Creare Una Startup Web In Italia In Dieci Passi

Tue, Nov 25, 2008

Marketing

Creare Una Startup Web In Italia In Dieci Passi

Creare Una Startup Web In Italia In Dieci Passi: Il Caso PassPack

Come e dove trovare gli ingredienti per farcela nel Mondo 2.0. Lo racconta Tara Kelly, Presidente e Founding Partner di Passpack.com, startup italiana di gestione delle password online.

Una favola americana, The Little Engine That Could, narra di un trenino che deve portare un grosso carico su per una collina ripidissima. Un’impresa impossibile, dicono tutti. Ma il trenino aggancia lo stesso il carico e sale incitandosi per tutto il tempo: “ce-la-fac-cio–ce-la-fac-cio.”  E infine, ce la fa. Sulla discesa si ripete felicemente “lo-sa-pe-vo–lo-sa-pe-vo.”


Io sono americana, vivo a Roma da 12 anni, ed ho fondato una startup web: Passpack. Non so quante volte mi hanno chiesto: “Come hai fatto? In Italia poi!” Intanto non è che ho fatto, sto facendo, anzi stiamo facendo. Con il mio co-fondatore, abbiamo già trasformato Passpack da un’idea in un prodotto e in un’azienda che dovrà ancora pedalare molto prima del gran finale.

Vorrei tanto dire che basta dotarsi della buona volontà del trenino per farcela. Non è così. L’ottimismo è necessario, ma la ricetta completa prevede anche denaro (molto), energia (perpetua), contatti (una rete viva), fortuna (un pizzico) e… l’idea (fondamentale).

Ecco quindi i dieci passi concreti per chi di voi se la sentisse di provarci.

1. Farsi un’idea

Tutte le startup nascono da un’idea, una sola. Se ne avete dieci, scartatene nove. Quella migliore è generalmente la più semplice. Deve essere innovativa perché altrimenti ci staranno già pensando in molti. Soprattutto deve essere la soluzione di un vostro problema.

Il caso Passpack è emblematico. In viaggio, avevamo bisogno delle nostre password e abbiamo pensato che dovevamo accederle da internet. Esigenza condivisibile da tanti e che richiedeva innovazione tecnologica per essere messa in atto. Idea semplice e innovativa: fatto!

2. Raccontarla ai quattro venti

Fatta l’idea, raccontatela a tutti. Più ne parlate, più l’idea diventerà incontestabilmente vostra. Se starete zitti, diventerà probabilmente proprietà di un vostro competitore.

Raccontarla avvierà anche la costruzione di quella rete di contatti che sarà vitale a venire. Troverete anche chi penserà che sia un’idea pessima. Ottimo! Bisogna trasformare le opinioni negative in informazioni utili per fronteggiare le future obiezioni degli investitori, in ordine, e a raffica: Che cos’è? A chi serve? Se è una così buona idea, perché nessun altro l’ha avuta?

Raffinando le risposte, la vostra idea si trasformerà in una vision. Godetevela. E soprattutto, raccontatela.

3. Passare dalle parole ai fatti

Avete la visione? Ora create il prodotto. Fate leva sulla vostra rete e costruite un team agile di due-tre persone che renda l’idea realtà. Congratulazioni, state diventando dei founder.

4.  Piccola esplorazione del mercato

Prendete il neonato prodotto e lanciatelo, senza aspettate che sia perfetto. Quale modo migliore per assicurarsi che sia quello che vuole il mercato che non farlo evolvere insieme al mercato stesso?

E’ fondamentale quindi che il mercato sappia di voi. Per fortuna, è facile trovare eventi per il lancio. Passpack è stata lanciata a LeWeb3 a Parigi. Altri eventi sono DEMO, Web 2.0 Conference, The Crunchies o Library House.

5. Pianificare, pianificare, pianificare

Mentre il prodotto evolve, cominciate a stendere un business plan – oggetto di incalcolabile importanza per voi e la vostra idea. Dovrete definire i passi da compiere per trasformare il prodotto in azienda. Scrivendolo, conoscerete meglio la dimensione del mercato, il profilo dei futuri clienti e il valore della vostra azienda da qui a 3-5 anni.

