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	<title>Commenti a: Il Metodo Autobiografico: Liberare Le Proprie Potenzialità E Sentirsi Empowered</title>
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	<description>Web Marketing &#38; Digital Branding, Life &#38; Business Coaching</description>
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		<title>Di: Maurizio Lichtner</title>
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		<dc:creator>Maurizio Lichtner</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 17:40:30 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio Roberto Caire per il suo commento. La caratteristica distintiva della riflessione o ricostruzione autobiografica, che sia portata avanti autonomamente o che sia indotta da un formatore, counselor o altra figura professionale, è proprio quella di “generare senso”. Riflettere sul proprio percorso aiuta a trovare (o esplicitare) una coerenza, una direzione, al di là della pluralità di esperienze, le linee spezzate, la casualità delle scelte. E’ difficile impegnarsi validamente in un’attività senza avere almeno la sensazione che “i conti tornano”, che quello che si fa rientra in una logica, riflette un orientamento generale in cui ci si riconosce. Resta da vedere, però, se questa attribuzione di senso è una mera auto-illusione (come sosteneva Bourdieu), per quanto utile all’individuo dal punto di vista della sua “performatività”, o rappresenta davvero una chiarificazione di quell’intreccio tra condizionamento socio-culturale e intenzionalità individuale, intreccio in cui ognuno di noi è preso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Roberto Caire per il suo commento. La caratteristica distintiva della riflessione o ricostruzione autobiografica, che sia portata avanti autonomamente o che sia indotta da un formatore, counselor o altra figura professionale, è proprio quella di “generare senso”. Riflettere sul proprio percorso aiuta a trovare (o esplicitare) una coerenza, una direzione, al di là della pluralità di esperienze, le linee spezzate, la casualità delle scelte. E’ difficile impegnarsi validamente in un’attività senza avere almeno la sensazione che “i conti tornano”, che quello che si fa rientra in una logica, riflette un orientamento generale in cui ci si riconosce. Resta da vedere, però, se questa attribuzione di senso è una mera auto-illusione (come sosteneva Bourdieu), per quanto utile all’individuo dal punto di vista della sua “performatività”, o rappresenta davvero una chiarificazione di quell’intreccio tra condizionamento socio-culturale e intenzionalità individuale, intreccio in cui ognuno di noi è preso.</p>
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		<title>Di: Roberto Caire</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-3544</link>
		<dc:creator>Roberto Caire</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 15:38:18 +0000</pubDate>
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		<description>Conosco Maurizio Lichtner da diversi anni e ho avuto già modo di appreezzarlo per le sue qualità professionali e, cosa non comune, per il suo straordinaria valore come persona. Non mi è per nulla difficile, quindi, complimentarmi con lui per il bel libro sulla narrazione autobiografica. Mi sono imbattuto per la prima volta nelle tecniche autobiografiche mentre, anni fa, stavo preparando un corso sull&#039;autostima. Cercando un po&#039; di documentazione, mi capitò tra le mani un interessante articolo di Sam Keen dal titolo &quot;Le storie di cui viviamo&quot;, che parlava di come la rappresentazione della nostra storia di vita condizioni la nostra identità e la percezione che ne abbiamo. Successivamente, mi sono confrontato di nuovo con questo approccio quando ho svolto delle docenze all&#039;interno di un percorso finalizzato a formare la figura del &quot;Consigliere di Bilancio delle Competenze&quot;. Non sono un esperto di questo approccio. Ciò che tuttavia mi colpisce, è la capacità del metodo autobiografico di &quot;generare senso&quot;, inteso sia come &quot;direzione&quot; che come &quot;significato&quot;. Saper ricostruire l&#039;ordito, la trama della propria esistenza (e credo valga per le aziende altrettanto bene che per le persone) per dare ad essa senso e direzionalità, sia un antidoto di indubbia efficacia sia contro l&#039;eccessiva frammentazione del nostro mondo caleidoscopico  - o &quot;liquido&quot;, come molti amano dire - sia contro l&#039;eccessivo &quot;schiacciamento&quot; sul presente del nostro tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco Maurizio Lichtner da diversi anni e ho avuto già modo di appreezzarlo per le sue qualità professionali e, cosa non comune, per il suo straordinaria valore come persona. Non mi è per nulla difficile, quindi, complimentarmi con lui per il bel libro sulla narrazione autobiografica. Mi sono imbattuto per la prima volta nelle tecniche autobiografiche mentre, anni fa, stavo preparando un corso sull&#8217;autostima. Cercando un po&#8217; di documentazione, mi capitò tra le mani un interessante articolo di Sam Keen dal titolo &#8220;Le storie di cui viviamo&#8221;, che parlava di come la rappresentazione della nostra storia di vita condizioni la nostra identità e la percezione che ne abbiamo. Successivamente, mi sono confrontato di nuovo con questo approccio quando ho svolto delle docenze all&#8217;interno di un percorso finalizzato a formare la figura del &#8220;Consigliere di Bilancio delle Competenze&#8221;. Non sono un esperto di questo approccio. Ciò che tuttavia mi colpisce, è la capacità del metodo autobiografico di &#8220;generare senso&#8221;, inteso sia come &#8220;direzione&#8221; che come &#8220;significato&#8221;. Saper ricostruire l&#8217;ordito, la trama della propria esistenza (e credo valga per le aziende altrettanto bene che per le persone) per dare ad essa senso e direzionalità, sia un antidoto di indubbia efficacia sia contro l&#8217;eccessiva frammentazione del nostro mondo caleidoscopico  &#8211; o &#8220;liquido&#8221;, come molti amano dire &#8211; sia contro l&#8217;eccessivo &#8220;schiacciamento&#8221; sul presente del nostro tempo.</p>
