“Se la domanda contende all’offerta il processo di produzione dei contenuti si assiste ad una vera e propria rivoluzione economica”. Sono parole di Carlo Alberto Carnevale Maffé, i contenuti citati sono quelli digitali, tema a cui era dedicato il summit svoltosi il 24 giugno a Milano e organizzato da Business International.
Una giornata di incontro e dibattito che il web 2.0 ha dedicato ai suoi nuovi orizzonti. Personaggi del calibro di Carlo Freccero, Luca De Biase, Paolo Liguori, solo per citare i più noti al grande pubblico, si sono interrogati sulle nuove tecnologie e su quali prospettive, reali, offrano alla diffusione e allo sfruttamento dei contenuti digitali.
Due, in estrema sintesi, le questioni sostanziali: posto che ciascun anello della catena che unisce business, marketing e comunicazione può diventare produttore e divulgatore di contenuti, qual è il valore aggiunto che si genera? In secondo luogo, quanto – tutto ciò – può generare un nuovo modello di business?
Giudicando dagli umori di Nintendo (rappresentata da Andrea Persegati) e di Emi music (rappresentata da Claudia Lisa), il panorama appare controverso. Se produttori di consolle e video game presentano un giro di soldi, per il 2008, di 1 miliardo e 300 milioni di euro, i discografici raccontano di un futuro prossimo (5 anni) senza musica in supporto fisico e la necessità per loro di non vendere più la musica ma il musicista e il suo “indotto”.
Sul fronte informazione, i modelli vincenti sono pochi: il TG Com di Liguori e il Nova 24 di De Biase. Se l’uomo Mediaset è riuscito a fare business adottando quella che lui stesso chiama la filosofia del “super maiale”, l’inventore di Nova 24 ha intrapreso la strada dell’intuizione pioneristica “clandestina”.
I punti vincenti del Tg Com sono due: offre un servizio di breaking news che sfrutta ogni fibra utile di un fatto per trasformarla in notizia (non si butta niente), riducendo al minimo i costi; e si è inserito come cuscinetto nell’intervallo di un film, rendendo sfruttabile lo spazio tra primo e secondo tempo in termini pubblicitari, “aggirando” la normativa.
Nova24 ha risposto al bisogno della rete di ritrovare, attraverso le storie di grandi innovatori, gli strumenti per leggere la grande storia della società. I 100 di Nova offrono le chiavi per uscire “dall’iper-presente che ci schiaccia” e ritrovare la strada del progresso, ultima tensione vitale dell’uomo. Un sistema che, attraverso blog e social network, si autoalimenta, permettendo anche agli utenti di raccontare le loro storie, in un circuito di comunicazione virtuoso e, potenzialmente, inesauribile. Un progetto tenuto al riparo dalla logica di costi-benefici e analisi di fattibilità, sotto il manto della clandestinità.
Ma gli User Content Genereted sono sempre una formula vincente? Si, a sentire Bruno Pellegrini di TheBlogTV. L’azienda può ridurre i costi della catena distributiva non passando dai media, ma diventando editore, sfruttando due semplici concetti: ha la competenza sul prodotto ed è vicina alla community di riferimento, che può veicolare il prodotto con un altissimo (e gratuito) livello di credibilità.
Il possibile “baco” è, però, di facile individuazione: quali sono le leve in grado di rendere attiva la community e scatenare la comunicazione virale? Gran parte del mondo imprenditoriale non sembra, al momento, in grado di dare una risposta certa e produttiva. Un paradosso, nel momento in cui la tecnologia offre una vastissima varietà di soluzioni – in costante aggiornamento – per creare e trasferire contenuti digitali volando da un mezzo all’altro in tempi sempre più rapidi, con una qualità sempre migliore e in modo sempre più facile.
La soluzione, per trasformare tutto questo in modelli di business “riproducibili”, non è ancora stata individuata e, da Milano, esce l’idea di provare a cercarla magari in un tavolo comune tra tutti i portatori d’interesse.
di Paolo Avesani
(pavesani@telethon.it)
Paolo Avesani, quasi quarantenne, romano, giornalista. Amante delle dinamiche di comunicazione on line, lavora alla Fondazione Telethon dal 2002, dividendo il suo tempo tra comunicazione web e cartacea.



lun, giu 29, 2009
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