World Wide Opportunities on Organic Farm. Tempo libero, energia ed entusiasmo in cambio di un’esperienza immersi nella natura
di Giulia Baldi
La vita in città è eccitante, quando non entusiasmante. Il lavoro non lascia tempo alla noia, i contatti con altri esseri umani sono decine quando non centinaia ogni giorno, il tempo libero si può spendere tra negozi in cui si trova e compra di tutto, ristoranti di ogni tradizione, palestre, librerie, cinema, teatri, concerti, musei per tutti i gusti. Però oggi in città si rimane anche ore intrappolati nel traffico e poi si cammina il 10% più veloci di 10 anni fa (come risulta da una ricerca dello psicologo americano Robert Levine), si lavora dalle 8 alle 12 ore al giorno e poi non si trovano le forze per altro, si fa la fila dappertutto perché si vive nella folla e poi ci si scopre sempre più soli, e si mangia in fretta e in piedi, o tutt’al più davanti al giornale o la televisione, e poi non si fa mai una passeggiata nel verde.
Con quale risultato? Che la qualità media della vita è inferiore a quella dei nostri antenati, soprattutto se si tratta di antenati che vivevano in campagna. Mentre il prezzo da pagare per tutto ciò è ben superiore. Insomma, la vita in città è tanto eccitante quanto stressante. Il che significa che la nostra mente e il nostro corpo sono messi a dura prova ogni giorno, e per mesi interi. A questo ha pensato la lungimirante Sue Coppard, la fondatrice di WWOOF (inizialmente: Working Weekends on Organic Farms)
quando, già nel lontano 1971, capì che una segretaria come lei, che viveva e lavorava in una città d’affari e servizi come Londra, non avrebbe avuto nessuna possibilità di sperimentare la vita nella natura se non chiedendo ospitalità a chi nella natura viveva e lavorava tutto l’anno. Ovviamente, era disposta a dare in cambio un po’ del suo tempo libero, della sua energia e del suo entusiasmo. Organizzato il primo week end per lei e i suoi amici in una farm del Sussex, il successo fu tale che decise di dedicarsi con più determinazione a organizzare e promuovere queste vacanze alternative, basate sulla cultura dell’ecologia e del biologico, del ritorno alla natura con il cuore rivolto alla cura della terra e degli animali, nonché di sé stessi… da sperimentare almeno per qualche giorno o settimana all’anno. Così, contattò e creò una rete di piccole aziende agricole o fattorie disposte ad ospitare volontari che potevano finalmente passare del tempo immersi nella natura in cambio di qualche ora di lavoro al giorno, senza dover investire le proprie risorse se non per il viaggio. E così è nata la WWOOF, inizialmente Working Weekends on Organic Farms, appunto, poi trasformato in Willing Workers on Organic Farms e infine World Wide Opportunities on Organic Farms.
Partita dal Regno Unito, infatti, l’iniziativa si è via via diffusa in tutto il mondo. La rigenerazione profonda di questa esperienza unica, permette conquiste ad ogni livello. Dallo studente al manager, dall’abitante della antica città europea a quello della ipertecnologica metropoli giapponese. Oggi esistono WWOOF in 25 Paesi del mondo, dalla Svezia all’Uganda, dalla Nuova Zelanda al Messico. E nel 2001, dopo un lungo iter burocratico (…), anche l’Italia è arrivata a fondare la sua WWOOF. Come si legge sul sito ‘Dopo circa 2 anni di duro impegno, lo statuto é stato finalmente registrato e WWOOF Italia é diventata un’organizzazione volontaria riconosciuta legalmente. Come tale, essa fornisce ai WWOOFers una copertura assicurativa contro gli incidenti ed anche una tessera associativa sia per le aziende che ospitano che per i WWOOFers in modo da giustificare la presenza di lavoro volontario nelle fattorie.[...] La lista italiana WWOOF include aziende agricole di piccole e medie dimensioni, biologiche e biodinamiche e alcuni soci vivono delle loro coltivazioni e vendono i loro prodotti, mentre altri vogliono solamente essere autosufficienti, o semplicemente coltivare i propri ortaggi biologici. I soci WWOOF non si aspettano da te una vera conoscenza dei lavori agricoli al momento del tuo arrivo. Ciò che si aspettano da te è la voglia di imparare e di lavorare duro e la tua capacità di adattarti al loro stile di vita. Si deve sempre tenere a mente, infatti, che il motivo del soggiorno è aiutare i farmers, e non solo sé stessi, per cui l’organizzazione della giornata, nonché dell’intera vacanza, rispetta i ritmi e le necessità del lavoro. Anche nelle farm dove sono i benvenuti sia i bambini che gli animali domestici! In cambio, aggiungiamo noi, si torna a casa forse un po’ stanchi, ma certamente più felici e rilassati. E con un bagaglio di conoscenze ed emozioni altrimenti impensabile.
Per la lista completa e tutte le informazioni sulle organizzazioni internazionali: www.wwoof.org e per l’Italia www.wwoof.it.
*giuliabaldimail at gmail.com



11. luglio 2008 at 18:13
saluto al popolo elfico.