Il senso del design e l’innovazione rinascimentale
di Francesco Morace – Future Concept Lab
Editoriale al numero 11 di 7thFLOOR
Il design aiuterà le persone a vivere meglio, dando un senso emozionale e funzionale alla loro esperienza.
Il design aiuterà le imprese e il marketing a dare un senso innovativo al loro futuro.
Il design aiuterà l’Italia a dare un senso al proprio sviluppo, rafforzando il proprio ruolo di produttore globale di qualità e di bellezza nel mondo.
Il design diventa in questo modo la chiave strategica di lettura e di sintesi per le visioni economiche-finanziarie dei prossimi anni.
Parlare oggi di innovazione significa quindi dare al design e alla creatività un ruolo che fino a ieri era assunto quasi esclusivamente dalla tecnologia. Gli americani lo chiamano design thinking.
L’esperienza estetica – nella sua espressione più italiana legata al “sentire”, al gusto e all’intuizione – permea ormai il consumo in tutto il mondo e riapre i giochi consegnandoci un mercato da ripensare, da ricreare, da ridisegnare. Un mercato in permanente trasformazione in cui il verso è multiplo: architettura, moda, design, grafica, arti visive, web.
In questo percorso il design thinking è quanto di più vicino ci sia all’esperienza rinascimentale di incrocio tra arte, spirito e tecnologia, di cui le invenzioni di Leonardo rimangono l’esempio più elevato. E’ in questa dimensione che va ripensato anche il senso dell’innovazione.
Le analisi del Future Concept Lab dimostrano da anni come vi sia lo spazio per una visione neo-rinascimentale delle professioni e del mercato: un rilancio dei valori umanisti, una rigenerazione della ricerca scientifica e tecnologica intorno a un nucleo forte di valori creativi che arriva dalla tradizione umana e sociale, una centralità del design all’italiana – inteso come processo intuitivo produttore di qualità -, la definizione di strategie di lungo termine per il miglioramento della qualità della vita e del suo gusto quotidiano.
L’obiettivo diventa quello di porre l’Italia e la sua tradizione rinascimentale, al centro di una nuova visione strategica che concilia la qualità dei prodotti, del management e della vita quotidiana, secondo una pratica interdisciplinare, innovativa e umanistica, allontanando il fantasma della visione economico-centrica proposta dal capitalismo e dalla finanza tipicamente anglo-sassone che si sta ormai ridimensionando in tutto il mondo, abbandonando la vecchia logica di una globalizzazione sorda a qualsiasi differenza, che schiaccia il genius loci di popoli e paesi.
La visione del Terzo Rinascimento può rilanciare in questo modo il Senso dell’Italia, il made in Italy, ma anche i giacimenti culturali del Mediterraneo e dell’Europa, e di paesi e aziende che riconoscono la sua centralità. E’ probabile che questa visione si dimostri capace di attrarre energie e interesse al di là dei confini italiani o europei, in particolare in quei paesi che in modo indiretto, attraverso il loro coinvolgimento nel mondo coloniale, rappresentavano le “altre sponde” del Rinascimento.
Si tratta di costituire un gruppo di partners con una forte identità e caratteristiche comuni nel mercato (vocazione illuminata e spesso “familiare”, forte esportazione in tutto il mondo, alta innovazione di processo e di prodotto, gestione sostenibile delle risorse, forte valore aggiunto nella qualità della vita delle persone) che possano creare attenzione, curiosità, entusiasmo nel loro modo di proporsi al mercato, mettendo a punto strategie comuni nell’affrontare ad esempio i mercati del BRIC. Le aziende dovranno inoltre raccontare la loro storia in modo trasparente e documentabile.
Il senso del design si sovrappone in questo modo alla sfida dell’innovazione e moltiplica i suoi significati, secondo una triplice logica:
1) Design come senso creativo dell’Italia, come forma dell’italian way che influenza – ad esempio attraverso il Salone del Mobile – le tendenze internazionali in diversi settori sempre più sensibili al design.
2) Design come senso creativo nel mercato. Il design thinking del consumatore, e cioè la sua capacità di scegliere, interpretare, combinare liberamente servizi, prodotti, estetiche.
3) Design come senso creativo dell’impresa. Il design thinking dell’imprenditore e dei manager, di cui oggi si sente il profondo bisogno.
Si tratta di una nuova convergenza che segue quella digitale: l’incontro felice tra impresa, consumo e progetto.



sab, apr 19, 2008
Tendenze