di Jacopo Fò
Grandi idee, radicate nella mente di molti, crollano una dopo l’altra, travolte dalla rigida solidità dei fatti.
Lo scopo delle imprese è arricchirsi a dismisura, verticalizzare gli utili a tutti i costi, conquistare mercati, espandersi in modo ossessivo?
Forse una volta.
Oggi, evidentemente no.
Ormai l’esperienza di migliaia di aziende, anche grandissime, ha dimostrato che è possibile razionalizzare i consumi energetici, minimizzare gli scarti, riciclare, ottenendo risparmi che in alcuni casi raggiungono l’effetto di tagliare i costi di energie e materie prime fino all’80%.
Ma nonostante questi evidenti e comprovati vantaggi sono milioni le aziende che non fanno nessuno sforzo per imitare i loro concorrenti più accorti.
Queste aziende oltretutto rinunciano al vantaggio di immagine che permette alle imprese rispettose dell’ambiente di fidelizzare i clienti.
Migliaia di aziende in tutto il mondo hanno dimostrato che conviene costruire rapporti collaborativi con il personale, rafforzando così lo spirito di appartenenza e ottenendo rendimenti maggiori e migliori dalle maestranze. Inoltre oggi il processo produttivo è talmente raffinato e complesso che queste aziende minimizzano il rischio enorme che un dipendente indispettivo schiacci il tasto “delete” del computer cancellando in un istante tutto l’indirizzario clienti dell’azienda. Oggi intrattenere rapporti amichevoli con i dipendenti non è solo un modo per ottenere risultati produttivi migliori e abbassare il tasso di errore, è anche un’indispensabile azione di incremento del livello di sicurezza aziendale interno.
Migliaia di aziende hanno dimostrato con l’erezione delle linee dei grafici delle vendite, che intrattenere rapporti di reciproco rispetto e di garanzia di qualità con i consumatori rende enormi quantità di denaro e garantisce stabilità di lunga durata alle aziende. I consumatori, grazie a marchingegni straordinari come internet hanno una capacità di comunicazione orizzontale spaventosa e un cliente insoddisfatto e incazzato è capace di dissuadere centinaia di persone dall’idea di comprare un certo prodotto.
Oggi la comunicazione aziendale non può più essere immaginata come una strada a senso unico (dall’azienda verso i consumatori). La comunicazione tra i consumatori, le referenze di E-bay e di Ciao.com, i giudizi di Altroconsumo, i blog, sono capaci di spostare 1000 volte più persone di quanto poteva il passaparola di bocca in bocca, dieci anni fa.
Migliaia di aziende hanno capito che la pubblicità in rete costa 10 volte meno della pubblicità televisiva o cartacea e offre opportunità di informazione e vendita diretta, nel momento stesso in cui il consumatore ha l’impulso dell’acquisto.
La rete è addirittura più veloce della vendita telefonica televisiva.
Inoltre la rete permette di selezionare tipologie particolarissime di consumatori e di pagare solo i messaggi che raggiungono quel precisissimo bersaglio commerciale.
La rete offre la possibilità di verificare strada facendo l’efficacia del messaggio misurando con test da 1000 euro il tasso di resa in termini di fatturato di una campagna ottenendo con questo investimento minimo un diagramma sul rapporto tra costi promozionali/fatturato che una volta individuato permette di conoscere in anticipo l’entità di utili che la campagna pubblicitaria otterrà. Questo avviene ad esempio con la promozione tramite gli annunci di Google legati alle parole chiave ricercate sul motore o presenti sui siti che pubblicano i bannerini di Google.
Paghi solo quando un navigante clicca e entra nel tuo sito. Mille vedono la tua pubblicità e tu non paghi. Uno entra e paghi cifre che nella maggioranza dei casi vanno da 8 a 30 centesimi. Dopo un po’ scopri quante persone comprano per ogni 100 che entrano. Se compra una persona e tu hai pagato per 100 ingressi 10 euro sai con esattezza che una vendita ti costa 10 euro. E’ un dato che avrà oscillazioni molto lievi e si manterrà stabile fino all’esaurirsi di quel segmento di mercato.
Sostanzialmente una “CAMPAGNA PROGRESSIVA” su Google e simili o tramite i sistemi di affiliazione, permette di non rischiare l’osso del collo investendo un milione di euro in una campagna televisiva o cartacea che poi si rivela un fallimento.
Migliaia di aziende hanno dimostrato che quando conquisti un cliente puoi cercare di non deluderlo allo scopo di vendergli uno dopo l’altro decine di prodotti. E questo è estremamente sicuro.
Ma queste aziende strutturalmente innovative sono solo migliaia. Ci sono milioni di aziende che trattano male i dipendenti, deludono i clienti, comprano pubblicità sui media tradizionali, non tentano il marketing “IN PROFONDITÀ”, non hanno capito un benedetto fischio della strategia delle community, del “TUTTI VINCENTI”, non immaginano che si possa guadagnare montagne di soldi regalando lampadine a basso consumo e incassando i certificati verdi e bianchi (titoli di efficienza energetica, vendibili a chi non riesce a inquinare di meno e dovrebbe pagare multe salate a causa degli accordi di Kyoto).
Insomma milioni di aziende NON realizzano iniziative chiaramente capaci di alzare gli utili.
Perché?
Due i motivi principali: sono spariti i padroni di un tempo. Le aziende sono in mano ai manager che sanno che se prendi iniziative innovative puoi essere fatto fuori se sbagli ma anche se hai successo. Meglio continuare a navigare a pelo d’acqua, ottenere qualche risultato positivo con azioni che richiedono poca fantasia e cambiare azienda “mai dopo i due anni”, giusto il tempo perché non sia visibile che i piccoli risultati positivi erano solo fuochi di paglia.
Inoltre l’innovazione strategica richiede di affrontare nuovi punti di vista, aggiornarsi, ragionare e avanzare per tentativi. E chi te lo fa fare quando puoi acquistare la 1000 cavalli foderata di pelle di vergine fiamminga semplicemente giocando a comprare e vendere il patrimonio immobiliare dell’azienda facendo un figurone con gli azionisti e svuotando il valore “solido” della società per azioni?
Però quelli che dirigono quelle poche migliaia di aziende che puntano veramente ai soldi solidi e longevi, si divertono di più, hanno più amici e scopano meglio.
jacopo@alcatraz.it
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lun, lug 23, 2007
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