Mobile Content

Posted By Andrea Genovese / 22 ottobre 2007 / , , , , , , , , , , , , / 3 Comments

Evoluzione dei contenuti verso Internet e TV

di Robin Good e Alberico Schiappa

887988_call_me.jpgI telefoni cellulari sono sempre meno “telefoni” e sempre più “dispositivi multimediali”. Probabilmente anche tu porti sempre in tasca un cellulare che, nel frattempo, è anche una macchina fotografica, un lettore di musica e un riproduttore di filmati. Se hai un Librofonino <http://it.wikipedia.org/wiki/Librofonino> puoi addirittura leggere un quotidiano o i tuoi eBook <http://it.wikipedia.org/wiki/Ebook> .

Su molti cellulari che si trovano in commercio puoi guardare la TV: l’ultimo notiziario, la partita o la fiction che ti piace. Ma quanto saresti disposto a spendere per comprare questi contenuti dal tuo gestore telefonico?

Le compagnie telefoniche cercano di vendere i nuovi servizi come MMS <http://it.wikipedia.org/wiki/Multimedia_Messaging_Service> , videochiamate <http://it.wikipedia.org/wiki/Videochiamata> , suonerie, video e mobile TV <http://en.wikipedia.org/wiki/Mobile_TV> . Per fare questo ti bombardano di pubblicità nella speranza di farti comprare, a caro prezzo, i loro contenuti.

Gli utenti, però, non si lasciano convincere facilmente dalle promesse della pubblicità e preferiscono trovare da sé i loro contenuti. Internet è una riserva infinita di musica, immagini, video e servizi gratuiti per il tuo telefonino. In più su Internet puoi trovare molti contenuti generati dagli utenti, che spesso sono più interessanti e divertenti di quelli confezionati dalle compagnie telefoniche.

Alberico Schiappa ha cercato di scoprire, da un rapporto sul Mobile Content in Italia <http://www.osservatori.dig.polimi.it/dettaglioEvento2.php> , qual’è il futuro di questo tipo di contenuti e se c’è spazio anche per i piccoli produttori indipendenti.

MASTER NEW MEDIA
Il Mobile Content, uno scenario in continua mutazione sociale e tecnologica.

Il 28 giugno si è tenuto, presso il politecnico di Milano <http://www.polimi.it/> , un convegno durante il quale sono stati presentati i risultati di una ricerca sul Mobile Content in Italia <http://www.osservatori.dig.polimi.it/dettaglioEvento2.php> .

Quando si parla di “Mobile Content” si intendono tutti quei contenuti elettronici (video, musica, immagini…) diffusi utilizzando la rete dei cellulari e i telefonini <http://it.wikipedia.org/wiki/Telefonino> .

In base a quanto emerge dalla Ricerca 2007 dell’Osservatorio permanente sul Mobile Content la costante crescita di questo settore negli ultimi anni, ha iniziato rallentare. Perché?

Il rallentamento è dovuto soprattutto a due fattori:

  1. Gli utenti hanno imparato a scegliere con più attenzione i servizi facendo particolarmente attenzione al costo. Sì, perché con l’evoluzione costante dei telefonini risulta molto semplice collegarli al computer e crearsi una propria compilation di contenuti, si sta diffondendo inoltre la pratica dello scambio di contenuti via internet, sul modello peer-to-peer <http://it.wikipedia.org/wiki/P2p> , oppure via bluetooth <http://it.wikipedia.org/wiki/Bluetooth> . Chi pagherebbe per musica, suonerie e immagini che può avere gratis, scambiandole con i propri amici?
  2. Le compagnie telefoniche hanno fatto il passo più lungo della gamba. Nell’introdurre le nuove tecnologie Mobile TV su DVB-H <http://it.wikipedia.org/wiki/DVB-H> e Mobile Internet <http://www.telefonino.net/Cellulari/Notizie/n14080/costi-connessione-mobile-internet.html> – Web hanno disperso risorse, invece di migliorare prima la qualità degli altri servizi.

Questo è un momento particolare per le compagnie telefoniche, perché si trovano a un bivio: devono scegliere se introdurre nuove tecnologie impiegando molte risorse o se investire sui contenuti di qualità.

Fino ad ora infatti hanno impiegato le loro energie sulle nuove tecnologie, con la conseguenza che i contenuti forniti non attirano più di tanto l’utente, che ha spesso la possibilità di crearseli da solo.

Le compagnie telefoniche hanno finora mantenuto una sorta di monopolio e si sono mangiate tutta la torta dell’utenza. Oggi però sono costrette ad ammettere la necessità di utilizzare fornitori esterni per dare contenuti di qualità.

E qui entrano in gioco le persone come te. Se hai delle buone idee in testa su come realizzare contenuti di qualità è il momento di lanciarsi: se i contenuti diffusi sul web possono essere letti anche da telefonini e smartphone <http://it.wikipedia.org/wiki/Smartphone> , allora i tuoi video su YouTube potrebbero diventare un Mobile Content a tutti gli effetti.