Gli investitori vogliono vedere in voi la conoscenza che ne ha accompagnato la stesura. E’ la conoscenza del mercato (e la convinzione assoluta di farcela) che cercano.

6. Angeli, enti e altri essere terreni

Ecco che siamo arrivati al dunque: i fondi. Ci sono? Certo. Passpack ha ricevuto due infusioni di capitali: la prima più contenuta da amici che hanno creduto in noi, i cosiddetti friends & family; la seconda più sostanziosa da parte di investitori professionisti, detti angels.

Ma chi sono questi angeli? Qui un paio di nomi importanti sulla scena italiana: Italian Business Angels Network e Italian Angels for Growth. Due grossi gruppi di investitori in attesa  della next big thing. Meglio arrivarci tramite qualcuno che vi introduca come persone serie e affidabili. Non trascurate anche canali formali come Sviluppo Italia (oggi Invitalia) e BIC (soprattutto quelli regionali come BIC Lazio, FILAS, etc.). Magari posso fare da ponte (come è successo a Passpack).

7. Ci vogliono soldi per fare i soldi

La ricerca dei fondi è stremante. Dovrete viaggiare fra città e città e preparare le presentazioni (spesso in inglese) e i financials. Se non sapete come fare, fatevi aiutare da qualcuno che lo sa.


Non sottovalutate i costi del fundraising. Tempo e denaro voleranno dalla finestra. E’ qui che subentra spesso il finanziamento friends & family. Ma attenzione a chiedere una mano solo a chi può senza rischiare troppo. In cambio darete loro una piccola fetta (attenzione, in tutto mai più del 5-10%).

8. Ci sposiamo?

Vi siete finalmente trovati. Voi siete i fondatori con il prodotto. Loro sono gli investitori con i soldi. Avete bisogno gli uni degli altri. Ma prima di entrare in società, vorranno sapere tutto, ma proprio tutto, ed è giusto che sia così.

La due diligence è una fase delicata. Dovrete chiudere i rapporti con qualsiasi altro investitore interessato per permettere ai vostri di sondare il business nel profondo. Reggetevi forte, e siate onesti. Alla fine, se passerete la prova, scatterà la negoziazione. Una tortura, ma se andrà bene, avrete un importante alleato al vostro fianco.

8. Alleluia, i fondi!

In Italia l’investimento privato è spinoso da gestire per una startup. Un commercialista specializzato sarà il vostro miglior consigliere. Servirà anche un buon notaio. Ma poi archiviate le scartoffie – si parte! Non c’è tempo da perdere, avete un’azienda da far crescere.

Per capirci, in solo quattro mesi dal funding, Passpack è passata da impresa casalinga con solo i due soci fondatori, ad un’azienda con dieci dipendenti, sedi a Roma e Bologna e una rappresentanza a San Francisco.
Quattro mesi!!

Se non avete esperienza di gestione dei dipendenti, fatevi affiancare. Per i contatti sul suolo estero, iscrivetevi a network dedicati (come BAIA).

9. Si ricomincia: i fondi Venture Capital

State mettendo in atto quel piano che tanto vi è costato creare. Siete alla conquista del mercato, vi difendete dai competitori, il personale cresce e il prodotto decolla. Ma serviranno altri fondi a brevissimo o imploderà tutto sul più bello.

Entrano in scena i venture capitalist. Alcuni fondi venture in Italia sono 360 Capital Partners, Meta Group e Innogest. Si parlerà di tanti soldi. Ma prima di farvi abbagliare da tutti quegli zero, riflettete. Siete stati fedeli alla vostra idea? Se siete fuori rotta, dovrete raddrizzarla ora. I venture cambieranno l’assetto dell’azienda, dopo non vi sarà più possibile agire con agilità.

