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	<title>Commenti a: Blogger Style &amp; Web Worker Tools</title>
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	<description>Web Marketing &#38; Digital Branding, Life &#38; Business Coaching</description>
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		<title>Di: Alessandro Nasini</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8497</link>
		<dc:creator>Alessandro Nasini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 23:09:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8497</guid>
		<description>@Andrea
Un fatto è certo: s enon si sperimenta, se non ci si prova, non si saprà mai cosa è fattibile e cosa no. Io vedo molto onestamente come la cosa più difficile concedere e ricevere fiducia &quot;orizzontale&quot; prima di pensare a muoversi &quot;verticalmente&quot;.

In soldoni, se non ci si fida tra microbi è difficile ricevere fiducia dalle aziende più tradizionali. Però questo è un problema reale, perchè superare gelosie e primadonnismi non è per nulla semplice.

Nel mio caso specifico, la mia società rappresenta un ibrido abbastanza anomalo: anzichè portarmi il lavoro a casa mi ci sono portato tutta l&#039;azienda. Non è una convivenza sempre facile e non è un modello facilmente riproducibile per altri, non fosse altro per gli aspetti logistici.

Venendo all&#039;ultima parte del tuo post, non so se quella dell&#039;Associazione Temporanea di Consulenti sia una via praticabile (soprattutto rispetto a gare pubbliche o situazioni assimilabili) ma certo sarebbe interessante approfondirne opportunità e fattibilità e il momento sarebbe proprio questo, perchè la &quot;perdita di direzione&quot; cui accenni è palese.

Certo che l&#039;idea di una &quot;Associazione Temporanea Virale di Microbi&quot; mi sfrizzola parecchio. Non vedo perché non provarci. Che dici, metto su il sugo e butto la pasta?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea<br />
Un fatto è certo: s enon si sperimenta, se non ci si prova, non si saprà mai cosa è fattibile e cosa no. Io vedo molto onestamente come la cosa più difficile concedere e ricevere fiducia &#8220;orizzontale&#8221; prima di pensare a muoversi &#8220;verticalmente&#8221;.</p>
<p>In soldoni, se non ci si fida tra microbi è difficile ricevere fiducia dalle aziende più tradizionali. Però questo è un problema reale, perchè superare gelosie e primadonnismi non è per nulla semplice.</p>
<p>Nel mio caso specifico, la mia società rappresenta un ibrido abbastanza anomalo: anzichè portarmi il lavoro a casa mi ci sono portato tutta l&#8217;azienda. Non è una convivenza sempre facile e non è un modello facilmente riproducibile per altri, non fosse altro per gli aspetti logistici.</p>
<p>Venendo all&#8217;ultima parte del tuo post, non so se quella dell&#8217;Associazione Temporanea di Consulenti sia una via praticabile (soprattutto rispetto a gare pubbliche o situazioni assimilabili) ma certo sarebbe interessante approfondirne opportunità e fattibilità e il momento sarebbe proprio questo, perchè la &#8220;perdita di direzione&#8221; cui accenni è palese.</p>
<p>Certo che l&#8217;idea di una &#8220;Associazione Temporanea Virale di Microbi&#8221; mi sfrizzola parecchio. Non vedo perché non provarci. Che dici, metto su il sugo e butto la pasta?</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea_7thFloor</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8419</link>
		<dc:creator>Andrea_7thFloor</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 08:32:51 +0000</pubDate>
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		<description>@ Ale
Sono d&#039;accordo con Alessandro sulla difficoltà a far passare l&#039;immagine di un home worker nei confronti delle aziende più tradizionali.

Gli atteggiamenti di difesa sono diversi, la certificazione dei fornitori, gli albi, i fatturati, i dipendenti etc.

Alcuni sono comprensibili, la frammentazione della filiera di fornitura spaventa qualsiasi responsabile acquisti.

La verità è che ha funzionato sempre così anche prima, con i main contractor che sono sostanzialmente delle &quot;cupole&quot;, delle &quot;scatole di accounting e management&quot; e i consulenti che svolgevano la parte pensante e produttiva del lavoro (strategie, analisi, produzioni, comunicazione, etc.).

