Le dinamiche collaborative della community dell’arte contemporanea

mer, mag 27, 2009

Cultura

Le dinamiche collaborative della community dell’arte contemporanea

Questo è un “guest post” di Francesco Cascino, classe ’65, Art Advisor, ideatore e curatore del Premio Terna. Racconta ai lettori di 7thFloor i ruoli, i meccanismi di condivisione e le dinamiche di collaborazione (a volte!) della community dell’Arte Contemporanea.

Non ci volevo credere. Quando mi hanno ripetutamente chiesto di approfondire i temi e le dinamiche che caratterizzano il contesto dell’arte nella sua completezza, io, che credevo di aver sempre detto anche troppo, non ci volevo credere.

La percezione che abbiamo di noi stessi
, come spesso accade, si deve confrontare tutti i giorni con la realtà e con gli altri. Sono perfettamente consapevole che ci sono persone che arriveranno fino in fondo e persone che non leggeranno neanche queste prime righe. Mentre forse voi non sapete che i primi hanno imparato tante cose (come io da loro) e si dividono a loro volta in collezionisti, appassionati ed ex profani, mentre i secondi, i turisti Fai-Da-Te, coloro che viaggiano gratis a bordo dell’arte perché fa figo, sono rimasti in superficie.

Ai tempi degli artisti cinesi
, tanto per fare un esempio rapido, io mi sono sgolato per far acquisire informazioni di dettaglio su quella nuova ondata di colta e mistica creatività, e chi ci ha seguiti ha visto entrare quegli artisti nei più grandi musei del mondo, poi li ha visti passare da mille euro a diversi milioni di dollari (media di 300.000 $ nelle migliori battute d’asta del mondo) e, infine, si è divertito a dire a se stesso, in quell’epoca memorabile, non ancora finita: “io c’ero”.

Fatta questa doverosa premessa, stavolta sarò sintetico e schematizzerò i pensieri e le informazioni che mi vengono richieste (e che sono necessarie).

Artista

E’ colui che crea, ricrea, evoca e rievoca, indaga, scopre, studia, viaggia, analizza, annusa, guarda al Presente e oltre l’Oggi, inventa nuovi linguaggi di comunicazione laterale, senza didascalie e spesso lo fa attraverso le immagini, dai graffiti preistorici in avanti.

E’ la fonte primaria di ogni nostra passione o di ogni nostro guadagno. Importante non dimenticarlo mai, altrimenti diventiamo come i commentatori sportivi, ci sembra di giocare quando in campo scendono altri, e rispetto alle ore passate in TV a dire cose inutili, ci dimentichiamo che la partita dura solo 90 minuti…

Gallerista

E’ colui che coniuga valore culturale con valore economico dell’opera, è colui che scopre (insieme ai critici), è colui che vende. Ma quando è un gallerista vero, non è solo un commerciante; è un operatore culturale e professionale di alto profilo, è un manager ed un poeta insieme, è un gentleman che non rincorre i suoi clienti, è un tutor per i giovani artisti, un sacerdote per gli artisti affermati.

Avete un’idea della pazienza che ci vuole con gli artisti (italiani in particolare)? Non hanno la minima idea di cosa sia la gestione, l’organizzazione, la pianificazione (mentre la panificazione sì, mangiano tutti i giorni…). Un delirio assoluto. E se per caso è estate, allora il delirio è assolato.

Il gallerista mette insieme le risorse per sviluppare l’artista e la sua ricerca, per facilitarla, per comunicarla, per motivarla e per finanziarla. Il gallerista, non Telemarket o imbonitori ottocenteschi dell’era preGoogle, sia chiaro.

Io mi chiedo sempre, quando sento questi venditori ambulanti che gridano cazzate inascoltabili dalla TV: se è vero che l’opera aumenterà del 500% tra soli 6 mesi, ma perché non te la tieni tu??? Mmmmaaahhh!!! Insomma lo snodo tra artista e mercato è la galleria, quella seria, accreditata, con un curriculum e degli artisti inattaccabili.

Collezionista

E’ colui che ama, studia, progetta insieme alla sua squadra di fiducia, viaggia, telefona e poi, finalmente, compra. E’ colui senza il quale non ci sarebbero le prime due figure, questo è un altro elemento da NON DIMENTICARE MAI.

