Due workshop oggi e domani (23-24 ottobre) in contemporanea con il Festival del Cinema di Roma, ne raccontano opportunità ed esperienze attraverso i suoi protagonisti.
23 October 11:00 • 13:15 Deluxe room
2nd silk-net workshop: Financing opportunities and fiscal benefits in the AV sector fostering international cooperation24 October 12:00 • 13:30 Kodak room
3rd innomedia workshop: European regional schemes aimed at supporting producers and filmmakers
Organizzato da FILAS con il contributo di Carlo Donzella, info qui Programma-workshop-volantino_films
Il Lazio oggi è la regione in cui si produce l’80% dell’audiovisivo italiano, sempre più spesso è un set nel quale si girano film e fiction prodotti da emittenti televisive. La Regione Lazio attraverso il suo attivissimo Assessorato alla Cultura ha recentemente adottato nuove politiche per il rilancio di questo settore strategico.
Il servizio di Film Commission è una struttura di primo contatto per tutte quelle produzioni cinematografiche e audiovisive, italiane e straniere, che vogliono utilizzare un territorio come set. Fornisce servizi, consulenza e assistenza, supporta le produzioni in fase di progetto, di scelta del set cinematografico, di produzione, di post-produzione e di anteprima dei film.
Tra i servizi offerti dalla Film Commission di Roma e del Lazio ci sono: una banca immagini delle locations con relative ubicazioni, descrizioni e caratteristiche; convenzioni e sponsorizzazioni con fornitori di beni e servizi offerte alle condizioni economiche più vantaggiose; attività di consulenza per l’utilizzo del suolo pubblico; consulenza in materia di permessi e autorizzazioni; sviluppo dei progetti di produzione nazionali e internazionali come punto di incontro con le varie realtà produttive; servizio di product placement verso i marchi più idonei al tipo di produzioni cinematografiche e audiovisive.
Particolarmente rilevante anche lo stanziamento di fondi regionali per l’anticipo della restituzione dell’Iva, volti a incentivare le produzioni estere all’interno del nostro territorio regionale.
Filas – Finanziaria Laziale di Sviluppo
Il progetto per l’attuazione della strategia di rilancio del settore audiovisivo laziale avviene attraverso la Filas, la Finanziaria Laziale di Sviluppo, in questo caso per i produttori cinematografici.
Gli interventi di Venture Capital Filas hanno già portato alla coproduzione di 5 lungometraggi:
- Colpo d´occhio di Sergio Rubini – CATTLEYA
- Pinocchio di Enzo D´Alò – COMETA FILM
- L´ultima estate di Eleonora Giorgi, – DHARMA 3
- La voce di Augusto Zucchi – BLACKOUT ENTERTAINMENT
- I diari del ritorno di Agostino Ferrente – BIANCA FILM
- Fondo per il rimborso anticipato dell’IVA ai produttori stranieri
- Interventi di Venture Capital a supporto delle piccole e medie imprese del settore audiovisivo laziale
Unionfidi Lazio
www.filas.it
www.culturalazio.it
La storia del cinema nel Lazio
La storia del cinema nel Lazio si intreccia con quella degli studi di Cinecittà, nati del 1937 come strumento di propaganda del regime fascista. Nel primo dopoguerra i nostri luoghi fanno da sfondo al dramma neorealista: gli esempi più emblematici sono rappresentati indiscutibilmente da “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini e “Ladri di Biciclette” (1948) di Vittorio De Sica. Negli anni Cinquanta alcuni importanti cineasti americani arrivano a Roma per girare dei colossal come “Quo vadis?” (1949), diretto da Melvyn LeRoy, e “Ben Hur” (1958), diretto da William Wyler.
Negli anni Sessanta e Settanta a Cinecittà e negli scenari suburbani del Lazio si ambientano le opere di alcuni dei più grandi registi del Novecento. Pensiamo a Federico Fellini, all’indimenticabile bagno nella Fontana di Trevi di Anita Ekberg in “La dolce vita” (1960). La sua attività nella regione durerà fino alla fine, fino a “La voce della luna” (1990), per girare il quale il regista fece costruire l’immensa piscina all’interno di Cinecittà.
Pensiamo a Luchino Visconti, che ambientò gran parte della sua opera nelle nostre terre, come il “Gattopardo” (1963) nella Villa Aldobrandini diAriccia. Ma pensiamo soprattutto a Pier Paolo Pasolini, che ha usato più di ogni altro il Lazio come set cinematografico per quasi tutti i suoi film, rendendone i luoghi a volte irriconoscibili, ma sicuramente immortali:Subiaco in “Accattone” (1961), Frascati e Guidonia in “Mamma Roma” (1962), Orte, Montecavo e Tivoli nel “Vangelo secondo Matteo” (1964),Tuscania e Viterbo in “Uccellacci e uccellini” (1965).
Recentemente Roma e il Lazio sono tornati a essere punto di attrazione di grandi produzioni straniere. Ricordiamo “The Gangs of New York” di Martin Scorsese (2001) e “The Passion” di Mel Gibson (2004) girati a Cinecittà, nonché “Silk” (Seta), tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Baricco e girato dal regista canadese François Girard a Sermoneta.




gio, ott 23, 2008
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