10. This way out

Perché avete fatto tutto questo? Soldi? Fama? Passione? Forse un po’ di tutto. Ma gli investitori lo hanno fatto per avere un ritorno di almeno 10-15 volte rispetto all’investimento fatto. Sono due le opzioni di uscita: quotate la società in borsa oppure vendete ad un attore più grosso. In entrambi i casi, l’aumento del valore delle azioni darà a tutti i ritorni (si spera) attesi.

E l’ottimismo che fine ha fatto? In ognuna di queste fasi vi troverete a pensare che se qualcuno vi avesse detto che avreste dovuto reggere questi ritmi avreste ringraziato e lasciato stare. Per sopravvivere, dovrete tenere altissimo il livello di ottimismo.

Cominciamo da subito, ripetete con me: “ce-la-fac-cio–ce-la-fac-cio–ce-la-fac-cio–ce-la-fac-cio…”

di Tara Kelly

Tara Kelly è Presidente e Founding Partner di Passpack.com – gestore di password online che permette a chi viaggia di stare sempre al sicuro, e mai senza le proprie password. Il servizio è gratuito.

Il suo blog è: http://www.taralynkelly.com/blog/


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13 Responses to “Creare Una Startup Web In Italia In Dieci Passi”

  1. Tara Kelly Says:

    Grazie! Che onore che questo mio piccolo intervento ha trovato sbocco su 7th Floor… se qualcuno ha uno startup in Italia e vuole approfondire, basta chiedere.

    Ma quella foto… ack! :)

    Tara

  2. Daniele Testa Says:

    Questo articolo è interessantissimo!
    Complimenti Tara, fà piacere sapere che qualcuno, anche se nel nostro depresso, paese ce la fà!!!!

  3. Dino Says:

    Ho qualche domandina da fare: ho dato uno sguardo alla tua (mi permetto di darle del tu) idea PassPack e una domanda mi è sorta spontanea “Da cosa arrivano i guadagni?”, “Come viene quantificato il valore dell’impresa?”. Ho trovato molto illuminante l’intervento, mi ha riacceso una lucina che da un annetto era lì spenta e assopita. Sono un programmatore con un’idea da voler sviluppare, il problema è che sono solo, il mio attuale lavoro (che assorbe gran parte del mio tempo) non mi permette di studiare e far evolvere il mio progetto e non posso permettermi di rischiare in quanto non ho un soldo. Come potrei fare?
    Comunque mi fa piacere sapere che anche in Italia si può aspirare ad avere successo dalle proprie idee. Vivi complimenti

  4. Andrea Genovese Says:

    Mi unisco ai complimenti di Dino e di Daniele. Anche io mentre sistemavo il testo che avevo chiesto di preparare a Tara sono rimasto colpito dalla sua trasparenza, dalla chiarezza e dall’energia.

    Tara l’ho incontrata prima in un Barcamp e poi alla GirlGeekDinner romana che ha sponsorizzato insieme a Currenttv. Il modo migliore di parlare di PassPack era quello di chiederle di raccontare la sua bella storia.

    Vi segnalo anche il TechGarage, organizzato da Franco Gonella e Gianluca Dettori, firstgenerationnetwork e capturing creativity.

    Due giovani talenti italiani che “ce l’hanno fatta” sono Fabrizio Capobianco (Funambol) e Luca Ascani (GoAdv).

    Forza, raccogliamo idee e storie di ottimismo e di successo!!

    Andrea

  5. Marusca Says:

    Complimenti davvero!
    Anche la nostra azienda di comunicazione è in startup e..ce le stiamo mettendo tutta per riuscire a conquistare il mercato Italiano..certo non di facile presa rispetto a quello, per esempio, Europeo.
    Gli investimenti sia a livello di soldi che “di spirito” sono decisamente ingenti ma..ci crediamo davvero in questo progetto e sono d’accordissimo con quello che hai scritto; in qualche modo rispecchia anche il nostro cammino e speriamo di avere la tua stessa fortuna e successo!
    Un saluto, a presto!

  6. Tara Kelly Says:

    @Dino ci mancherebbe che non ci diamo del tu! Essendo Americana, non ho mai capito questa usanza di dare del Lei. Proprio mi sfugge l’utilità.