Il collezionista, o l’appassionato che compra senza avere ancora uno standard di qualità oggettiva seguendo un istinto non ancora informato, supporta grandemente il sistema dell’arte, è la linfa vitale del contesto di riferimento; prima di tutto perché con il suo gradimento motiva e conferma la ricerca e le visioni dell’artista, e poi perché le finanzia, fa in modo che non restino senza i mezzi e le risorse necessari.

Vuoi mettere? Il collezionista ha un nome, non è un cliente e basta. Ci parli, ci cammini lungo i corridoi delle fiere e dei musei, decidi con lui se e come supportare un museo, una collezione pubblica, un progetto lungo e difficile di un artista o di un altro.

Ci discuti fino a notte fonda su argomenti distanti anni luce dal nucleo dialettico iniziale, e tutto per aver voluto interpretare un’opera appesa a parete. Vuoi mettere? Essere collezionisti oggi vuol dire proseguire un’antica missione impossibile ma sempre riuscita: conservare la cultura visiva, svilupparla per se stessi e per i propri figli, proteggerla da vandali e veline, da sgarbi ed ignoranza, da cecità e oscurantismo.

Critico/Curatore

E’ colui che SA, colui che verifica, legittima, apprende, comprende e diffonde. Decodifica, a volte, salvo non abbia in alcuni casi isolati qualche strana ragione per tenersi le conoscenze e farle diventare la cruna dell’ago attraverso la quale bisogna passare per entrare nel regno di Dio.

Ma quando si diventa indispensabili su materie che sono fonte di crescita per tutti gli uomini di buona volontà, allora si garantisce solo il regno di zio, e lo zio è il padre dei vizi… Il curatore è figura fondamentale, seguite quelli che vi danno il senso dell’affidabilità e della trasparenza, della competenza e dell’esperienza. Oltre che, naturalmente, della generosità.

Museo e Fondazione

Solo quelle istituzioni a fondamento stesso delle attività di divulgazione e formazione sui temi dell’arte. Sono centri di elaborazione, non solo di esposizione. I curatori museali evoluti progettano le mostre insieme agli artisti invitati, ci mettono i propri cromosomi e fanno sempre attenzione a clonazioni e inutili spettacoli da finto laboratorio.

L’innovazione, questo è (sarebbe…) il loro obiettivo, in linea assoluta con la vocazione dell’arte stessa. La divulgazione di massa, la crescita legata alla conoscenza e alla testimonianza, il gioco di squadra con le altre istituzioni, con i COLLEZIONISTI PRIVATI MA ANCHE E SOPRATTUTTO CON LE IMPRESE.

Impresa

Se volete una sintesi visiva e fruibile di cosa sia capace di sviluppare il potere di strategia prima, e di economia poi, delle imprese private che entrano in gioco sui temi dell’arte, fate un giro sul mio web site, c’è una sezione dedicata.

Dedicata a tutti quelli che vogliono guardare avanti o semplicemente sapere cosa succede nel mondo evoluto. Il nostro Rinascimento ha fatto scuola ma, naturalmente, non in Italia. Non sempre. Il passaggio dai Medici alle aziende farmaceutiche funziona perfettamente, a patto di avere le competenze e gli accreditamenti necessari.

Art Advisor

La figura dell’Art Advisor non è diversa da quella di un consulente di qualunque altro settore, solo che noi, in Italia, non veniamo percepiti come consulenti di formazione e informazione sull’arte, ma come mercanti. E questo perché in questo Paese non si dedica molta attenzione a fenomeni complessi e di nuova generazione, salvo riempire pagine (di giornali e di programmi elettorali) di slogan come futuro, domani, sviluppo, innovazione, globalizzazione e altre amenità per casalinghe annoiate.

Basti pensare che all’estero, in tutto il mondo, l’Art Advisor viene remunerato da entrambe le parti in causa (collezionista e galleria) perché, giustamente, conferisce know how di alto profilo e conoscenze che sono preziose per l’anima, la mente e, come negli ultimi 5 anni, per l’economia micro e macro. Un reale e tangibile esempio di cross competence, quindi.

Nei Paesi evoluti esiste un albo degli Art Advisor, qui da noi l’albo è fatto da quattro soci che si sono inventati una forma di istituzionalizzazione per niente raccomandabile, un modo di eludere il feed back, il riscontro, la normale domanda di mostrare i risultati.

Per cui il nostro albo siete voi, la vostra fiducia, le vostre critiche ragionate e intelligenti, il vostro controllo e la vostra vicinanza. Noi lavoriamo a supporto del sistema intero; assistiamo il collezionista nella formazione e nell’informazione sui nuovi linguaggi, sui nuovi artisti, sui progetti dei musei seri e professionali, delle fondazioni, dei curatori più illuminati.

