
LA MAGIA DELL’ARTE E LO SPIRITO DEL BUSINESS: IL CIRQUE DU SOLEIL SECONDO LYN HEWARD – EXECUTIVE PRODUCER DEI PROGETTI SPECIALI.
In pista da 23 anni e da 20 in giro per il mondo, 3000 dipendenti, di cui 40 impegnati nel casting, 20 milioni di spettatori, 14 spettacoli internazionali contemporanei, 600 milioni di dollari di fatturato annuo. Questi sono gli straordinari numeri di un altrettanto straordinario circo, quello del Circle du Soleil (www.cirquedusoleil.com). Che poi di un vero e proprio circo in realtà non si tratta: non ci sono animali, è uno show per adulti più che per bambini, una congiunzione fra spettacolo barocco e teatro minimalista, fatto di evoluzioni aereodinamiche di saltimbanchi e acrobati, visioni ambientaliste e New Age, costumi ricercati, scenografie complesse, giochi di luce, musica dal vivo, cantanti lirici. Non è un circo ma è capace di riportare quelle origini di incanto e meraviglia della Commedia dell’Arte, degli artisti di strada, delle imprese circensi, tutto sotto un grande tendone colorato. E, elemento non trascurabile, è capace di farlo coniugando la magia dell’arte con lo spirito del business, tanto che oggi il Circle du Soleil è un caso di successo studiato da molte scuole di economia.
Dal 1987, da quando il Cirque du Soleil fece la sua prima tournée oltre il Quebec, dove era stato fondato tre anni prima, non solo ha deliziato le folle di Nord-America, Asia e Europa, ma ha creato un nuovo mercato. Reinventando lo spettacolo, ha attirato un pubblico completamente diverso da quello del circo tradizionale, ormai numerosissimo. Non usando gli animali, si è attirato le simpatie degli animalisti, e ha risparmiato sui costi, ottenendo risorse da investire in elementi che creassero un maggiore valore per il cliente. Imprimendo in modo molto marcato un brand che è sinonimo di fantasia, entusiasmo, passione, creatività.
Uno degli artefice di questo miracolo è Lyn Heward, che come Executive Producer dei Progetti Speciali, supervisiona la riuscita delle performance del Cirque du Soleil e, come sua ambasciatrice, lo coinvolge in altre organizzazioni e eventi, come gli ultimi Giochi Olimpici di Torino. Guardando il suo curriculum si vede che è stata presidente e COO della divisione di Contenuto Creativo, in cui ha gestito, guidato e canalizzato la forza creativa dell’intero team verso un prodotto originale e di successo. E’ autrice anche del libro The Spark, su come gestire la creatività.
Di creatività ci parla. Di come accenderla e mantenerla nella vita di tutti i giorni così come nel lavoro e nelle grandi organizzazioni. Secondo lei si può tracciare un percorso attraverso sette porte. La prima richiede di essere aperti, per poter approfittare delle possibilità che si presentano. La seconda ha a che fare con i sensi, e con la capacità di arrendersi ad essi: viviamo in un mondo ricolmo di sollecitazioni sensoriali, il nostro compito è accorgercene. La terza è legata alla scoperta dei talenti. Sono quattro gli inviti da accettare per attivare la trasformazione creatrice necessaria in questa caccia al tesoro: uscire dalla zona di confort, che è fatta delle abitudini, delle cose conosciute e consuete; correre dei rischi, provando cose mai fatte in precedenza; evitare la ripetizione; usare la creatività nella vita di tutti i giorni così come nei grandi progetti. Scoprire talenti è molto di più di un curriculum o di un intervista: certo dipende dal ruolo ricoperto, ma al Circle du Soleil si investono 100 mila dollari a persona con questo intento. Per favorire la creatività occorre creare anche un ambiente che la nutra, e questa è la quarta porta. Un’atmosfera aperta e invitante stimola infatti il pensiero creativo e invita a prendere iniziative. Contrariamente a quanto si può pensare, le limitazioni, gli ostacoli, le differenze culturali sono invece grandi stimolatori della creatività. Queste, insieme alle aspettative, i desideri e i sogni dei consumatori, creano la quinta porta. Fin dall’inizio scopo del Circle du Soleil è stato quello di toccare i sensi e le emozioni dei popoli di tutto il mondo, senza limitarsi al Quebec o a Montreal. Ha lavorato con le differenze culturali: gli spettacoli sono un abile intreccio tra culture, generi, tradizioni diverse, usando tutti i continenti come fonte di ispirazione. Nel processo creativo, rischiare ha un ruolo fondamentale; provare strade nuove è la strada per l’innovazione: ecco la sesta porta. La settima riguarda più da vicino i leader: quelli creativi e appassionati non perdono mai di vista il potenziale umano che li circonda.