Lo scenario attuale

Analizziamo brevemente tutta l’offerta del Mobile Content e i comportamenti dei vari settori:

  • La musica ha registrato un leggero aumento nel pacchetto dell’offerta dei contenuti per cellulari, ma rimane comunque misera rispetto all’esplosione del mercato dei lettori portatili come l’iPod <http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_iPod> . Inoltre il prezzo che le compagnie telefoniche ti fanno pagare per ogni canzone che vuoi scaricare non è affatto conveniente.
  • I contenuti per personalizzare il tuo cellulare (suonerie, wallpaper ecc.) e i giochi sono i più penalizzati, in quanto facilmente reperibili, anche gratuitamente, su internet. Per quanto riguarda questo tipo di contenuti, è molto più semplice scaricarli dal proprio PC o scambiarseli via peer-to-peer <http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer> .
  • Gli SMS sono ancora i motori trainanti del mercato diversamente dagli MMS che mantengono un deludente mercato marginale. In effetti l’SMS costa di meno ed è altrettanto efficace, per cui non ha senso spendere di più per ottenere lo stesso risultato.
  • I servizi di Infotaintment, cioè quelli che utilizzano le notizie come intrattenimento, sono quelli che reggono e che addirittura crescono grazie al micro-browsing sia sul Mobile Site (il sito delle singole compagnie telefoniche) che direttamente su web.
  • I servizi di Communication & Community sono ciò che realmente si sta diffondendo anticipando quello che probabilmente sarà la rivoluzione del Mobile Content.

Contenuti “fai-da-te”

Come già avviene su internet è sempre in aumento, anche per il Mobile Content un fenomeno di auto-creazione dei contenuti e di scambio e condivisione degli stessi. Video Blog, Video Community, Foto Blog, Chat e Istant Messaging si stanno integrando al web in un nuovo segmento chiamato Mobile 2.0 legato con internet a doppio filo.

Questo dimostra quanto sia importante per le persone comunicare, sentirsi parte del sistema, scambiare esperienze e momenti di vita piuttosto che scaricare contenuti preconfezionati.

Mi sembra l’evoluzione più logica: vista la diffusione di tali servizi attraverso internet, perché cercare di creare nuove strutture tecnologiche specifiche per il mondo Mobile quando risulta più semplice integrarli mantenendo i vantaggi di entrambi?

Il settore Mobile TV & Video è cresciuto, ma molto meno delle aspettative, anche perché introducendo nuovi sistemi quando ancora non è pronto il terreno per utilizzarli fa disperdere inutilmente la novità. Mancano copertura adeguata, telefonini adatti e contenuti di rilievo per il Mobile TV via UMTS <http://it.wikipedia.org/wiki/UMTS> , eppure già si vuole proporre il DVB-H <http://it.wikipedia.org/wiki/DVB-H> , un nuovo standard europeo per la diffusione della TV sui cellulari.

Diciamocelo, perché pagare per vedere un canale satellitare sul telefonino quando lo si può vedere su un bel plasma 52″ comodamente seduti sul divano? Può risultare comodo magari in viaggio e per particolari eventi (per esempio una partita di calcio) ma c’è bisogno di dare qualcosa in più alle persone.

Il DVB-H <http://it.wikipedia.org/wiki/DVB-H> sta registrando consensi favorevoli: esistono già diversi canali in programmazione ma mancano ancora di originalità e se magari fossero anche interattivi sfruttando la natura bidirezionale dei telefonini sarebbe ancora meglio.

In questo panorama, le grandi compagnie come Sky, Mediaset, Rai per la TV e Yahoo, Google e Microsoft fanno a gara per capire quale sarà il formato vincente, sia sul piano tecnologico che su quello dei contenuti.

E per il futuro?

Questo è un buon momento per scendere in campo: chiunque, a mio avviso, può ritagliarsi uno spazio in questo mercato. Basta avere idee innovative e la volontà per portare avanti i propri progetti.

Questo è anche un momento decisivo di riflessione per le compagnie telefoniche, che devono decidere quale ruolo vogliono avere in futuro.

Consideriamo anche che l’evoluzione tecnologica è già alle porte con Wi-Fi <http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-fi> , WiMAX <http://it.wikipedia.org/wiki/Wimax> e DVB-H <http://it.wikipedia.org/wiki/DVB-H> , che sicuramente avranno un forte impatto su tutto il settore. Alle compagnie telefoniche converrebbe scegliere la strada per cui sono nate: fornire le infrastrutture e non cercare di competere con chi i contenuti li fa di mestiere.

Per quanto posso immaginare, ipotizzo uno scenario in cui potremo utilizzare uno smartphone <http://it.wikipedia.org/wiki/Smartphone> costantemente collegato alla rete, a un prezzo contenuto, per comunicare con chi vogliamo.

La connettività sarà estesa a tutte le aree geografiche, utilizzando diverse modalità: reti miste UMTS <http://it.wikipedia.org/wiki/UMTS> , GSM <http://it.wikipedia.org/wiki/Global_System_for_Mobile_Communications> , Wi-Fi <http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-fi> , WiMAX <http://it.wikipedia.org/wiki/Wimax> ecc.).

Pagheremo i contenuti in base alla loro qualità o in alternativa ci accontenteremo delle risorse gratuite che offrirà la rete.

www.masternewmedia.org

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