Questo è un “guest post” di Francesco D’Orazio. Questo breve articolo è in realtà l’occasione per segnalare NIM, una bella Newsletter di mediologia fondata da Alberto Abruzzese e curata da diversi collaboratori interessanti.
Nuova ricerca interessante su Twitter pubblicata da Harvard Business: gli uomini hanno il 15% in piu’ di followers rispetto alle donne che in genere sembrano essere meno ossessionate degli uomini dal numero di followers; gli uomini seguono molto piu’ spesso altri uomini piuttosto che donne, in totale controtendenza con quello che accade negli altri social network in cui l’attivita’ degli utenti si sviluppa soprattutto intorno ai contenuti postati dalle donne; ma soprattutto, il 10% degli utenti produce il 90% dei tweets, mentre in genere nei social network il 10% produce solo il 30% dei contenuti, il che rende Twitter piu’ simile a Wikipedia (il 15% produce il 90% delle voci) che a Facebook.
Il dato ha probabilmente a che vedere con due elementi: il primo l’hype su Twitter che ha spinto centinaia di migliaia di persone a provare un servizio senza essere necessariamente interessate ad utilizzarlo; il secondo elemento e’ che rispetto a Facebook o altri social network la dinamica comunicativa in tempo reale di Twitter ha una curva di adozione molto piu’ lunga perche’ il modello comunicativo ambientale che introduce e’ radicalmente opposto alla modalita’ di comunicazione punto-a-punto del modello tradizionale (email, instant messaging ecc.)
Ma visti i dati, la rete comincia a chiedersi se Twitter non si stia trasformando in quacosa di piu’ simile a un medium di massa piuttosto che una piattaforma di comunicazione peer-to-peer in cui tutti comunicano con tutti.
Problema di interfaccia/funzionalita’ oppure inversione di tendenza? O e’ solo questione di tempo? In ogni caso e’ un esempio perfetto di ri-mediazione in cui un precedente modello comunicativo ridefinisce un nuovo medium rendendolo piu’ organico all’ecosistema mediale (@abc3d)

Francesco D’Orazio
Tra i fondatori del Social Media Lab insieme a Stefano Mizzella, della communiti ZZub.it, e di Myrl. Esperto di collaborative marketing e di comunicazione immersiva. Lavora a Londra presso l’agenzia Face.






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