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		<title>Di: Silvana Marchioro</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2487</link>
		<dc:creator>Silvana Marchioro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:41:11 +0000</pubDate>
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		<description>L’intervista di Maurizio Lichtner mette in evidenza l’efficacia dell’approccio biografico in contesti diversi, in quelli organizzativi come in quelli formativi.
Come insegnante degli adulti e successivamente ricercatrice nel settore dell’EdA (educazione degli adulti) mi preme ricordare le potenzialità didattiche del metodo autobiografico, focalizzato sui percorsi di formazione e sullo stile dell’apprendimento.
La riflessione sulle storie di vita ha costituito, infatti, una consuetudine nei corsi per adulti fin dalle “150 ore”, tradizionalmente attuata in fase di accoglienza, come approccio teso al recupero della soggettività e della pratica sociale dei partecipanti ai corsi  e come risorsa per la lettura dei bisogni di formazione e per la negoziazione del curricolo. Il corsista adulto è sollecitato a puntare l’attenzione sul proprio personale percorso di formazione a riflettere su particolari attitudini culturali che lo riguardano. 
La valorizzazione delle conoscenze spontanee e delle competenze maturate, del “saper fare” professionale ed extra professionale maturato nella vita, l’individuazione delle proprie personali inclinazioni e del proprio stile cognitivo rappresentano per l’adulto la base su cui fondare motivazioni e progetti. La formazione diventa in tal modo un’opportunità consapevolmente affrontata, coinvolgente, che genera un processo attivo, è in grado di produrre trasformazione dall’interno e quindi generare apprendimento. La ricognizione biografica avviene attraverso attività concrete, che richiedono impegno professionale del docente e personale del singolo e il cuiterreno è cognitivo, poiché esse si avvalgono di abilità quali la riflessione e la verbalizzazione e mirano alla costruzione di un sapere su se stessi.
Se realizzata in gruppo, la pratica ha efficacia sul piano del potenziamento delle abilità comunicative e per lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali: il soggetto si confronta con gli altri e confronta diversi punti di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervista di Maurizio Lichtner mette in evidenza l’efficacia dell’approccio biografico in contesti diversi, in quelli organizzativi come in quelli formativi.<br />
Come insegnante degli adulti e successivamente ricercatrice nel settore dell’EdA (educazione degli adulti) mi preme ricordare le potenzialità didattiche del metodo autobiografico, focalizzato sui percorsi di formazione e sullo stile dell’apprendimento.<br />
La riflessione sulle storie di vita ha costituito, infatti, una consuetudine nei corsi per adulti fin dalle “150 ore”, tradizionalmente attuata in fase di accoglienza, come approccio teso al recupero della soggettività e della pratica sociale dei partecipanti ai corsi  e come risorsa per la lettura dei bisogni di formazione e per la negoziazione del curricolo. Il corsista adulto è sollecitato a puntare l’attenzione sul proprio personale percorso di formazione a riflettere su particolari attitudini culturali che lo riguardano.<br />
La valorizzazione delle conoscenze spontanee e delle competenze maturate, del “saper fare” professionale ed extra professionale maturato nella vita, l’individuazione delle proprie personali inclinazioni e del proprio stile cognitivo rappresentano per l’adulto la base su cui fondare motivazioni e progetti. La formazione diventa in tal modo un’opportunità consapevolmente affrontata, coinvolgente, che genera un processo attivo, è in grado di produrre trasformazione dall’interno e quindi generare apprendimento. La ricognizione biografica avviene attraverso attività concrete, che richiedono impegno professionale del docente e personale del singolo e il cuiterreno è cognitivo, poiché esse si avvalgono di abilità quali la riflessione e la verbalizzazione e mirano alla costruzione di un sapere su se stessi.<br />
Se realizzata in gruppo, la pratica ha efficacia sul piano del potenziamento delle abilità comunicative e per lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali: il soggetto si confronta con gli altri e confronta diversi punti di vista.</p>
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		<title>Di: Silvana Marchioro</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2486</link>
		<dc:creator>Silvana Marchioro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:39:23 +0000</pubDate>
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		<description>L’intervista di Maurizio Lichtner mette in evidenza l’efficacia dell’approccio biografico in contesti diversi, in quelli organizzativi come in quelli formativi.
