“Per un’economia della cultura”, è il tema del convegno che si sta svolgendo in queste ore a Roma, nella splendida cornice dell’Ara Pacis. Invito Ara Pacis (pdf 1.1 Mb).
Organizzato da TestaccioLab e Move on 1×100, network di operatori culturali e creativi, ci si confronta su alcuni temi cruciali legati allo sviluppo di un business culturale sostenibile.
L’Industria Culturale è, in Italia, una eccellenza: il business che ne deriva può e deve essere ampliato fino a costituire un caposaldo per il rilancio dell’Economia. Questo comparto si alimenta del “giacimento creativo” che opera nel sommerso, attraverso iniziative di carattere prevalentemente associazionistico, spesso estemporanee, che non sono in grado di attrarre e giustificare investimenti adeguati dal mondo delle imprese, per sviluppare il proprio potenziale sia in termini di innovazione sia in termini di crescita economica.
Alla luce di questa evidenza è possibile e necessario superare i limiti, le restrizioni e le ambiguità alimentate dal pregiudizio ideologico secondo il quale, ancora, tradizionalmente, Cultura e Profitto non possano coesistere, anzi, si elidono a vicenda.
Esiste un modo per rilanciare la promozione culturale e la creatività sommersa del Paese?
Quali sono gli scenari in cui si muovono gli operatori culturali nelle città e in provincia?
Esiste una “economia reale” legata alla cultura?
Quali sono le strategie che hanno portato al successo alcune manifestazioni?
Cosa fanno e cosa non fanno le amministrazioni pubbliche per valorizzare le risorse creative
locali?
Cosa funziona e cosa non funziona all’interno delle P.A. nel meccanismo di valorizzazione
delle risorse creative locali?
Queste quindi le tematiche sulle quali si stanno confrontando professionisti attivi nel settore culturale, operatori, amministratori ed economisti, per cogliere proposte innovative, individuazione di limiti, opportunità, modalità e strategie per sistematizzare e rendere sostenibili gli investimenti in cultura.
TestaccioLab presenterà in questa occasione la proposta derivata dall’esperienza de L’AltroSenso, quale possibile modello di investimento pubblico-privato per valorizzare le risorse culturali e indirizzare il marketing aziendale verso nuovi percorsi.



gio, giu 18, 2009
Business, Cultura