Il Coraggio nelle Organizzazioni

Il Coraggio nelle Organizzazioni

Il Coraggio nelle Organizzazioni è il tema esplorato dal XXIV Seminario d’Estate, un percorso di formazione e affinamento sul modello dei simposi dell’Antica Grecia.

Un’iniziativa di formazione al management creativo, in cui lezioni e riflessioni, sapere manageriale, musica e arti visive, introspezione e convivialità, studio, lavoro e gioco si intrecciano per imprimere alle idee razionali la forza dell’emotività, la consapevole leggerezza dell’ozio creativo, praticato nella meravigliosa cornice della Costiera Amalfitana.

Organizzato da S3 Studium, concepito e condotto dal sociologo Domenico De Masi, a Ravello dal 26 al 28 giugno 2009.
Ai lettori di 7thFloor è riservato un INVITO SPECIALE.

IL CORAGGIO NELLE ORGANIZZAZIONI

di Domenico De Masi

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Il coraggio è un concetto speculare alla paura. La paura del nemico, la paura del diverso, la paura del difficile, la paura del complesso, la paura dell’ignoto, rinviano al coraggio necessario per sconfiggere il nemico, per accogliere il diverso, per addomesticare il difficile, per dipanare il complesso, per decifrare l’ignoto.

Il coraggio è uno stato d’animo strettamente legato al tempo
e al luogo in cui sopraggiunge. Il coraggio necessario per superare le Colonne d’Ercole è stato certamente diverso dal coraggio necessario per cercare il Graal, per affrontare l’Inquisizione, per curare i lebbrosi, per scalare le montagne, per attingere la luna. “Le streghe – ha constatato Voltaire – hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di ucciderle”.

Molte umane imprese, grazie al soccorso tecnologico, sono planate dal rango dell’eroismo a quello dell’ordinaria amministrazione: il sacrificio della “piccola vedetta lombarda” è vanificato dal radar e quello di Icaro è vanificato dai supersonici; un semplice cellulare placherebbe tutta l’ansia di Penelope e allerterebbe tutta la retroguardia armata di Waterloo.

Il coraggio festivo e spavaldo ostentato dal trapezista è ben diverso dal coraggio feriale e paziente necessario alla vedova; il coraggio prolungato della spia è ben diverso dal coraggio fulmineo dello scippatore. Per schivare la furbizia occorre un coraggio sottile; per contrastare l’arroganza occorre un coraggio inflessibile; per educare l’ignoranza occorre un coraggio missionario; per seguire il leader occorre un coraggio devoto; per neutralizzare la trivialità occorre un coraggio raffinato; per debellare la burocrazia occorre un coraggio ironico; per gestire la democrazia occorre un coraggio organizzato; per ignorare l’offesa occorre un coraggio magnanimo; per immolarsi a una causa occorre un coraggio nevrotico.

Le opere e i giorni dell’uomo sono impastati di coraggio: quello necessario a Giordano Bruno per affrontare il rogo; quello necessario al gladiatore per atterrare il contendente; quello necessario al santo per testimoniare la fede; quello necessario allo scienziato per confutare i paradigmi consolidati; quello necessario all’astronauta per contrastare la legge di gravità; quello necessario al dirigente per prendere una decisione; quello necessario al giocatore d’azzardo per esibire una mossa impertinente.

Occorre coraggio anche per affrontare il coraggio
.

I terreni privilegiati dal coraggio sono la difesa, l’attacco e l’innovazione.Si pensi al coraggio di Enea, che difende i suoi lari; al coraggio di Renzo e Lucia, che difendono le loro piccole virtù; al coraggio di Emma Bovary, che difende il suo diritto al sogno; al coraggio di Madama Batterfly, che difende il suo ricorso all’illusione; al coraggio di Sacco e Vanzetti, che difendono il loro diritto alla verità; al coraggio di Gandhi e Mandela, che difendono il diritto dei loro popoli all’identità.

Per il coraggio nell’attacco, si pensi a quello gagliardo di Achille contro i difensori di Troia; a quello utopico di Alessandro Magno e di Giuliano l’Apostata contro i misteriosi confini orientali; a quello baldanzoso di Parsifal contro la mostruosità di Klingsor; a quello finto – folle di Amleto contro la perfidia materna; a quello candido di Fabrizio del Dongo contro i nemici del mito napoleonico; a quello ingenuo di Salvo d’Acquisto contro la brutalità dei giustizieri; a quello sfrontato di Roberto Saviano
contro la bestialità della Camorra; a quello allucinato dei kamikaze contro l’oltraggio dei blasfemi.