Come insegnante degli adulti e successivamente ricercatrice nel settore dell’EdA (educazione degli adulti) mi preme ricordare le potenzialità didattiche del metodo autobiografico, focalizzato sui percorsi di formazione e sullo stile dell’apprendimento.
La riflessione sulle storie di vita ha costituito, infatti, una consuetudine nei corsi per adulti fin dalle “150 ore”, tradizionalmente attuata in fase di accoglienza, come approccio teso al recupero della soggettività e della pratica sociale dei partecipanti ai corsi  e come risorsa per la lettura dei bisogni di formazione e per la negoziazione del curricolo. Il corsista adulto è sollecitato, in sostanza,a puntare l’attenzione sul proprio personale percorso di formazione e a riflettere su particolari attitudini culturali che lo riguardano. 
La valorizzazione delle conoscenze spontanee e delle competenze maturate, del “saper fare” professionale ed extra professionale maturato nella vita, l’individuazione delle proprie personali inclinazioni e del proprio stile cognitivo rappresentano per l’adulto la base su cui fondare motivazioni e progetti. La formazione diventa in tal modo un’opportunità consapevolmente affrontata, coinvolgente, che genera un processo attivo, è in grado di produrre trasformazione dall’interno e quindi generare apprendimento. La ricognizione biografica avviene attraverso attività concrete, che richiedono impegno professionale del docente e personale del singolo e il cui terreno è cognitivo, poiché esse si avvalgono di abilità quali la riflessione e la verbalizzazione e mirano alla costruzione di un sapere su se stessi.
Se realizzata in gruppo, la pratica ha efficacia sul piano del potenziamento delle abilità comunicative e per lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali: il soggetto si confronta con gli altri e  confronta diversi punti di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervista di Maurizio Lichtner mette in evidenza l’efficacia dell’approccio biografico in contesti diversi, in quelli organizzativi come in quelli formativi.<br />
Come insegnante degli adulti e successivamente ricercatrice nel settore dell’EdA (educazione degli adulti) mi preme ricordare le potenzialità didattiche del metodo autobiografico, focalizzato sui percorsi di formazione e sullo stile dell’apprendimento.<br />
La riflessione sulle storie di vita ha costituito, infatti, una consuetudine nei corsi per adulti fin dalle “150 ore”, tradizionalmente attuata in fase di accoglienza, come approccio teso al recupero della soggettività e della pratica sociale dei partecipanti ai corsi  e come risorsa per la lettura dei bisogni di formazione e per la negoziazione del curricolo. Il corsista adulto è sollecitato, in sostanza,a puntare l’attenzione sul proprio personale percorso di formazione e a riflettere su particolari attitudini culturali che lo riguardano.<br />
La valorizzazione delle conoscenze spontanee e delle competenze maturate, del “saper fare” professionale ed extra professionale maturato nella vita, l’individuazione delle proprie personali inclinazioni e del proprio stile cognitivo rappresentano per l’adulto la base su cui fondare motivazioni e progetti. La formazione diventa in tal modo un’opportunità consapevolmente affrontata, coinvolgente, che genera un processo attivo, è in grado di produrre trasformazione dall’interno e quindi generare apprendimento. La ricognizione biografica avviene attraverso attività concrete, che richiedono impegno professionale del docente e personale del singolo e il cui terreno è cognitivo, poiché esse si avvalgono di abilità quali la riflessione e la verbalizzazione e mirano alla costruzione di un sapere su se stessi.<br />
Se realizzata in gruppo, la pratica ha efficacia sul piano del potenziamento delle abilità comunicative e per lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali: il soggetto si confronta con gli altri e  confronta diversi punti di vista.</p>
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	<item>
