WEB 2.0 – parte III
    Viene a galla la colossale frode dei click falsi su AdWords, generati da ring di siti fantasma accesi e spenti di continuo da associazioni a delinquere appositamente create.
    Una gigantesca class action contro Google affonda il sistema e il modello.
    La parola d’ordine “web 2.0″ comincia a puzzare e passa di moda.
    Si cercano nuovi eroi.

  31. Linda Says:

    :-( non trovo foto + video ricordo della giornata… purtroppo ho dimenticato di chiedere se era proprio in questa piazza che sarebbero stati “esposti” :-(

    Allora vi lascio il mio e-mail calip@mbox.panservice.it per far si’ che i fili di pensiero che si sono incrociati ieri, continuino nel tempo ad incontrarsi. Aggiungo le indicazioni per ritrovare La scatola delle Esperienze http://www.descrittiva.it/calip – cosi’ come da suggerimento di Carlo Infante che ringrazio per averci donato una giornata stimolante, varia, flessibile, dinamica, fluida, che ha concretizzato il coinvolgimento di tutti i sensi…

  32. vanni Says:

    un saluto a tutti…. su questo link potete vedere alcune delle foto dell’evento….
    è stata una bella giornata, molto interessante…

    http://www.flickr.com/search/?q=performing%20media&w=18212252%40N00

    saluti vanni

  33. carlo Says:

    sono stato talmente tanto preso dalla conduzione del brainstorming che non sono riuscito a postare nell’instant blog come avrei voluto.
    E poi il giorno dopo sono andato ad Ascoli Piceno per il progetto “glocal: comunità locali nell’era del globale” che di fatto ha rappresentato uno sviluppo sostanziale di alcune delle idee messe in campo a frascati.
    Uan + di tutte le altre: quella di attivare una piattaforma di social networking territoriale.
    Su http://www.comunanze.net/ si trovano le tracce dei confronti in atto e si prevede nell’arco di qualche mese qualche risultato emblematico, grazie al sostegno sia delle istituzioni (la Provincia di Ascoli Piceno) sia di imprese (come la COOP Adriatica).
    Ecco questa è un’indicazione precisa, non solo teorica, a proposito di Innovazione Territoriale: promuovere l’auto-organizzazione nell’ambito locale, per armonizzare l’incontro tra offerta e domanda (dalla cultura alle emergie rinnovabili).

  34. claudia berni Says:

    Salve a tutti!
    Rispondo all’invito di Carlo Infante a lasciare tracce ed echi della mia partecipazione all’Incontro di Frascati, a cui ho assistito con molto piacere.
    Innanzitutto le tracce : per sapere qualcosa di più sulle attività dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Servizio Cultura della Provincia di Roma potete collegarvi al sito http://www.provincia.roma.it (area tematica cultura), mentre per seguire i (tanti) progetti del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani potete consultare il loro sito http://www.romacastelli.it

    E veniamo agli echi, che ho diviso in tre parti e una domanda.
    Territorio
    L’anno scorso l’Assessorato alle Politiche Culturali, Comunicazione e Sistemi Informativi della Provincia di Roma – dove lavoro – ha pubblicato con l’Editore Franco Angeli il volume “Il territorio soggetto culturale” da me curato, che ha messo il territorio sotto il riflettore, anzi sotto molti diversi riflettori, dal momento che è stato scritto a più mani da economisti, sociologi, protagonisti della realtà locale, esperti di organizzazione culturale.
    Ne è venuta fuori una interessante conferma del fatto che il territorio, il locale, stanno assumendo un peso crescente nel pensiero contemporaneo, in particolare nella riflessione economica e sociologica e nelle pratiche che ne scaturiscono. Senza parlare poi di chi si occupa di cultura che ha imparato da tempo a cercare nel territorio (e cioè nella vita delle persone che lì vivono, lavorano, passano il tempo libero) una “bussola” per inventare o produrre progetti e per migliorare servizi.
    E’ un territorio dove “soffia il vento della globalizzazione”, ma dove – contemporaneamente – si sedimentano saperi, tradizioni, espressioni culturali originali profondamente legate al contesto, che acquistano significato e si conquistano apprezzamenti proprio per questi loro profondi legami con i luoghi.
    Anche Alberto Abruzzese parla di territori, e lo fa con tratti quasi ‘espressionistici’: nel territorio – spazio relazionale per eccellenza – fluisce “il vissuto della vita quotidiana nella diversificazione dei suoi bisogni e dei suoi linguaggi”, una molteplicità di sensibilità, modi di essere, partecipazioni umane al mondo, un proliferare metaforico di corpi, saperi, sfere espressive, contenuti innovativi.
    Del resto, anche a Frascati, qualcuno ha suggerito di pensare di più all’affettività, al corpo, perfino alla pancia (e il riferimento non era evidentemente all’enogastronomia!), dato che per la mente si fa già tanto.

