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	<title>Commenti a: Performing Media per l&#8217;Innovazione Territoriale</title>
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		<title>Di: Dario Lineca</title>
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		<dc:creator>Dario Lineca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:50:15 +0000</pubDate>
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		<description>salve, vorrei contattare l&#039;autore del articolo in privato, gentilmente potrei avere le sue coordinate? Grazie, Dario L.</description>
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		<title>Di: Tommy "The Captain" Cook</title>
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		<dc:creator>Tommy "The Captain" Cook</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 09:11:52 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; bello questo tipo di blog, e&#039; innovativo! Mi piace :)</description>
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		<title>Di: luc</title>
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		<dc:creator>luc</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 11:27:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: performingmedia &#187; Festival dell&#8217;Innovazione</title>
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		<dc:creator>performingmedia &#187; Festival dell&#8217;Innovazione</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 18:27:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] anche Derrick De Kerchkove con i suoi collaboratori attraverso l&#8217;instant blog di 7thFloor http://www.7thfloor.it/2007/05&#8230; qualche traccia nel report fotografico [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] anche Derrick De Kerchkove con i suoi collaboratori attraverso l&#8217;instant blog di 7thFloor <a href="http://www.7thfloor.it/2007/05&#038;#8230" rel="nofollow">http://www.7thfloor.it/2007/05&#038;#8230</a>; qualche traccia nel report fotografico [...]</p>
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		<title>Di: carloi</title>
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		<dc:creator>carloi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 21:35:55 +0000</pubDate>
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		<description>ecco un&#039;altra immagine (di paolo subioli)
sull&#039;azione di perfomimng media che ha concluso con le degustazioni radioguidate l&#039;intera giornata.
Dall&#039;immateriale delle reti al materiale del pecorino annaffiato di Cannellino.
http://www.flickr.com/photos/paolosub/532263055/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco un&#8217;altra immagine (di paolo subioli)<br />
sull&#8217;azione di perfomimng media che ha concluso con le degustazioni radioguidate l&#8217;intera giornata.<br />
Dall&#8217;immateriale delle reti al materiale del pecorino annaffiato di Cannellino.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/paolosub/532263055/" rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/paolosub/532263055/</a></p>
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		<title>Di: claudia berni</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2007/05/24/performing-media-per-linnovazione-territoriale/comment-page-1/#comment-108</link>
		<dc:creator>claudia berni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 10:20:37 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate, nel mio lungo (troppo?) messaggio ho messo  un gatto in più e un coniglio di meno...Saluti Claudia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, nel mio lungo (troppo?) messaggio ho messo  un gatto in più e un coniglio di meno&#8230;Saluti Claudia</p>
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		<title>Di: claudia berni</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2007/05/24/performing-media-per-linnovazione-territoriale/comment-page-1/#comment-97</link>
		<dc:creator>claudia berni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2007 17:39:53 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti! 
Rispondo all’invito di Carlo Infante a lasciare tracce ed echi della mia partecipazione all’Incontro di Frascati, a cui ho assistito con molto piacere.
Innanzitutto le tracce : per sapere qualcosa di più sulle attività dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Servizio Cultura della Provincia di Roma potete collegarvi al sito www.provincia.roma.it (area tematica cultura), mentre per seguire i (tanti) progetti del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani potete consultare il loro sito www.romacastelli.it  

E veniamo agli echi, che ho diviso in tre  parti e una domanda. 
Territorio
L’anno scorso l’Assessorato alle Politiche Culturali, Comunicazione e Sistemi Informativi della Provincia di Roma – dove lavoro – ha pubblicato con l’Editore Franco Angeli il volume “Il territorio soggetto culturale”  da me curato, che ha messo  il territorio sotto il riflettore, anzi sotto molti diversi riflettori, dal momento che è stato scritto a più mani  da economisti, sociologi, protagonisti della realtà locale, esperti di organizzazione culturale.
Ne è venuta fuori una interessante conferma del fatto che il territorio, il locale, stanno assumendo un peso crescente nel pensiero contemporaneo,  in particolare nella riflessione economica e sociologica e nelle pratiche che ne scaturiscono. Senza parlare poi di chi si occupa di cultura che ha imparato da tempo a cercare nel territorio (e cioè nella vita delle persone che lì vivono, lavorano, passano il tempo libero) una  “bussola” per inventare o produrre progetti e per migliorare servizi. 
E’ un territorio dove “soffia il vento della globalizzazione”, ma dove – contemporaneamente – si sedimentano saperi, tradizioni, espressioni culturali originali  profondamente legate al contesto, che acquistano  significato e si conquistano apprezzamenti proprio per questi loro profondi legami con i luoghi. 
