Meet The Media Guru: Vincent John Vincent

lun, mag 12, 2008

Media, Tendenze

Gestire contenuti interattivi, accedere a informazioni condivise, manipolare effetti speciali e immergersi in un mondo 3D interattivo. Semplicemente muovendo le mani e il corpo.

Poche scene di uso interattivo della tecnologia sono entrate nell’immaginario collettivo come quella di Tom Cruise in Minority Report: dialogare con il sistema semplicemente muovendo le mani e puntando le dita, e vederne il risultato su un grande schermo. Oggi è possibile con GestPoint2, una delle tecnologie più recenti della società americana GestureTek.

Per il “Meet The Media Guru” il 12 maggio a Milano organizzato da MGM, abbiamo incontrato uno dei fondatori e presidente dell’azienda, Vincent John Vincent. Riconosciuto internazionalmente come un pioniere della realtà virtuale (suo era il progetto di Mandala, una rivoluzionaria interfaccia uomo-computer capace di analizzare la gestualità umana e rendere l’utente operativo senza l’uso di tasti o oggetti), Vincent è specializzato nella fusione di arte e di tecnologie per il business.

Le tecniche messe a punto dalla sua azienda hanno trovato innumerevoli applicazioni e sono utilizzate oggi nel mondo della pubblicità, del marketing e del retail, per una nuova generazione di digital signage.

Il mondo del retail è in profondo cambiamento. Non solo occorre gestire un insieme di variabili come il brand, l’assortimento, il comportamento d’acquisto e lo stile di vita dei consumatori, ma la maturazione tecnologica richiede che vengano ripensate le tecniche di comunicazione e di promozione.

“Il risultato più interessante delle nostre ricerche è che le tecnologie connesse alla gestualità sono un forte richiamo per i consumatori. Le applicazioni che coinvolgono le persone in modo attivo, rendendole partecipi delle immagini pubblicitarie, attraggono l’attenzione molto di più di quelle piatte. Ci occupiamo di queste tematiche da vent’anni, e a GestureTek abbiamo sviluppato una serie di sistemi innovativi capaci di interagire con la semplice gestualità dell’utente.”

Come GestureXtreme, che fa sentire chi lo usa letteralmente immerso in un mondo in cui possiede il controllo delle immagini e dei suoni circostanti. L’applicazione è capace di leggere la posizione del corpo consentendo il movimento e l’interazione in tempo reale con gli elementi che compaiono sullo schermo.
Una delle modalità più amate è quella che consente di praticare uno sport virtuale, come il calcio o il tennis.

ScreenXtreme è l’evoluzione di questo progetto, ed è uno dei sistemi più efficaci, perché porta la pubblicità ad un livello completamente nuovo. Le persone si vedono sullo schermo, mentre al loro passaggio ScreenXtreme si risveglia come per magia e risponde al loro approccio, attirando immediatamente l’attenzione.

Abbiamo constatato che l’interazione diventa irresistibile: le persone rispondono, immergendosi nel messaggio che diventa così molto pervasivo. L’applicazione usa una tecnologia di riprese video di nostra proprietà che tiene traccia dell’area circostante e risponde ai movimenti davanti allo schermo. Il passo successivo è quello di passare dallo schermo a qualsiasi piano. Le soluzioni che abbiamo ideato trasformano una normale superficie, come un tavolo, un bancone di un bar o un muro nell’interfaccia del mondo virtuale.»

Dove sono state installate queste soluzioni?

«GestureXtreme è usata soprattutto da musei e centri di divulgazione scientifica: si possono presentare concetti e nozioni altrimenti noiosi in modo molto divertente. Le realizzazioni su tavolo sono diffuse nel retail, come nel Time Warner Center di Manhattan. Per gli spazi pubblici efficace è soprattutto il lavoro sui pavimenti: il sistema controlla il movimento del consumatore, cattura continuamente la posizione del corpo e crea un mondo virtuale dinamico e davvero interattivo, capace di rispondere alla minima sollecitazione. È in uso in due Megastore Virgin a Manhattan e a Hollywood, in California.»

Qual è il passo successivo?

«La nostra realizzazione più recente si chiama Called EyeMobile e intende trasformare il modo in cui usiamo e interagiamo con il telefono, per farlo diventare molto di più di un cellulare. Con semplici gesti, come ruotare o inclinare l’apparecchio, senza toccare nessun tasto si può rispondere a un videogioco, o spostarsi su una mappa, oppure, interagire come con GestureXtreme: solo che anziché essere ripresi da una telecamera posizionata nell’ambiente si è ripresi da quella del telefono. Si tratta di un business che oggi intratteniamo con il provider giapponese, NTT DoCoMo, ma che pensiamo si possa rapidamente espandere, perché oggi tutti i cellulari sono provvisti di telecamera.»

Nel suo curriculum ho visto che lei è uno psicologo. Come è finito di occuparsi di tecnologia e computer?

«In realtà ho lasciato molto presto la mia specializzazione in psicologia. Ho lavorato per qualche tempo come terapista, usando la creatività come mezzo per il cambiamento. Ma l’enfasi dell’Università di Waterloo sugli studi informatici mi ha fortemente affascinato, e ho portato le mie conoscenze di psicologo nello studio dell’interazione uomo-macchina: per la verità mi sono state di grande aiuto nella comprensione di come pensano e si muovono le persone. Ugualmente si può dire per i miei studi artistici, senza i quali non mi sarei mai potuto cimentare con la creazione di oggetti virtuali sofisticati e interessanti.»

La serata, introdotta da Maria Grazia Mattei, Amministratore Unico di MGM Digital Communication, verrà trasmessa in diretta anche su Mogulus (http://mogulus.com/mmgurutv) e in Second Life, dove saranno numerose le land collegate a Materia (http://slurl.com/secondlife/Materia/155/75/24).

Intervista di Carmen Rolle

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Andrea Genovese, consulente e formatore nel campo del web marketing e della comunicazione digitale, life & corporate coach, fondatore di 7thFloor.

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