Oggi si sta disintermediando questa filiera e i consulenti (un po&#039; per la crisi e un po&#039; perché ce ne sono tanti a spasso, molto molto in gamba) stanno accedendo direttamente al mondo corporate che non sa bene in che direzione andare.

Forse una soluzione potrebbe essere l&#039;Associazione Temporanea di Consulenti, simile alle ATI, capaci di partecipare a bandi e gare, e di formare team interdisciplinari su progetti importanti.

Che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Ale<br />
Sono d&#8217;accordo con Alessandro sulla difficoltà a far passare l&#8217;immagine di un home worker nei confronti delle aziende più tradizionali.</p>
<p>Gli atteggiamenti di difesa sono diversi, la certificazione dei fornitori, gli albi, i fatturati, i dipendenti etc.</p>
<p>Alcuni sono comprensibili, la frammentazione della filiera di fornitura spaventa qualsiasi responsabile acquisti.</p>
<p>La verità è che ha funzionato sempre così anche prima, con i main contractor che sono sostanzialmente delle &#8220;cupole&#8221;, delle &#8220;scatole di accounting e management&#8221; e i consulenti che svolgevano la parte pensante e produttiva del lavoro (strategie, analisi, produzioni, comunicazione, etc.).</p>
<p>Oggi si sta disintermediando questa filiera e i consulenti (un po&#8217; per la crisi e un po&#8217; perché ce ne sono tanti a spasso, molto molto in gamba) stanno accedendo direttamente al mondo corporate che non sa bene in che direzione andare.</p>
<p>Forse una soluzione potrebbe essere l&#8217;Associazione Temporanea di Consulenti, simile alle ATI, capaci di partecipare a bandi e gare, e di formare team interdisciplinari su progetti importanti.</p>
<p>Che ne pensi?</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro Nasini</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8408</link>
		<dc:creator>Alessandro Nasini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 14:52:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8408</guid>
		<description>Non credo che il modello possa essere la settimana lavorativa di quattro ore (uno dei sette-otto libri che ho deciso di non finire di leggere...) o nessun altro scimmiottato dagli USA. Dagli americani abbiamo comunque molto da imparare.

La prima cosa che dovrebbe passare, nel paese del Rinascimento, è il valore dell&#039;individuo e della bottega. Ad un americano interessa chi sei e cosa fai, un italiano ti chiede quanto fatturi e quanti dipendenti hai. Se poi gli dici che lavori da casa, l&#039;americano ti invidia un po&#039; e si congratula mentre l&#039;italiano già ti vede alle prese più con soffritto e pannolini che con twitter.

Quello di riuscire a fondere privato e pubblico, casa e lavoro non è una fortuna che tutti possono avere e molti - pur potendo - scelgono diversamente. Personalmente, avendo potuto fare questa scelta ed avendola estremizzata, non tornerei mai indietro.

Con gli strumenti di oggi (solo due-tre anni fa era ancora impensabile) potremmo veramente fare un salto di qualità ed il fatto di vivere in Italia potrebbe rappresentare un &quot;plus&quot; e non un &quot;minus&quot;. Forse manca innazitutto un po&#039; di coraggio di rischiare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che il modello possa essere la settimana lavorativa di quattro ore (uno dei sette-otto libri che ho deciso di non finire di leggere&#8230;) o nessun altro scimmiottato dagli USA. Dagli americani abbiamo comunque molto da imparare.</p>
<p>La prima cosa che dovrebbe passare, nel paese del Rinascimento, è il valore dell&#8217;individuo e della bottega. Ad un americano interessa chi sei e cosa fai, un italiano ti chiede quanto fatturi e quanti dipendenti hai. Se poi gli dici che lavori da casa, l&#8217;americano ti invidia un po&#8217; e si congratula mentre l&#8217;italiano già ti vede alle prese più con soffritto e pannolini che con twitter.</p>
<p>Quello di riuscire a fondere privato e pubblico, casa e lavoro non è una fortuna che tutti possono avere e molti &#8211; pur potendo &#8211; scelgono diversamente. Personalmente, avendo potuto fare questa scelta ed avendola estremizzata, non tornerei mai indietro.</p>
<p>Con gli strumenti di oggi (solo due-tre anni fa era ancora impensabile) potremmo veramente fare un salto di qualità ed il fatto di vivere in Italia potrebbe rappresentare un &#8220;plus&#8221; e non un &#8220;minus&#8221;. Forse manca innazitutto un po&#8217; di coraggio di rischiare&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea Genovese</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8357</link>
		<dc:creator>Andrea Genovese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 18:08:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8357</guid>
		<description>@Margherita
Stile non è qui sinonimo di orpello, elemento estetico, abbellimento superfluo. Anzi, si tratta di valori, di scelte esistenziali, di ricerca non scontata dell&#039;equilibrio tra tradizione e innovazione.