Anche Alberto Abruzzese parla di territori, e lo fa con tratti quasi ‘espressionistici’: nel territorio – spazio relazionale per eccellenza – fluisce “il vissuto della vita quotidiana nella diversificazione dei suoi bisogni e dei suoi linguaggi”, una molteplicità di sensibilità, modi di essere, partecipazioni umane al mondo, un proliferare metaforico di corpi, saperi, sfere espressive, contenuti innovativi. 
Del resto, anche a Frascati, qualcuno ha suggerito di pensare di più all’affettività, al corpo, perfino alla pancia (e il riferimento non era evidentemente all’enogastronomia!), dato che per la mente si fa già tanto. 

Tic
A proposito di “tic da avanguardia” di cui ha parlato  l’Assessore Vita: mi sbaglio se dico che c’è anche un tic “da accelerazione”?  Un’ansia che viene dal sentirsi sempre in ritardo, come il gatto di Alice. Il futuro è già qui, si diceva a Frascati. Forse sì, ma ci sono anche i “nostri” tempi da mettere nel conto - perché contano.
Io credo che i processi e i cambiamenti culturali abbiano bisogno di  tempi lunghi, e anche le istituzioni culturali - che li registrano e li accompagnano  - hanno ugualmente bisogno di tempi [ragionevolmente] lunghi. 
Anche l’innovazione territoriale ha bisogno di tempo, se la intendiamo - come in molti hanno detto a Frascati - come processo (anche) culturale e non solo tecnologico, come nascita di nuovi linguaggi, come modalità di espressione/comunicazione che influenzano (dovrebbero influenzare) il sistema educativo e formativo.  
Ad esempio, i cambiamenti che il progetto/processo di distretto culturale che si sta sviluppando nei 17 Comuni dei Castelli Romani, di cui ci hanno parlato venerdi mattina Ester Dominici e Diego Cesaroni, ha avuto, e ha tuttora, bisogno di tempo. Si tratta di un laboratorio permanente,  che mette a confronto istituzioni, operatori economici, produttori e organizzatori di cultura, associazionismo, nella prospettiva di uno “sviluppo sostenibile orientato alla cultura”. E’ un processo di pianificazione territoriale che mira a costruire  azioni comuni dello sviluppo e della politica locale, un percorso  tutt’altro che spontaneo per il quale ovviamente non si può avere fretta. 

Esperienze culturali
Sono molto d’accordo con chi dice che più l’offerta culturale è varia,  meglio è. E io stessa sono contenta quando mi si offre l’occasione di scegliere tra diversi modi di passare la serata o di dare spazio a un mio interesse.
Insomma, sono convinta che non solo a me, ma un po’  a tutti,  piace leggere un libro o seguire qualcuno che sta parlando in un incontro pubblico, se quel libro o quel qualcuno riesce a dirmi qualcosa che “mi riguarda”, che – in qualche modo e in quella mia particolare disposizione d’animo –  “fa per me”. Non si tratta di avere delle risposte (troppa grazia!) ma di sentire che si sta parlando [anche] di me e per me.
A Frascati, ad esempio, ho avuto spesso questa sensazione piacevole.
Scomoderei addirittura un premio Nobel, l’economista indiano Amartya Sen e la sua interessante teoria delle capacitazioni, per dire che forse il piacere della “varietà di scelta”  è collegato a quella varietà di attitudini,  interessi, appartenenze, identità simultanee, che contraddistingue ognuno di noi, che siamo veramente  “tante cose insieme”.
 “Ognuno di noi appartiene a molti gruppi: progressisti o conservatori, onnivori o vegetariani, tifosi di una squadra di calcio, appassionati di musica rap, Possiamo vivere nelle Langhe ma essere golosi di sushi disdegnando il tartufo” , scrive Gad Lerner sulla Repubblica in occasione dell’uscita della traduzione italiana del saggio di Sen “Identità e violenza”. 

La domanda
Mi colpisce molto trovare continue conferme (è successo anche a Frascati) al fatto che RELAZIONI è diventata veramente una parola-chiave: il territorio può essere visto come una rete di relazioni; la rete è fatta di relazioni; i beni culturali sono beni relazionali, ecc. ecc.
Come mai vediamo e interpretiamo tutto come relazione? Non sarà che ne PARLIAMO tanto perché  ne abbiamo tutti un grande REALE bisogno ?

Cari saluti.