		<title>Di: Maurizio Lichtner</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2438</link>
		<dc:creator>Maurizio Lichtner</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 14:57:56 +0000</pubDate>
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		<description>Risposta a Rosa:
L&#039;intervista biografica è prima di tutto uno strumento di ricerca, con l&#039;obiettivo di conoscere e comprendere una realtà sociale o professionale. In questo caso, bisogna conoscere i metodi qualitativi e avere in testa non precise ipotesi ma una problematica rispetto alla realtà oggettodi indagine. Nel couseling (o nell&#039;orientamento)l&#039;uso del metodo biografico presuppone una concezione degli itinerari biografici, dei problemi evolutivi che si pongono e del modo di afrontarli e risolverli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta a Rosa:<br />
L&#8217;intervista biografica è prima di tutto uno strumento di ricerca, con l&#8217;obiettivo di conoscere e comprendere una realtà sociale o professionale. In questo caso, bisogna conoscere i metodi qualitativi e avere in testa non precise ipotesi ma una problematica rispetto alla realtà oggettodi indagine. Nel couseling (o nell&#8217;orientamento)l&#8217;uso del metodo biografico presuppone una concezione degli itinerari biografici, dei problemi evolutivi che si pongono e del modo di afrontarli e risolverli.</p>
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	<item>
		<title>Di: Rosa Maria Spadano</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2426</link>
		<dc:creator>Rosa Maria Spadano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 10:39:24 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei conoscere meglio il ruolo giocato dall&#039;esperto, da colui che conduce l&#039;intervista. Che tipo di competenze deve possedere? Accanto alle cosiddette competenze trasversali, &quot;meta competenze&quot;, è necessario che abbia competenze specifiche legate al territorio da esplorare? Il suo è un ruolo prevalentemente da osservatore, da consulente?  Arriva ad elaborare una diagnosi e quindi può tracciare una via possibile di sviluppo, di  cambiamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei conoscere meglio il ruolo giocato dall&#8217;esperto, da colui che conduce l&#8217;intervista. Che tipo di competenze deve possedere? Accanto alle cosiddette competenze trasversali, &#8220;meta competenze&#8221;, è necessario che abbia competenze specifiche legate al territorio da esplorare? Il suo è un ruolo prevalentemente da osservatore, da consulente?  Arriva ad elaborare una diagnosi e quindi può tracciare una via possibile di sviluppo, di  cambiamento.</p>
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	<item>
		<title>Di: Maurizio -muma- Rossi</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2401</link>
		<dc:creator>Maurizio -muma- Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 16:59:11 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;aspetto della narrazione nella formazione e soprattutto nel coaching  e nel counseling è di fondamentale importanza. Attraverso la narrazione il soggetto - ma anche come correttamente sottolinea il prof. Lichtner, l&#039;organizzazione - recupera una maggiore consapevolezza di se e questo produce benefici in termini di potenziamento delle risorse e di resilienza nei confronti delle situazioni di crisi.
Su questo tema vi segnalo un prossimo seminario organizzato dall&#039;AIF - Associazione Italiana Formatori: Approcci &#039;altri&#039;. Le formazioni Innovative che si terrà a Roma giovedì 30 ottobre presso l&#039;IRFI in via Capitan Bavastro 116. In particolare segnalo l&#039;intervento del prof. Natale Losi che appunto utilizza il metodo narrativo (etno-narrativo-sistemico, come lo definisce lui) per lavorare con gli operatori che a loro volta aiutano i migranti a superare il trauma della migrazione, attraverso appunto la narrazione e la &quot;recitazione&quot; della propria storia.

