Il Vero E-Learning

Posted By Andrea Genovese / 23 giugno 2008 / , , , , , , , , , , , , , , , , , / 1 Comment

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IL VERO E-LEARNING
Intervista ad Alberto Quagliata
Professore Associato di Didattica generale e di Tecniche della Formazione

A cura di Alessia Vagliviello

Sentiamo spesso parlare di e-learning, ma ci sembra una pratica ancora in “sperimentazione”. E’ una modalità di progettazione e fruizione della formazione che modifica i tempi, i luoghi e le forme con cui le persone apprendono nel corso della loro vita, ed è al centro di numerose esperienze di innovazione nella società della conoscenza. Il primato nella sua diffusione riguarda Stati Uniti, Regno Unito e alcuni paesi del Nord Europa come Svezia, Norvegia e Finlandia. In altri paesi Europei, e tra questi l’Italia, il trend di crescita è più lento ma comunque significativo.

Nella sua recente evoluzione l’e-learning ha interessato iniziative formative aziendali e istituzioni scolastiche e universitarie, ma forse ha assunto forme e pratiche che non riescono a esprimere al meglio le sue effettive potenzialità e la sua efficacia innovativa. Ne parliamo con il Prof. Alberto Quagliata, che da anni fa ricerca-azione su questi temi.

Per iniziare le chiediamo una definizione di e-learning, che evidenzi la sua importanza nelle organizzazioni del lavoro.
Non amo le definizioni, che acquisiscono significato solo alla conclusione di un percorso di studio o di approfondimento di un tema. Preferisco iniziare a ragionare introducendo una provocazione: desidero parlare del “vero” e-learning, perché gli ambienti del vero e-learning sono necessari quando si vogliono valorizzare le differenti forme di intelligenza di chi apprende e le specifiche caratteristiche che connotano i diversi contesti operativi, quindi in tutte le situazioni di apprendimento che si realizzano nelle organizzazioni del lavoro, nelle quali si vuole potenziare la relazione virtuosa tra ambito cognitivo e ambito affettivo-relazionale.

Che cosa intende quando usa l’espressione “vero e-learning”?
Quasi tutte le proposte formative che utilizzano le piattaforme digitali per la formazione a distanza non dovrebbero essere comprese nell’ambito dell’e-learning: si tratta infatti, per lo più, di ambienti on line per l’istruzione a distanza, per i quali è più corretto utilizzare l’espressione e-teaching.Mi riferisco alle situazioni in cui le piattaforme si limitano a proporre agli iscritti una serie di Unità didattiche, eventualmente organizzate in Moduli e/o suddivise in Unità formative, quasi sempre corredate di attività valutative di tipo oggettivo, di un glossario e di attività esercitative: nulla di concettualmente diverso da quello che proponeva la gloriosa Scuola Radio Elettra, a parte le potenzialità multimediali e di editing offerte dalle tecnologie digitali (l’unico elemento innovativo è l’ambiente forum, ma il più delle volte il suo utilizzo non è didatticamente curato e valorizzato, e si limita di fatto a una libera iniziativa degli utenti).

Manca la relazione, chi è inserito in un percorso di apprendimento opera in solitudine, in condizioni nelle quali è difficile trovare motivazione.
Questo e-learning – che ha disatteso molte aspettative e ha di fatto vanificato la portata innovativa ed esperienziale che gli veniva riconosciuta, generando una percezione spesso negativa – dovrebbe quindi essere chiamato e-teaching: si dice e-learning ma si pensa e-teaching.

Ci aiuta a capire meglio questa distinzione tra e-learning e e-teaching? Ha qualcosa a che vedere con la creatività?
Dell’e-teaching abbiamo detto. Con l’espressione e-learning ci riferiamo agli ambienti on line per la costruzione condivisa del sapere: i percorsi formativi del “vero” e-learning valorizzano l’assunzione di responsabilità del soggetto che apprende, l’importanza della costruzione progressiva e condivisa degli elementi costitutivi del sapere, la fruizione di una pluralità di ambienti operativi (forum, wiki, chat, file di gruppo) che interagiscono tra loro e consentono agli utenti di collaborare per l’elaborazione di interpretazioni condivise e di nuovi elementi di conoscenza: il vero e-learning favorisce l’apprendimento significativo e sollecita l’interpretazione delle organizzazioni del lavoro come comunità di apprendimento.L’esperienza della formazione on-line, inoltre, apre spazi alla creatività, perché permette a ognuno di esprimersi al di fuori delle regole e delle logiche di contesto quotidiane, in un ambiente libero dai tradizionali vincoli spazio-temporali in cui è possibile sperimentarsi, sostenuti dalla dimensione del piacere nell’apprendere e dall’emozione dell’esperienza; creatività, dunque, nell’inventare, nel proporre collegamenti originali tra risorse apparentemente distanti, nel rintracciare linee di senso non evidenti, nello sperimentare una dimensione “autoriale” raramente agita nell’attività lavorativa quotidiana, nell’essere promotori e fautori di una proposta.