Claudia Berni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti!<br />
Rispondo all’invito di Carlo Infante a lasciare tracce ed echi della mia partecipazione all’Incontro di Frascati, a cui ho assistito con molto piacere.<br />
Innanzitutto le tracce : per sapere qualcosa di più sulle attività dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Servizio Cultura della Provincia di Roma potete collegarvi al sito <a href="http://www.provincia.roma.it" rel="nofollow">http://www.provincia.roma.it</a> (area tematica cultura), mentre per seguire i (tanti) progetti del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani potete consultare il loro sito <a href="http://www.romacastelli.it" rel="nofollow">http://www.romacastelli.it</a>  </p>
<p>E veniamo agli echi, che ho diviso in tre  parti e una domanda.<br />
Territorio<br />
L’anno scorso l’Assessorato alle Politiche Culturali, Comunicazione e Sistemi Informativi della Provincia di Roma – dove lavoro – ha pubblicato con l’Editore Franco Angeli il volume “Il territorio soggetto culturale”  da me curato, che ha messo  il territorio sotto il riflettore, anzi sotto molti diversi riflettori, dal momento che è stato scritto a più mani  da economisti, sociologi, protagonisti della realtà locale, esperti di organizzazione culturale.<br />
Ne è venuta fuori una interessante conferma del fatto che il territorio, il locale, stanno assumendo un peso crescente nel pensiero contemporaneo,  in particolare nella riflessione economica e sociologica e nelle pratiche che ne scaturiscono. Senza parlare poi di chi si occupa di cultura che ha imparato da tempo a cercare nel territorio (e cioè nella vita delle persone che lì vivono, lavorano, passano il tempo libero) una  “bussola” per inventare o produrre progetti e per migliorare servizi.<br />
E’ un territorio dove “soffia il vento della globalizzazione”, ma dove – contemporaneamente – si sedimentano saperi, tradizioni, espressioni culturali originali  profondamente legate al contesto, che acquistano  significato e si conquistano apprezzamenti proprio per questi loro profondi legami con i luoghi.<br />
Anche Alberto Abruzzese parla di territori, e lo fa con tratti quasi ‘espressionistici’: nel territorio – spazio relazionale per eccellenza – fluisce “il vissuto della vita quotidiana nella diversificazione dei suoi bisogni e dei suoi linguaggi”, una molteplicità di sensibilità, modi di essere, partecipazioni umane al mondo, un proliferare metaforico di corpi, saperi, sfere espressive, contenuti innovativi.<br />
Del resto, anche a Frascati, qualcuno ha suggerito di pensare di più all’affettività, al corpo, perfino alla pancia (e il riferimento non era evidentemente all’enogastronomia!), dato che per la mente si fa già tanto. </p>
<p>Tic<br />
A proposito di “tic da avanguardia” di cui ha parlato  l’Assessore Vita: mi sbaglio se dico che c’è anche un tic “da accelerazione”?  Un’ansia che viene dal sentirsi sempre in ritardo, come il gatto di Alice. Il futuro è già qui, si diceva a Frascati. Forse sì, ma ci sono anche i “nostri” tempi da mettere nel conto &#8211; perché contano.<br />
Io credo che i processi e i cambiamenti culturali abbiano bisogno di  tempi lunghi, e anche le istituzioni culturali &#8211; che li registrano e li accompagnano  &#8211; hanno ugualmente bisogno di tempi [ragionevolmente] lunghi.<br />
Anche l’innovazione territoriale ha bisogno di tempo, se la intendiamo &#8211; come in molti hanno detto a Frascati &#8211; come processo (anche) culturale e non solo tecnologico, come nascita di nuovi linguaggi, come modalità di espressione/comunicazione che influenzano (dovrebbero influenzare) il sistema educativo e formativo.<br />
Ad esempio, i cambiamenti che il progetto/processo di distretto culturale che si sta sviluppando nei 17 Comuni dei Castelli Romani, di cui ci hanno parlato venerdi mattina Ester Dominici e Diego Cesaroni, ha avuto, e ha tuttora, bisogno di tempo. Si tratta di un laboratorio permanente,  che mette a confronto istituzioni, operatori economici, produttori e organizzatori di cultura, associazionismo, nella prospettiva di uno “sviluppo sostenibile orientato alla cultura”. E’ un processo di pianificazione territoriale che mira a costruire  azioni comuni dello sviluppo e della politica locale, un percorso  tutt’altro che spontaneo per il quale ovviamente non si può avere fretta. </p>
<p>Esperienze culturali<br />
Sono molto d’accordo con chi dice che più l’offerta culturale è varia,  meglio è. E io stessa sono contenta quando mi si offre l’occasione di scegliere tra diversi modi di passare la serata o di dare spazio a un mio interesse.<br />