Creatività, fuoco, passione. Ho fatto qualche domanda a Lyn. E permettemi una divagazione personale. Il Circle du Soleil è lo spettacolo più entusiasmante a cui abbia mai assistito. Non tocca solo gli occhi o le orecchie. Tocca il cuore. Un’esperienza che è un regalo, un ingresso nel mondo del sogno. Un’autentica coccola. Per l’anima, la fantasia, il potere immaginativo, i sensi, e quanto altro compone l’animo umano. In più, è un caso di successo. Qual è la vostra ricetta?
“Il modo in cui la compagnia è strutturata ora è diverso da quello che abbiamo usato fino al 1998, quando usavamo lo stesso team creativo. Da allora abbiamo capito che ciascuna produzione deve avere il suo processo creativo autonomo. Lo chiamiamo cellula, proprio come la cellula nel corpo umano. I nostri registi non sono dipendenti. Andiamo in giro a scovare quelli con cui vogliamo lavorare. Molti hanno il loro lavoro di produzione,o hanno compagnie, o hanno lavorato in televisione, cinema, circo, teatro, musical. Dal 1998 ogni spettacolo è creato da un team diverso. Scegliamo il regista, che scrive anche lo spettacolo, e a lui è affidata la scelta delle persone con cui lavorare. Talvolta siamo costretti a dire di no: questo capita se il regista vuole scegliere persone con cui ha già lavorato. Siccome non vogliamo riprodurre qualcosa di già fatto,da lui o altri, ma vogliamo muoverci oltre, creare qualcosa di nuovo, talvolta lo sfidiamo a lavorare con persone diverse. Vogliamo innanzitutto creare uno scontro creativo, non un conflitto, ma raccogliere idee che arrivano da posti diversi, e parte dell’eccitazione è non instabilità, ma la sfida di iniziare un nuovo processo creativo sapendo che tutte le idee avranno modo di essere espresse e che la migliore vincerà. Dal 1999 ad oggi l’investimento è stato nel nutrire nuovi team creativi. Certo quello che facciamo è fornire il team degli strumenti necessari, non chiediamo alle persone di portarli con loro o ricrearli ogni volta. Abbiamo 40 persone che scandagliano l’intero mondo alla ricerca di talenti per formare i nostri cast. Abbiamo i nostri studio per l’allenamento dove i ginnasti possono imparare a diventare artisti, abbiamo splendidi atelier con 300 dipendenti che lavorano per il disegno e la creazione artigianale dei costumi, intermente fatti a mano”
Che cosa davvero scatena la vostra creatività?
“Sono vari elementi. Il primo è piuttosto sorprendente, perché si tratta delle limitazioni. Anche se creiamo grandi spettacoli, le limitazioni sono altrettanto grandi. C’è un budget da rispettare, così come ci sono delle date di scadenza, ci sono dei modi definiti di lavorare. Il secondo è cosa succede nel mondo intorno a noi. Anche se è un sogno, o un mondo diverso, i nostri spettacoli sono basati sui bisogni e sulle aspettative del mondo. Per esempio Alegria, che è uno spettacolo molto bello e delicato: il suo set è stato largamente influenzato da un evento che è accaduto mentre veniva creato, nel 1993, il primo caso di un omicidio compiuto da un bambino di dieci anni, che ha ucciso altri bambini della stessa età in Inghilterra. Il tema è diventata la domanda Chi ha il potere sulla vita di un altro individuo? Il terzo è connesso alle differenze culturali, che se prese nel modo corretto diventano incredibili ricchezze. Il quarto sono le aspettative dei clienti. I nostri consumatori vogliono essere sorpresi, essere trasportati in un mondo “altro”, sogno o diversa dimensione. Vogliono uscire dalla vita quotidiana. La ricerca di una risposta a questi quattro elementi è una molla davvero potente.”
di Carmen Rolle (Intervista a Lyn Heward realizzata al World Marketing & Innovation Forum – HSM)



6. settembre 2008 at 08:51
articolo molto interessante e stimolante