Stiamo parlando di sostanza, di contenuti, ovviamente anche di valore d&#039;uso degli strumenti di cui parli.

C&#039;è un riferimento molto interessante (pensa solo alle tre A Alimentazione, Arredamento, Abbigliamento), ma anche alle nostre origini rinascimentali e a possibili sviluppi futuri in The Renaissance Link: http://www.therenaissancelink.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Margherita<br />
Stile non è qui sinonimo di orpello, elemento estetico, abbellimento superfluo. Anzi, si tratta di valori, di scelte esistenziali, di ricerca non scontata dell&#8217;equilibrio tra tradizione e innovazione.</p>
<p>Stiamo parlando di sostanza, di contenuti, ovviamente anche di valore d&#8217;uso degli strumenti di cui parli.</p>
<p>C&#8217;è un riferimento molto interessante (pensa solo alle tre A Alimentazione, Arredamento, Abbigliamento), ma anche alle nostre origini rinascimentali e a possibili sviluppi futuri in The Renaissance Link: <a href="http://www.therenaissancelink.com/" rel="nofollow">http://www.therenaissancelink.com/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea Genovese</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8356</link>
		<dc:creator>Andrea Genovese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 17:57:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8356</guid>
		<description>Cara Axelle, l&#039;articolo sulla tua storia di freelance nel mondo delle PR e della comunicazione è veramente bello, sincero, ricco di spunti interessanti. Cari lettori andate subito a leggerlo!!

Il tuo percorso lo conosco personalmente, tra un aperitivo e un business forum ci siamo spesso incontrati, raccontati e ho avuto modo di apprezzare il tuo stile, internazionale ma anche molto meneghino.

Il personal marketing, gli strumenti di social networking, i club, i consulenti, il coach, gli strumenti online come Salesforce.com ...sei stata generosa e trasparente, complimenti!!

Un argomento da approfondire è sicuramente quello dei modelli collaborativi, nel momento in cui il lavoro richiede la partecipazione di più persone quali sono gli strumenti e le modalità con le quali aggregarsi?

L&#039;ultimo numero di Wired USA (http://www.wired.com/culture/culturereviews/magazine/17-06/nep_essay) riporta un interessante articolo sulla New New Economy a firma Chris Anderson: &quot;...la crisi ha creato migliaia di piccole aziende e un enorme mercato del lavoro a contratto e freelance...&quot; soprattutto parla di &quot;loosely joined&quot; riferendosi ai legami temporanei che consentono azioni collettive di migliaia di persone.