Siamo uno snodo anche noi, facciamo acquistare e acquistiamo solo dalle gallerie e solo dalle gallerie selezionate, le quali ci segnalano le opere disponibili e noi le segnaliamo ai nostri collezionisti più attenti, senza entrare in conflitto d’interessi, semmai creando un circolo virtuoso di collaborazione e reciproca soddisfazione tra artista, gallerista e collezionista.

L’unione ha sempre fatto la forza, e ora più che mai è necessario creare una cifra stilistica unica di comportamento professionale contro mercanti FaiDaTe dilettantistici e improduttivi, pericolosi per chi compra e per tutto il sistema. Senza la galleria, le risorse immesse sul mercato si disperdono.

Senza professionisti non c’è garanzia di rigore, di qualità, di indipendenza e di futuro. A tutti i livelli.

Francesco Cascino
infoart@francescocascino.com

Note sull’autore



Francesco Cascino, Contemporary Art Advisor
, classe ’65 di Matera, vive a Roma dal 2006. In particolare segue in Italia e all’estero, la progettazione di collezioni d’arte contemporanea e l’acquisizione di opere per collezionisti, investitori istituzionali o privati, banche e semplici appassionati, dei quali segue anche i processi di formazione e informazione necessari e richiesti. Ideatore e curatore del Premio Terna.
www.francescocascino.com

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5 Responses to “Le dinamiche collaborative della community dell’arte contemporanea”

  1. ale Says:

    non capisco bene la funzione di questo articolo. è un bel glossario divulgativo, e poi?
    dov’è la parte su “i meccanismi di condivisione e le dinamiche di collaborazione (a volte!) della community dell’Arte Contemporanea”?

    boh
    help

  2. Francesco Cascino Says:

    Si pagano. Potrei anche fermarmi, ma perché non sembri uno snobismo ad occhi profani e giovanili, spiego che sono know how complicati e figli di esperienza e sacrifici, e chi sa cosa vuol dire apprende di più, chi non sa deve saper attendere o chiedere. Sono regole universali di tutte le professioni del mondo. E’ comunque una domanda che tradisce la scarsa attenzione alla lettura dell’articolo, perché esattamente lo scritto sottende all’eccesso di comodità con il quale si pensa di accedere ad informazioni specifiche e di alto profilo. E’ l’era del Berlusconismo, il successo senza il valore…

  3. Francesco Cascino Says:

    PS
    Naturalmente il commento finale non è rivolto al gentile ALE che scrive, ma all’atteggiamento in genere molt5o diffuso e molto italiano.

  4. cecilia martinelli Says:

    io dipingo dall’età di sette anni e le mie opere se volevo che andassero in mano alle persone le ho dovute gestire da sola.
    la maggior parte dei galleristi ti chiedevano solo i soldi per l’affitto,le fiere dell’arte altri soldi ecc… dimmi dove sono i galleristi di cui parli che vengo anche io.
    credo che bisognerebbe fare piazza pulita di artigiani che si credono artisti che molto spesso creano confusione per la “nostra categoria”
    una volta il critico,il curatore aveva notorietà se scopriva un nuovo talento oggi pare che il critico,il curatore, siano indispensabile per gli artisti.
    scusa ma chi meglio dell’artista stesso che è in vita può parlare delle proprie creazioni?
    se hai cultura,una formazione artistica e realizzi opere e ci campi come lavoro primario e non secondario come “molti oggi fanno” tu non puoi avere bisogno di tutte queste figure di cui tu parli.
    sono stata selezionata più volte dalla critica, ho sponsor che hanno l’interesse a mandarmi avanti perchè più si divulga il mio nome più le opere comprate da loro acquistano valore nel tempo ,sono investitori e amanti dell’arte.
    le gallerie di cui parli sono quelle che prendono nomi affermati per vendere ed avere un prodotto commerciale sicuro.
    tutti si vive dell’illusione di essere grandi, e diventare come Picasso,Salvador Dalì ecc…. ma guardatevi intorno vengono fatte installazioni artistiche senza criterio e senza canoni (guardare biennale di venezia su exibart.com tv)tutti dicono io sono tu sei ecc…
    ma quale criterio adottiamo oggi per eventi importanti? nei giornali abbimo gossip e basta, pare la cultura e la divulgazione sia diventata il mercato della frutta e della verdura ci proponiamo come finti cultori dell’arte per darci importanza e poi ci rendiamo conto di essere ignoranti in materia.
    io credo che i cultori dovrebbero essere coloro che la creano l’arte se veramente vogliamo che in Italia si riprenda un pò di credibilità la rendita dell’italia come arte sta per finire o ci organiziamo in modo costruttivo per la vera cultura o contribuiremo alla morte della cultura.musei che espongono opere moderne dove si comprende bene che il pittore o l’artista non ha un suo stile di espressione,non ha tecnica pittorica e non ha nemmeno un processo di costruzione artistica che ti fa comprendere la scelta di tale sviluppo artistico.
    molte opere stilisticamente eseguite bene e prive di contenuto e significato.
    io credo che invece di elargire la collaborazione dei critici,dei curatori bisognerebbe guardarsi in dietro nella storia e da li portare tutto come è sempre stato poi vedere le strade neccessarie e sfruttare i mezzi di comunicazione che ci danno la possibilità di comunicare con i mezzi moderni.
    la televisione è un mezzo molto forte tu la denigri io credo che asseconda come viene impostata una trasmissione può invece essere di aiuto ella è immediata entra nelle case degli italiani .sai devo realizzare una trasmissione televisiva e molti artisti cosi loro dicono di esserlo non hanno il coraggio di fare vedere le loro opere questo credi perchè siano professionisti o sono dei dilettanti?
    molte volte la notorietà fa paura a coloro che fanno questo mestiere come hobby e poi dicono io sono un artista quando poi gli dai l’occasione di farsi vedere e pèarlare delle loro opere trovano tutte le scuse per offenderti,per non venire e credo che questo sia una buona cosa perchè coloro che lo fanno di mestiere aderiscono a tale iniziativa.
    un altra cosa invece delle associazioni,gallerie non sarebbe meglio creare un albo nazionale degli artisti?
    io credo di si così gli hobbisti farebbero gli hobbisti e i professionisti sarebbero rilegati alle fiere dell’arte e ci sarebbe una bella scrematura da parte del mercato cosa pensi che sia giusto o sia sbagliato?
    anche perchè si restringerebbe il cerchio e le vere gallerie potrebbero fare il loro mestiere come si deve e quelle gallerie che si dicono”fasulle” farebbero esporre gli hobbisti.
    un saluto
    cecilia

  5. Serena Says:

    peroprio perchè il mercato dell’arte è arrivato ad un punto di non ritorno perchè coloro che dipingono credono di essere artisti rovinando la categoria,la martinelli-art grazie a i suoi sponsor sta selezionando artisti da portare su sky sul canale carpe diem in prima serata dove le persone potranno telefonare da casa commentare o eventualmente chiedere direttamenente a gli artisti.la trasmissione è finalizata alla categoria e al mercato dell’arte cercando di dare al mercato una garanzia a coloro che vogliono investire sopratutto alle aziende le quali possono essere un nuovo canale grazie alla defiscalizzazione della finanziaria 2000.
    martinelli cecilia sta cercando di ripristinare i canoni di valutazione delle opere e di riportare un pò di buon senso in questo mercato. ella vorrebbe poter creare il mecenatismo aziendale e magari esporre presso le aziende e poter fare una legge che quelli che commerciano in arte come galleristi,associazioni, siano selezionati secondo criteri come titoli e professionalità regolarizzando il mercato dell’arte che è invece diventato solo fonte di lucro per alcune e le vendite ai collezionisti sono diminuite perchè anche essi non sanno più su chi investire questo perchè il mercato è anche inflazionato di obbysti che credono di essere artisti solo perchè disegnano.
    vorrebbe sollecitare le scuole professionali come istituti d’arte,e accademie di fare dei seminari per le ultime classi degli anni per insegnare loro come è il mercato e da dove si attinge per non avere “fregature” da quei galleristi che depistano solo per loro fini senza dovere fare un lavoro secondo certi criteri professionali.
    penso che tale coraggio da parte di cecilia martinelli sia cospicuo per molti artisti che vorranno venire perchè tale è un occasione che mai nessuno ha fatto fino ad oggi sobbarcandosi di una spesa irrisoria dando la facoltà ad altri nella trasmissione successiva di farsi notare gratuitamente e venire sempre gratis questo è un occasione di unione se vogliamo che il sitema dell’arte possa un minimo evolversi realizzando qualcosa di veramente costruttivo
    un saluto
    serena