Insomma, sono convinta che non solo a me, ma un po’  a tutti,  piace leggere un libro o seguire qualcuno che sta parlando in un incontro pubblico, se quel libro o quel qualcuno riesce a dirmi qualcosa che “mi riguarda”, che – in qualche modo e in quella mia particolare disposizione d’animo –  “fa per me”. Non si tratta di avere delle risposte (troppa grazia!) ma di sentire che si sta parlando [anche] di me e per me.<br />
A Frascati, ad esempio, ho avuto spesso questa sensazione piacevole.<br />
Scomoderei addirittura un premio Nobel, l’economista indiano Amartya Sen e la sua interessante teoria delle capacitazioni, per dire che forse il piacere della “varietà di scelta”  è collegato a quella varietà di attitudini,  interessi, appartenenze, identità simultanee, che contraddistingue ognuno di noi, che siamo veramente  “tante cose insieme”.<br />
 “Ognuno di noi appartiene a molti gruppi: progressisti o conservatori, onnivori o vegetariani, tifosi di una squadra di calcio, appassionati di musica rap, Possiamo vivere nelle Langhe ma essere golosi di sushi disdegnando il tartufo” , scrive Gad Lerner sulla Repubblica in occasione dell’uscita della traduzione italiana del saggio di Sen “Identità e violenza”. </p>
<p>La domanda<br />
Mi colpisce molto trovare continue conferme (è successo anche a Frascati) al fatto che RELAZIONI è diventata veramente una parola-chiave: il territorio può essere visto come una rete di relazioni; la rete è fatta di relazioni; i beni culturali sono beni relazionali, ecc. ecc.<br />
Come mai vediamo e interpretiamo tutto come relazione? Non sarà che ne PARLIAMO tanto perché  ne abbiamo tutti un grande REALE bisogno ?</p>
<p>Cari saluti.<br />
Claudia Berni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The Social Net &#187; Social Networking May 31, 2007 8:06 am</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2007/05/24/performing-media-per-linnovazione-territoriale/comment-page-1/#comment-94</link>
		<dc:creator>The Social Net &#187; Social Networking May 31, 2007 8:06 am</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2007 12:06:00 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: The Social Net &#187; Social Networking May 31, 2007 12:16 am</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2007/05/24/performing-media-per-linnovazione-territoriale/comment-page-1/#comment-92</link>
		<dc:creator>The Social Net &#187; Social Networking May 31, 2007 12:16 am</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2007 04:17:15 +0000</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carlo</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2007/05/24/performing-media-per-linnovazione-territoriale/comment-page-1/#comment-91</link>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 13:34:33 +0000</pubDate>
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		<description>sono stato talmente tanto preso dalla conduzione del brainstorming che non sono riuscito a postare nell&#039;instant blog come avrei voluto.
E poi il giorno dopo sono andato ad Ascoli Piceno per il progetto &quot;glocal: comunità locali nell&#039;era del globale&quot; che di fatto ha rappresentato uno sviluppo sostanziale di alcune delle idee messe in campo a frascati.
Uan + di tutte le altre: quella di attivare una piattaforma di social networking territoriale.
Su http://www.comunanze.net/ si trovano le tracce dei confronti in atto e si prevede nell&#039;arco di qualche mese qualche risultato emblematico, grazie al sostegno sia delle istituzioni (la Provincia di Ascoli Piceno) sia di imprese (come la COOP Adriatica).
Ecco questa è un&#039;indicazione precisa, non solo teorica, a proposito di Innovazione Territoriale: promuovere l&#039;auto-organizzazione nell&#039;ambito locale, per armonizzare l&#039;incontro tra offerta e domanda (dalla cultura alle emergie rinnovabili).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono stato talmente tanto preso dalla conduzione del brainstorming che non sono riuscito a postare nell&#8217;instant blog come avrei voluto.<br />
E poi il giorno dopo sono andato ad Ascoli Piceno per il progetto &#8220;glocal: comunità locali nell&#8217;era del globale&#8221; che di fatto ha rappresentato uno sviluppo sostanziale di alcune delle idee messe in campo a frascati.<br />
Uan + di tutte le altre: quella di attivare una piattaforma di social networking territoriale.<br />
Su <a href="http://www.comunanze.net/" rel="nofollow">http://www.comunanze.net/</a> si trovano le tracce dei confronti in atto e si prevede nell&#8217;arco di qualche mese qualche risultato emblematico, grazie al sostegno sia delle istituzioni (la Provincia di Ascoli Piceno) sia di imprese (come la COOP Adriatica).<br />
Ecco questa è un&#8217;indicazione precisa, non solo teorica, a proposito di Innovazione Territoriale: promuovere l&#8217;auto-organizzazione nell&#8217;ambito locale, per armonizzare l&#8217;incontro tra offerta e domanda (dalla cultura alle emergie rinnovabili).</p>
]]></content:encoded>
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