Come al solito si cade nella mitologia americana, anche tu, con il tuo finale yoga, alla fine non si scappa ...;)

Un cordialissimo
Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Axelle, l&#8217;articolo sulla tua storia di freelance nel mondo delle PR e della comunicazione è veramente bello, sincero, ricco di spunti interessanti. Cari lettori andate subito a leggerlo!!</p>
<p>Il tuo percorso lo conosco personalmente, tra un aperitivo e un business forum ci siamo spesso incontrati, raccontati e ho avuto modo di apprezzare il tuo stile, internazionale ma anche molto meneghino.</p>
<p>Il personal marketing, gli strumenti di social networking, i club, i consulenti, il coach, gli strumenti online come Salesforce.com &#8230;sei stata generosa e trasparente, complimenti!!</p>
<p>Un argomento da approfondire è sicuramente quello dei modelli collaborativi, nel momento in cui il lavoro richiede la partecipazione di più persone quali sono gli strumenti e le modalità con le quali aggregarsi?</p>
<p>L&#8217;ultimo numero di Wired USA (<a href="http://www.wired.com/culture/culturereviews/magazine/17-06/nep_essay" rel="nofollow">http://www.wired.com/culture/culturereviews/magazine/17-06/nep_essay</a>) riporta un interessante articolo sulla New New Economy a firma Chris Anderson: &#8220;&#8230;la crisi ha creato migliaia di piccole aziende e un enorme mercato del lavoro a contratto e freelance&#8230;&#8221; soprattutto parla di &#8220;loosely joined&#8221; riferendosi ai legami temporanei che consentono azioni collettive di migliaia di persone.</p>
<p>Come al solito si cade nella mitologia americana, anche tu, con il tuo finale yoga, alla fine non si scappa &#8230;;)</p>
<p>Un cordialissimo<br />
Andrea</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Freelancing - quello che ho imparato in 4 anni in 10 punti. at 100% PR</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8355</link>
		<dc:creator>Freelancing - quello che ho imparato in 4 anni in 10 punti. at 100% PR</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 13:53:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8355</guid>
		<description>[...] l&#8217;articolo di Andrea Genovese dedicato al lavoro indipendente su 7th Foor, sul difficile equilibrio tra vita professionale e vita privata quando si lavora da casa, mi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] l&#8217;articolo di Andrea Genovese dedicato al lavoro indipendente su 7th Foor, sul difficile equilibrio tra vita professionale e vita privata quando si lavora da casa, mi [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Margherita</title>
		<link>http://www.7thfloor.it/2009/06/08/consulenza-online-home-work-web-marketing-internet/comment-page-1/#comment-8354</link>
		<dc:creator>Margherita</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 12:27:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.7thfloor.it/?p=2970#comment-8354</guid>
		<description>io penso che siamo sfortunatamente molto lontani dal modello usa, e in quanto a stile, ne abbiamo sempre meno e sempre meno ce lo invidiano. Stiamo scomparendo da qualsiasi parametro di classifica superati dalla Spagna. 
Scimmiottiamo gli americani, citando i nuovi media ma non li &quot;sfruttiamo&quot; veramente. Il fatto di utilizzare questi strumenti non ci rende per forza innovativi. Non mi viene in mente il nome di quella donna eletta in Friuli per il PD, che ha comunicato la sua elezione attraverso Twitter e Facebook. Ora mi sembrano tutti impazziti per questi strumenti, e la cosa veniva sottolineata dalla stampa con eccitazione. Obama è innovativo non per gli strumenti che usa (non solo per quelli), ma per le idee che esprime. Noi ci fermiamo all&#039;aspetto come sempre. Vizio di quello stile che non ci invidiano più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io penso che siamo sfortunatamente molto lontani dal modello usa, e in quanto a stile, ne abbiamo sempre meno e sempre meno ce lo invidiano. Stiamo scomparendo da qualsiasi parametro di classifica superati dalla Spagna.<br />
Scimmiottiamo gli americani, citando i nuovi media ma non li &#8220;sfruttiamo&#8221; veramente. Il fatto di utilizzare questi strumenti non ci rende per forza innovativi. Non mi viene in mente il nome di quella donna eletta in Friuli per il PD, che ha comunicato la sua elezione attraverso Twitter e Facebook. Ora mi sembrano tutti impazziti per questi strumenti, e la cosa veniva sottolineata dalla stampa con eccitazione. Obama è innovativo non per gli strumenti che usa (non solo per quelli), ma per le idee che esprime. Noi ci fermiamo all&#8217;aspetto come sempre. Vizio di quello stile che non ci invidiano più.</p>
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