E-learning versus e-teaching, quindi?
No, assolutamente: e-learning e e-teaching. Anche una proposta e-teaching può essere valida e coerente con gli obiettivi che si prefigge, soprattutto se supportata da un aggiornamento costante dei materiali di apprendimento proposti e dall’utilizzo di una pluralità di media.Ma il vero e-learning è un sistema che apprende, e come tale favorisce l’acquisizione di apprendimenti significativi nell’accezione che ne ha dato Ausubel (un apprendimento è significativo quando modifica la struttura reticolare della mappa cognitiva di chi apprende, che a sua volta modifica il significato che dà all’esperienza); e il vero e-learning è necessario, ad esempio, per acquisire le competenze che caratterizzano la leadership, che si possono acquisire grazie a pratiche esperienziali agite in contesti collaborativi e ad attività condivise di negoziazione dei significati, e non leggendo buoni manuali e svolgendo attività valutative ed esercitative predefinite e ripetitive (come avviene nei contesti dell’e-teaching).

In quali ambiti ha praticato il “vero” e-learning? E come si può realizzare in una organizzazione?
Con il mio gruppo di ricerca stiamo seguendo da anni esperienze di e-learning all’interno di percorsi di formazione blended, che prevedono attività formative in presenza e attività formative da realizzare on line. I contesti in cui abbiamo operato sono i più diversi: scuole e università, organizzazioni del lavoro pubbliche e private. Esempi significativi sono il Master di II livello in Competenze per lo sviluppo delle Risorse umane (Ateneo Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione in collaborazione con AIDP); il corso di formazione Modelli e strumenti della comunicazione realizzato per l’Istituto Superiore di Sanità; il progetto formativo Modelli e strumenti per la gestione e lo sviluppo delle Risorse umane realizzato per Altana (una multinazionale chimica). In tutti i casi in cui era coinvolta una organizzazione del lavoro, la collaborazione con le Direzioni Risorse Umane è stata molto positiva; in particolare, è interessante sottolineare l’interpretazione condivisa sulle attività formative on line: per ogni settimana di lavoro in rete, al dipendente che partecipa al percorso formativo blended viene riconosciuta una giornata “equivalente” di formazione.

Qual è il progetto più importante al quale sta attualmente lavorando?
Sto seguendo un progetto importante e ambizioso, curato dal Professor Susi, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre: per accompagnare l’attuazione della cosiddetta Riforma 270, che prevede tra l’altro la riduzione del numero delle prove di profitto per tutti i Corsi di Laurea, stiamo elaborando un percorso di sostegno metodologico e infrastrutturale per gli studenti e per i colleghi della Facoltà, con l’obiettivo di rendere possibile il riconoscimento di crediti per attività formative realizzate on line in gruppi di lavoro, anche per venire incontro ai tanti studenti lavoratori che non possono frequentare in presenza. Abbiamo motivo di essere fiduciosi: sarebbe una rivoluzione copernicana. Le farò sapere …
Abbiamo deciso di fare questo perché è difficile, non perché è facile. (jfk)

Alberto Quagliata
Professore Associato di Didattica generale e di Tecniche della Formazione a Distanza presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre; esperto di e-learning, collabora da anni con il mondo del lavoro in progetti di formazione in presenza e on line.

Alessia Vagliviello
Esperta di formazione e consulenza alle aziende. Ha lavorato per anni con incarichi di responsabilità gestionale presso realtà di formazione e servizi. Nelle sue molteplici attività è orientata al riconoscimento e allo sviluppo delle potenzialità e delle intelligenze individuali e a promuovere percorsi significativi per l’esperienza biografica.

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