LA Governance Di Internet Dopo RIO

dom, nov 25, 2007

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444119291_56479c350a_m.jpgBan Ki-Moon, Segretario Generale dell’ONU, nel suo discorso di saluto, ha definito l’Internet Governance Forum ” modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni”. Quella che potrebbe sembrare una elegante definizione di velleitarismo definisce, invece, una modalità di azione inedita quanto è inedita la modalità di relazione costituita da Internet. L’IGF è nato come una soluzione di compromesso delle Nazioni Unite, visto che il Summit Mondiale sull’Informazione non aveva trovato l’accordo sul controllo della comunità internazionale sul sistema di attribuzione dei domini Internet curato dall’ organizzazione no-profit californiana ICANN su mandato del governo statunitense, che ha il diritto di veto.

La questione non ha trovato soluzione ma, a fronte della richiesta della Russia di partecipare al controllo è significativo che il Brasile, paese ospitante l’IGF 2007, abbia optato per la richiesta di un ICANN indipendente.

La caratteristica dell’IGF è quella di una paritetica partecipazione tra Governi, Imprese e Società Civile secondo la modalità “multistakeholder” e proprio la condivisione delle problematicità della Rete nell’IGF costituisce un esempio di web 2.0, di cosiddetto “social networking”.

2001618186_4a8c731c38_m.jpg1363 partecipanti da 109 Paesi non potevano approvare soluzioni ma, attraverso Coalizioni Dinamiche, animano processi capaci di produrre pratiche condivise e decisioni comuni a diversi livelli istituzionali, sociali ed economici. Tutti coloro che sono connessi ad Internet contribuiscono a definirne la natura e le possibilità, per questo la neutralità e l’interoperabilità della Rete sono un valore costitutivo e nessuno, se non questo processo partecipato, ha la titolarità del controllo sulla sua evoluzione verso architetture e soluzioni ora non pensate.

La condivisione di questa consapevolezza ha trovato a Rio una piena conferma con la richiesta di decisioni coerenti e cogenti, ma se la Rete è globale l’articolazione sociale sul pianeta è altamente differenziata, in particolare sul piano politico-giuridico-normativo: qui sta il problema. Insieme alla modalità aperta ed inclusiva di partecipazione in tutti i workshop è emersa, come forte elemento comune, la questione dei diritti umani, dal diritto all’espressione libera, a quello dell’accesso per la condivisione della conoscenza.

2033920280_2c172647e2_m.jpgProprio Vint Cerf, uno dei padri di Internet, ha affermato la necessità di arrivare ad un accordo sui diritti e le responsabilità in Rete, proponendo una matrice simile a quella che ha portato alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla “Legge del Mare”. Gli anni costituiscono una eternità al tempo di Internet, per questo nel suo intervento a conclusione dei lavori Markus Kummer , il Coordinatore Esecutivo del Segretariato ONU per l’IGF, condividendo la necessità sollevata da Cerf ha detto che per la “legge del Mare” “Ci sono voluti circa 20 anni per negoziare il trattato. Credo che abbiamo bisogno di qualcosa di più urgente.

Forse l’iniziativa dell’Internet Bill of Rights ci porterà più avanti.”. Ha trovato così un riconoscimento ufficiale la proposta di una Carta dei diritti di Internet che anima l’omonima coalizione dinamica supportata e promossa dall’Italia e dal Brasile. Ora il nostro Paese deve essere all’altezza della questione che ha sollevato, così come ha fatto con successo per la moratoria sulla pena di morte. Generare progetti specifici, come processi istituzionalmente multilevel e metodologicamente multistakeholder, quasi spin off politici, può rivelarsi l’esito più efficace di un Forum ONU
“modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni”.

Fiorello Cortiana – Delegazione Italiana IGF 2007

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Andrea Genovese, consulente e formatore nel campo del web marketing e della comunicazione digitale, life & corporate coach, fondatore di 7thFloor.

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