Per maggiori info e per scaricare il programma e (dopo il seminario) le relazioni e le slide: http://groups.google.it/group/aif_form-innova

Complimenti alla redazione di 7th floor per aver sviluppato un filone di riflessione sul coaching e sul counselig e per arricchirlo costantemente con interventi così qualificati e interessanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto della narrazione nella formazione e soprattutto nel coaching  e nel counseling è di fondamentale importanza. Attraverso la narrazione il soggetto &#8211; ma anche come correttamente sottolinea il prof. Lichtner, l&#8217;organizzazione &#8211; recupera una maggiore consapevolezza di se e questo produce benefici in termini di potenziamento delle risorse e di resilienza nei confronti delle situazioni di crisi.<br />
Su questo tema vi segnalo un prossimo seminario organizzato dall&#8217;AIF &#8211; Associazione Italiana Formatori: Approcci &#8216;altri&#8217;. Le formazioni Innovative che si terrà a Roma giovedì 30 ottobre presso l&#8217;IRFI in via Capitan Bavastro 116. In particolare segnalo l&#8217;intervento del prof. Natale Losi che appunto utilizza il metodo narrativo (etno-narrativo-sistemico, come lo definisce lui) per lavorare con gli operatori che a loro volta aiutano i migranti a superare il trauma della migrazione, attraverso appunto la narrazione e la &#8220;recitazione&#8221; della propria storia.</p>
<p>Per maggiori info e per scaricare il programma e (dopo il seminario) le relazioni e le slide: <a href="http://groups.google.it/group/aif_form-innova" rel="nofollow">http://groups.google.it/group/aif_form-innova</a></p>
<p>Complimenti alla redazione di 7th floor per aver sviluppato un filone di riflessione sul coaching e sul counselig e per arricchirlo costantemente con interventi così qualificati e interessanti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio Lichtner</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2387</link>
		<dc:creator>Maurizio Lichtner</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 09:32:24 +0000</pubDate>
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		<description>Luciana ha osservato, giustamente, che in generale non c&#039;è tempo, sotto la pressione dell&#039;attività quotidiana, per una riflessione autobiografica. Ritengo però che un certo livello (anche &quot;tacito&quot;) di riflessione sul proprio percorso ci sia sempre, nel senso che c&#039;è bisogno che &quot;i conti tornino&quot; anche solo per confermare, giorno per giorno, il proprio orientamento e piano di vita. In certi momenti la riflessione, come ricerca di coerenza complessiva, può diventare esplicita, porsi come un compito. Ritengo poi decisivi i momenti interattivi, che facilitano, attualizzano, e rendono sempre provvisoria e diversa, la riflessione sul proprio percorso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luciana ha osservato, giustamente, che in generale non c&#8217;è tempo, sotto la pressione dell&#8217;attività quotidiana, per una riflessione autobiografica. Ritengo però che un certo livello (anche &#8220;tacito&#8221;) di riflessione sul proprio percorso ci sia sempre, nel senso che c&#8217;è bisogno che &#8220;i conti tornino&#8221; anche solo per confermare, giorno per giorno, il proprio orientamento e piano di vita. In certi momenti la riflessione, come ricerca di coerenza complessiva, può diventare esplicita, porsi come un compito. Ritengo poi decisivi i momenti interattivi, che facilitano, attualizzano, e rendono sempre provvisoria e diversa, la riflessione sul proprio percorso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luciana</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2008/10/21/il-metodo-autobiografico-liberare-le-proprie-potenzialita-e-sentirsi-empowered/comment-page-1/#comment-2378</link>
		<dc:creator>luciana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 16:03:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=1286#comment-2378</guid>
		<description>Riflettere sulla propria storia personale attraverso la scrittura è un bisogno che quasi tutti noi abbiamo sperimentato, non si spiegherebbe sennò la grande diffusione del diario fra gli adolescenti; eppure diventa così difficile nella vita di tutti i giorni fermarsi e riflettere appunto si di sè, sui propri momenti critici, sulle proprie aspirazioni; ancora più difficile all&#039;interno delle organizzazione dove il tempo per pensare sembra un optional, figurarsi fermarsi per scrivere su di sè. Eppure è vero come viene sottolineato in questa intervista che ricostruire la propria biografia, anche solo per dei pezzi, conferisce senso e profondità e secondo me indirizza nelle proprie scelte future. Da parte mia ho sempre trovato conforto e sollievo nella scrittura, nel rivisitare alcuni episodi anche dolorosi, solo che proprio nei momenti di maggior bisogno, mi sento distratta da mille altri disturbi. Mi piacerebbe essere sempre capace di un bel respiro profondo, di un OM che mi faccia riprendere concentrazione e liberare infine i nodi della mente attraverso la parola scritta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riflettere sulla propria storia personale attraverso la scrittura è un bisogno che quasi tutti noi abbiamo sperimentato, non si spiegherebbe sennò la grande diffusione del diario fra gli adolescenti; eppure diventa così difficile nella vita di tutti i giorni fermarsi e riflettere appunto si di sè, sui propri momenti critici, sulle proprie aspirazioni; ancora più difficile all&#8217;interno delle organizzazione dove il tempo per pensare sembra un optional, figurarsi fermarsi per scrivere su di sè. Eppure è vero come viene sottolineato in questa intervista che ricostruire la propria biografia, anche solo per dei pezzi, conferisce senso e profondità e secondo me indirizza nelle proprie scelte future. Da parte mia ho sempre trovato conforto e sollievo nella scrittura, nel rivisitare alcuni episodi anche dolorosi, solo che proprio nei momenti di maggior bisogno, mi sento distratta da mille altri disturbi. Mi piacerebbe essere sempre capace di un bel respiro profondo, di un OM che mi faccia riprendere concentrazione e liberare infine i nodi della mente attraverso la parola scritta.</p>
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