Per il coraggio nell’innovazione si pensi a quello di Colombo che salpa verso nuovi mondi; a quello di Copernico e di Galileo, che sovvertono l’universo biblico; a quello di Shömberg, che propone la dodecafonia; a quello di Freud, che affonda la psicologia tradizionale nei misteri dell’inconscio; a quello di Einstein, che disorienta la fisica classica con la curva del tempo; a quello di Picasso, che sovverte la prospettiva con il cubismo; a quello di Kandinsky, che affranca la pittura dalla figura; a quello dei fratelli Wright, che spiccano il primo volo; a quello di Pasteur, che trasforma il figlio in cavia; a quello di Taylor, che impone al lavoro le regole scientifiche dell’efficienza; a quello di Keynes, che libera dal lavoro il destino dei suoi nipoti; a quello di Adriano Olivetti, che costruisce la città dell’uomo secondo i canoni della bellezza.

Vi è un coraggio che impone rispetto: la nobiltà dell’eroe, il talento dell’artista, la grandezza del genio, la sicurezza del chirurgo, il valore del professionista, l’intraprendenza dell’imprenditore, la magnanimità di chi perdona.

Vi è un coraggio che desta sorpresa: la sfrontatezza del dongiovanni, la spavalderia dello spadaccino, la temerarietà del funambolo, la sicurezza del danzatore, il sangue freddo dello scassinatore, l’abnegazione del soccorritore, il colpo d’occhio dell’intenditore, la stravaganza del dandy, la trattativa spericolata del commerciante, il bluff calcolato del giocatore di poker.

Vi è un coraggio che piglia in contropiede: l’impudenza del ladro, la sfrontatezza dello scugnizzo, la spudoratezza della cortigiana, l’audacia dell’innamorato, l’irriverenza del blasfemo.

Vi è un coraggio che esige prudenza: la risolutezza dell’irresponsabile, l’ingegnosità dell’autodidatta, l’indiscrezione del saccente, l’improntitudine del temerario, l’irriverenza dello smodato, la saccenteria dell’erudito, la superbia del primo della classe.

Vi è un coraggio che merita disprezzo: l’arroganza del padrino, la presunzione dell’incompetente, la protervia del più forte, l’avventatezza dell’ignorante, l’ingiuria del perfido, la faccia tosta dell’adulatore, la villania del maleducato, l’insolenza del guappo, la supponenza dell’arrivato, la spocchia dell’erudito.

di Domenico De Masi
Ai lettori di 7thFloor è riservato un INVITO SPECIALE (pdf)

I Relatori del Seminario d’Estate

I Relatori e chairmen del Seminario d’Estate 2009 sono:
- Augusto Abbarchi Amministratore delegato SAp Europa
- Fausto Bertinotti Politico
- Achille Bonito Oliva Critico d’arte
- Renato Brunetta Ministro della Pubblica Amministrazione
- Brunello Cucinelli Presidente Brunello Cucinelli Spa
- Domenico De Masi Professore Sociologia del lavoro Università “La Sapienza” di Roma
- Don Mazzi Religioso
- Paolo Polettini Direttore organizzativo Festivaletteratura
- Manuela Rafaiani Direttore Comunicazione Ravello Festival
- Stefano Rodotà Giurista
- Marco Fabio Sartori Presidente Inail
- Marcello Veneziani Giornalista
Programma Seminario (pdf)
INVITO SPECIALE (pdf)

Il Seminario d’Estate

E’ un’iniziativa di formazione al management creativo, in cui lezioni e riflessioni, sapere manageriale, musica e arti visive, introspezione e convivialità, studio, lavoro e gioco si intrecciano per imprimere alle idee razionali la forza dell’emotività, la consapevole leggerezza dell’ozio creativo praticato nella meravigliosa cornice della Costiera Amalfitana.

In un luogo di rara bellezza, che riempie il pensiero e stimola la creatività, manager, professionisti, imprenditori, studiosi di scienze organizzative, operatori culturali e tutti coloro che intendono arricchire la propria cultura organizzativa, potranno partecipare a: tre giornate, otto conferenze, dodici relatori, due concerti sinfonici, una grande mostra d’arte.


Auditorium di Villa Rufolo
26-28 giugno 2009
Ravello
Programma Seminario (pdf)
Ai lettori di 7thFloor è riservato un INVITO SPECIALE (pdf)

ISCRIZIONE

Ai lettori di 7thFloor è riservato uno SCONTO SPECIALE di partecipazione:
1.275 euro + iva anziché 1.500 euro + iva.
Il modulo di iscrizione con le informazioni di dettaglio, da compilare per la partecipazione e lo sconto, lo potete scaricare da qui:

Scheda Iscrizione Seminario Ravello 2009 7thFLOOR

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Andrea Genovese, consulente e formatore nel campo del web marketing e della comunicazione digitale, life & corporate coach, fondatore di 7thFloor.

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