    Tic
    A proposito di “tic da avanguardia” di cui ha parlato l’Assessore Vita: mi sbaglio se dico che c’è anche un tic “da accelerazione”? Un’ansia che viene dal sentirsi sempre in ritardo, come il gatto di Alice. Il futuro è già qui, si diceva a Frascati. Forse sì, ma ci sono anche i “nostri” tempi da mettere nel conto – perché contano.
    Io credo che i processi e i cambiamenti culturali abbiano bisogno di tempi lunghi, e anche le istituzioni culturali – che li registrano e li accompagnano – hanno ugualmente bisogno di tempi [ragionevolmente] lunghi.
    Anche l’innovazione territoriale ha bisogno di tempo, se la intendiamo – come in molti hanno detto a Frascati – come processo (anche) culturale e non solo tecnologico, come nascita di nuovi linguaggi, come modalità di espressione/comunicazione che influenzano (dovrebbero influenzare) il sistema educativo e formativo.
    Ad esempio, i cambiamenti che il progetto/processo di distretto culturale che si sta sviluppando nei 17 Comuni dei Castelli Romani, di cui ci hanno parlato venerdi mattina Ester Dominici e Diego Cesaroni, ha avuto, e ha tuttora, bisogno di tempo. Si tratta di un laboratorio permanente, che mette a confronto istituzioni, operatori economici, produttori e organizzatori di cultura, associazionismo, nella prospettiva di uno “sviluppo sostenibile orientato alla cultura”. E’ un processo di pianificazione territoriale che mira a costruire azioni comuni dello sviluppo e della politica locale, un percorso tutt’altro che spontaneo per il quale ovviamente non si può avere fretta.

    Esperienze culturali
    Sono molto d’accordo con chi dice che più l’offerta culturale è varia, meglio è. E io stessa sono contenta quando mi si offre l’occasione di scegliere tra diversi modi di passare la serata o di dare spazio a un mio interesse.
    Insomma, sono convinta che non solo a me, ma un po’ a tutti, piace leggere un libro o seguire qualcuno che sta parlando in un incontro pubblico, se quel libro o quel qualcuno riesce a dirmi qualcosa che “mi riguarda”, che – in qualche modo e in quella mia particolare disposizione d’animo – “fa per me”. Non si tratta di avere delle risposte (troppa grazia!) ma di sentire che si sta parlando [anche] di me e per me.
    A Frascati, ad esempio, ho avuto spesso questa sensazione piacevole.
    Scomoderei addirittura un premio Nobel, l’economista indiano Amartya Sen e la sua interessante teoria delle capacitazioni, per dire che forse il piacere della “varietà di scelta” è collegato a quella varietà di attitudini, interessi, appartenenze, identità simultanee, che contraddistingue ognuno di noi, che siamo veramente “tante cose insieme”.
    “Ognuno di noi appartiene a molti gruppi: progressisti o conservatori, onnivori o vegetariani, tifosi di una squadra di calcio, appassionati di musica rap, Possiamo vivere nelle Langhe ma essere golosi di sushi disdegnando il tartufo” , scrive Gad Lerner sulla Repubblica in occasione dell’uscita della traduzione italiana del saggio di Sen “Identità e violenza”.

    La domanda
    Mi colpisce molto trovare continue conferme (è successo anche a Frascati) al fatto che RELAZIONI è diventata veramente una parola-chiave: il territorio può essere visto come una rete di relazioni; la rete è fatta di relazioni; i beni culturali sono beni relazionali, ecc. ecc.
    Come mai vediamo e interpretiamo tutto come relazione? Non sarà che ne PARLIAMO tanto perché ne abbiamo tutti un grande REALE bisogno ?

    Cari saluti.
    Claudia Berni

  35. claudia berni Says:

    Scusate, nel mio lungo (troppo?) messaggio ho messo un gatto in più e un coniglio di meno…Saluti Claudia

  36. carloi Says:

    ecco un’altra immagine (di paolo subioli)
    sull’azione di perfomimng media che ha concluso con le degustazioni radioguidate l’intera giornata.
    Dall’immateriale delle reti al materiale del pecorino annaffiato di Cannellino.
    http://www.flickr.com/photos/paolosub/532263055/


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