Giovani E Creatività: La Tecnologia Come Fattore Strategico.
Nel mondo globale anche la Moda cambia e gli strumenti tecnologici diventano indispensabili, anche per realizzare dei sogni.
Se pensate che la Moda sia un mondo in cui per vincere basta avere le migliori idee creative, potreste ricredervi. Per riuscire a operare in un mercato sempre più competivo e veloce, oltre ad avere talento e creatività, è necessario puntare sull’innovazione tecnologica. Questo il messaggio dell’Edizione Speciale di Moda e Tecnologia, tenutasi recentemente alla Posteria, a Milano. “I vantaggi derivanti dall’innovazione tecnologica applicati ai processi di produzione sono stati ampiamente dimostrati”, sostiene Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, l’ente con cui è stato realizzato l’evento, insieme a Lectra, un’azienda che da oltre 30 anni accompagna i professionisti della moda nella realizzazione dei loro progetti.
Nell’era del mercato globale la sfida a cui devono rispondere imprenditori, manager, e creativi è l’unione di creatività e imprenditorialità. “La globalizzazione cambia la Moda, e la tecnologia diventa strategica”, sottolinea Marina Garzoni, ideatrice e curatore dell’evento. “Le aziende di Moda stanno vivendo un grande momento di trasformazione. ” Team creativi giovani e internazionali prendono il posto del singolo stilista, le aziende e i designer operano e collaborano con realtà geograficamente molto distanti.
“La Moda perde i connotati territoriali e la tecnologia diventa la risposta per ottimizzare e velocizzare tutta la catena del valore permettendo reattività e dinamicità”, continua Garzoni. “La difficoltà di mantenere l’integrità del design nell’intero ciclo produttivo viene superata grazie all’ausilio di nuovi strumenti tecnologici sempre più potenti e sofisticati.” La vera necessità oggi è quindi “avere visione ed utilizzare la tecnologia non come semplice applicazione o singola soluzione, ma mettere in atto e pianificare una strategia per gestire complessità e crescita”.
L’immagine più efficace per descrivere il giusto atteggiamento è stata data da Roberto Donà, direttore MBA Executive SDA Bocconi.
“Un giovane che si vuole affermare oggi deve essere un sognatore concreto: un sognatore perché deve perseguire una sua idea di moda da proporre ma anche concreto perché deve coesistere con una serie di realtà che sono innegabili.”
Vincente è quindi il connubio tra creatività e immaginazione insieme alla capacità di realizzare e sostenere processi industriali. “Perché l’Italia è riuscita a fare qualcosa che nessun altro paese ha fatto: industrializzare il lusso, portandolo a prezzi accessibili”, sostiene Giovanni Burani, AD di Mariella Burani Fashion Group. La tecnologia diventa fondamentale per abbassare i costi, ottenere il time to market, veicolare e condividere le informazioni, anche su aree geograficamente molto lontane, apportare in tempo reale quelle modifiche che rendono la creazione più efficace e apprezzata dal cliente.
Siamo infatti di fronte ad un mercato in cui il cliente diventa sempre più protagonista e interviene direttamente nella creazione del prodotto, indicando chiaramente gusti e preferenze. E la virtualità è la risposta a questa esigenza. Una virtualità strategica e che oggi è resa possibile proprio dalla tecnologia: le applicazioni dedicate all’area dello stile e della progettazione della collezione aiutano a i designer e stilisti a vedere immediatamente e in modo molto realistico, anche se virtuale, quello che un tempo erano le prove sul manichino. Come le applicazioni progettate da Lectra, che è leader mondiale in software, attrezzature CAD/CAM e servizi associati, dedicati alla Moda. Per i professionisti di quest’area, i software di Lectra permettono la gestione delle collezioni e la copertura dell’intero ciclo di vita del prodotto, fino alla sua distribuzione.
Second Life, Internet, blog: oggi la vita virtuale si mescola sempre più con quella reale. Uno degli aspetti più toccati da questo momento è la nascita di nuove e impensate opportunità di comunicazione. A questo proposito, interessante l’intervento di Giuseppe Rossi, AD di Calvin Klein Inc. Europa. Oltre agli ingenti investimenti in tecnologia legati al design, alla produzione, alla logistica, uno degli obiettivi strategici del marchio è quello di comunicare con i giovani attraverso i nuovi media, con un linguaggio adeguato ad particolare fascia di clientela.
Una direzione che ha avuto successo. “Quel che è certo è che CKIN2U, destinato ai ragazzi dai 15 ai 25 anni, in fase di lancio si è posizionato terzo tra i profumi maschili e secondo tra quelli femminili”, dice Rossi. “Abbiamo usato strumenti tecnologici innovativi, come banner all’interno dei siti Internet, blog e chat community, anche un’apparizione in Second Life. Abbiamo compreso che esiste un divario semantico tra la grande azienda e i clienti giovani.
E’ stato coniato un termine:
Tecnosexual generation
per indicare questo segmento, che contraddistingue un approccio totalmente tecnologico, virtuale, ai sentimenti: si usano blog, sms, chat, anche per comunicare i sentimenti. Abbiamo deciso di rompere la barriera utilizzando nello spot su Internet una ragazza che lavora in azienda, una di noi ma con l’età e i modi in sintonia con il target di riferimento. Ci siamo resi conto che gli strumenti classici della campagna pubblicitaria, affissione o pubblicità su riviste non avrebbe funzionato. Pur essendo in azienda grandissimi estimatori dei modelli (abbiamo lanciato grandi nomi, da Broke Shield a Kate Moss), per CKIN2U abbiamo usato una persona comune, una dei tanti.”
Non sono mancate neppure le voci dei giovani. Maximilian Canepa (della Taroni), lo stilista Stefano Guerriero, Gianvito Rossi (che con il padre Sergio Rossi ha disegnato una sua nuova collezione) e Giuseppe Albarelli (AD di Franklin & Marshall) hanno presentato le loro idee sul sodalizio creatività e imprenditorialità. E le nuove leve, i giovanissimi designer-imprenditori che grazie all’iniziativa Incubator della CNMI e del Comune di Milano sono riusciti a realizzare le loro prime collezioni, e a presentarle in sfilata alla settimana della moda: Claudio Montias, Andrea Turchi, e Alberto Zimbelli parlano dell’opportunità data dal progetto Incubator, senza la quale non sarebbero riusciti a far nascere le loro piccole imprese. Con entusiasmo e emozione.
Di Carmen Rolle
Articoli correlati:
Nuove tendenze di consumo, Morace del Future Concept Lab
Stili di successo: la profumeria artistica
Designer di moda virtuale e second life
Tendenze della comunicazione: target e generazioni
L’abito fa il Manager



mer, dic 5, 2007
Tendenze