    Cmq, per quanto riguarda i guadagni e il valore dell’impresa – sono due domande molto diverse per uno startup ICT.

    Il guadagno — Nello specifico, Passpack usa il modello Freemium (http://en.wikipedia.org/wiki/Freemium_business_model). Se la tua idea è per un servizio web, potrebbe essere una soluzione anche per te. Fai conto che il modello freemium vuole che solo il 3% di *tutti* i tuoi utenti pagano. Quindi ci vuole un alto margine di guadagno sui servizi a pagamento, in modo che possono coprire il 97% gratis, e devi fare *molti* utenti prima che cominci a tirare fuori un profitto. A questo servono gli invetimenti nel frattempo.

    Il valore dell’aziende — Qui subentra la magia nera. :) Scherzo. Quando noi siamo andati a negoziare il primo round di finanziamenti con gli angel, è uscito fuori un valore di €1 millione post-money (http://en.wikipedia.org/wiki/Post-money_valuation). Su che cosa era basata tale decisione? In teoria, sulla potenzialità del business, previsioni e dimensioni del mercato. Nella realtà, il processo è meno analitico.

    La tua idea — unico consiglio che ti posso dare è di trovare un partner. Nessun ti darà ascolto se non hai il prodotto (devi trovare il tempo di farlo) il Business Plan (qui puoi lavorare con tuo partner) e almeno 2 fondatori.

    L’importante è FARE. Nessuno sa che cosa voul dire fare uno startup prima di farlo. Si impara strada facendo.

    In boca al lupo!

  7. Mario Says:

    Non ho capito a cosa servono dieci dipendenti, sedi a Roma e Bologna e una rappresentanza a San Francisco per una azienda che lavora con Internet. Io credevo che su Internet il luogo fisico della sede non avesse importanza.
    Non capisco tutti questi costi inutili.

  8. Giuseppe Piro Says:

    Ora capisco perchè rimandi la mia intervista… ;) A parte gli scherzi… bellissimo articolo. Complimenti

  9. Edward Says:

    Salve Tara,

    al punto 6 del tuo post introduci questa frase: Meglio arrivarci tramite qualcuno che vi introduca……

    Non è che potresti introdurmi tu??

  10. Tara Kelly Says:

    Edward ciao.
    Non prometto certo nulla, ma se vuoi mandami un’email e sentiamo la tua idea. tara[at]passpack.com
    Tara

  11. Dino Says:

    Ciao Tara,
    a distanza di quasi sei mesi mi è ritornato alla mente questo splendido post e della tua disponibilità e mi è venuta in mente qualche altra domanda da farti: nel tuo business plan avrai sicuramente indicato il tempo di rientro dei tuoi investimenti, quanto tempo hai preventivato? E un’altra domanda: come va il tuo progetto? Ti dico che l’ho provato, l’ho trovato molto pratico e continuo ad usarlo.
    Saluti, Dino.

  12. Alessandro Says:

    Ciao Tara.
    Visto che sei americana, mi permetto di darti direttamente del “tu” e ti faccio i miei complimenti più sinceri non solo per la tua impresa, ma anche per l’efficacia di questo articolo, in cui hai spiegato con chiarezza e sintesi i passaggi principali per creare una startup.
    Io sono un technical writer e sono particolarmente sensibile e allenato a valutare l’efficacia formale e sostanziale della comunicazione.
    Tra l’altro, mi sono laureato con una tesi sperimentale sviluppata proprio presso un’azienda ICT che all’epoca era una start-up, che mi ha assunto dopo la laurea e nella quale lavoro tutt’ora.
    Quindi ho vissuto “dal vivo” certi passaggi che hai descritto.
    In bocca al lupo per il futuro della tua impresa.
    Ciao.


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  1. [...] di voi volesse lanciarsi in una nuova impresa, dovrà imparare molto e in fretta, oppure finirà KO. Nel fare un’azienda non vi mancheranno [...]

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