GIRL GEEK: LE DONNE 2.0 VANNO A CENA E FONDANO AZIENDE
Il nuovo trend vede sempre più donne impegnate in start up e in aree tradizionalmente maschili
di Veruska Anconitano
Hanno dai 18 ai 40-45 anni e si definiscono “easy”, tranquille insomma. Sono quelle che in gergo “tecnico” si chiamano Geek Girls, donne appassionate di tecnologia in poche parole, donne che tutti i giorni “smanettano” con pc, cellulari, ultimi ritrovati tecnologici e che si trovano a farlo quasi sempre in compagnia dei maschietti dai quali spesso vengono anche derise.
A vederle per la strada non le riconosci perchè sono come tutte le altre donne del pianeta: non vivono chiuse dentro casa come i loro cugini Nerd, non disdegnano la mondanità anzi la cercano, non tralasciano la propria femminilità per stare dietro alla tecnologia e se gli chiedi cosa preferiscono tra un notebook di ultima generazione e una borsa di Gucci qualcuna di loro potrebbero rispondere di preferire il primo ma molte, ci mettiamo la mano sul fuoco, non avrebbero esitazioni a scegliere Gucci. Prima linea, ovviamente.
Però loro nel mondo hi-tech ci lavorano e ci lavorano bene, al pari degli uomini oseremmo azzardare se non fosse che quando si presentano e parlano della loro professione il primo pensiero degli uomini che hanno di fronte è: “Tu? Ma sei una donna…” quasi a significare, e senza tanti giri di parole, che alcuni mestieri sono fatti per gli uomini e altri per le donne. Che ognuno si tenga il suo e buonanotte.
Così per dimostrare che anche loro esistono, che possono dire la loro e che sono più organizzate e compatte di quel che sembra, dal 2003 si riuniscono in veri e propri raduni che sono tutt’altro rispetto ai barcamp e ai festival dedicati a Internet, blogger e Web 2.0 ma che diventano vere e proprie occasioni per parlare di tecnologia, hi-tech e multimedia senza tralasciare il lato trendy della questione.
Lo fanno nel corso delle Girls Geek Dinner, le cene per donne che si occupano o sono appassionate di tecnologia e che si tengono a Londra da quella che sembra ormai la morte dei tempi: volute fortemente da Sarah Blow, un ingegnere del software stanco di ritrovarsi tutta sola alle riunioni o ai meeting aziendali, spesso peraltro scambiata per la segretaria di tal de’ tali o per la portaborse di chissà chi. Da allora le Girls Geek Dinner sono dei veri e propri appuntamenti irrinunciabili per tutte quelle donne che vogliono scrollarsi di dosso lo stereotipo che le vuole inadatte per determinati lavori “tecnici” o per guidare un’azienda di successo, piccola o grande che sia.
In Italia la Girls Geek Dinner è arrivata decisamente in ritardo rispetto al resto del mondo e si deve ad un gruppo di attive signore e signorine di Milano che nel febbraio 2007 hanno esportato il modello e che periodicamente si ritrovano intorno ad un tema per discutere: da allora la voglia di riunirsi è aumentata esponenzialmente e le richieste per organizzare le cene e parteciparvi è talmente tanta che anche a Roma si è tenuto il primo evento di questo tipo, il 26 settembre scorso, e molte altre città italiane si stanno organizzando in questo senso.
Il fatto è che le Girls Geek Dinner funzionano: le donne fanno conoscenza e si scambiano informazioni utili e contatti, qualcuna di loro trova lavoro, qualcuna lo cambia e molte fanno amicizie che potrebbero tornare utili o che semplicemente dureranno per sempre.
Perchè scavando a fondo si scopre che sono molte le donne alla guida di aziende o che nelle aziende italiane si occupano di IT e servizi informatici; c’è per esempio Manuela Porcaro che in Microsoft si occupa di sicurezza informatica e che, quando racconta cosa fa, si trova davanti occhi sbarrati, espressioni interdette e spesso anche qualche parola poco carina. Oppure c’è chi, come Federica Festi, da anni lavora nel settore (nello specifico lei lavora per il gruppo Mediarete) e del suo lavoro dice:
“Mi sono laureata in relazioni pubbliche e il mio primo contatto con il mondo del lavoro l’ho avuto attraverso il web. Ho cominciato a Milano, poi dopo qualche anno mi sono trasferita a Verona. Ho cominciato a lavorare per il gruppo Mediarete. Devo dire che non sono molte le donne che ricoprono ruoli tecnici, e anche in azienda tra i tanti curricula di ragazze che arrivano poche sono quelle che si dicono appassionate di tecnologia”.
Ma c’è anche chi ha deciso di fare un passo ulteriore e ha creato la sua azienda, più o meno pronta al decollo. E’ il caso di Tara Kelly, una newyorkese trapiantata a Roma che insieme al marito ha fondato PassPack, un vero e proprio gestore e inglobatore, online, delle proprie password: Tara in PassPack ha messo competenze, know-how e passione e gli sforzi la stanno ripagando ampiamente.
Oppure è il caso di Pentesilea, azienda tutta romana che si occupa di editoria multimediale e comunicazione “in rosa” e che edita una serie di magazine di successo (www.dgmag.it su tutti) e ha in cantiere, entro l’inizio del prossimo anno, una serie di iniziative di publishing destinate certamente a far parlare.
O ancora è il caso di Carmen Lo Duca, presidente di Professional People in Urbe, associazione che riunisce il meglio delle competenze presenti nella Capitale e che organizza incontri, eventi e convegni. Lo scopo non è competere con gli uomini né autodiscriminarsi, ma solo dimostrare che anche in campi tradizionalmente considerati poco femminili le donne, se vogliono, sanno emergere e sanno farlo con cognizione di causa e competenze.
E allora se per farsi conoscere ed apprezzare serve una cena, meglio se una cena ad inviti e in cui si parli di tecnologie, Web e hi-tech, non sarà il caso di iniziare a pensare che davvero il buon cibo e il buono vino uniscono anche in tempi di Web 2.0?
di Veruska Anconitano
veruska(at)anconitano.com
RAI 3 NEAPOLIS: GIRL GEEK DINNERS
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