di Alessia Vagliviello
I rapidi mutamenti hanno fatto venir meno ancoraggi in molti aspetti della vita: dalla famiglia al progetto di vita personale, dai riferimenti politici, culturali ai sistemi organizzativi. Il compito biografico di ciascun individuo è diventato a volte sfidante e faticoso (si è persa la dimensione lineare delle traiettorie di vita). Le incertezze del mercato e del mondo del lavoro aumentano il vissuto di incertezza.
In questo scenario quale è il compito del formatore? E soprattutto “come” è il formatore di cui stiamo parlando?
L’Associazione Italiana Formatori (AIF Lazio) dedica a questi temi un’intera giornata di discussione con il prossimo barcamp dal titolo Mestiere, Arte o Missione – responsabilità sociale ed etica del formatore il 28 ottobre 2009 – 9,30-17,30 presso il Centro formazione di Poste Italiane, Via Lenin 1, Roma.
La scelta di una modalità interattiva di confronto, come il barcamp, con tavoli di lavoro aperti a cui tutti possono partecipare e proporre, suggerire punti di vista e portare valore alla riflessione collettiva, sottolinea la strada intrapresa da tempo dall’AIF nell’attivare una comunità partecipante e collaborativa.
Scrive Fernando Dell’Agli “ [...]i formatori sono chiamati ad aprirsi a nuovi interrogativi, nuove responsabilità, interpretando il malessere e aiutando le persone a trovare in sé stesse le risposte che non trovano all’esterno. […] E’ necessario sostenere i formatori nello sviluppare non solo padronanza delle tecniche ma apertura al nuovo, visione sistemica, capacità di analisi e di sintesi per aiutare chi li ascolta a comprendere da dove veniamo e dove ci troviamo, per avere minori difficoltà nell’individuare in quale direzione andare e come farlo, per dare significato al proprio fare.”
Tanti sono i quesiti che si cercherà di indagare nei tavoli di lavoro:
Come cambia la figura del formatore nella sua multi-varia natura di docente facilitatore, progettista, orientatore, facilitatore di processi, catalizzatore, promotore di cambiamento. Quali competenze e quali strumenti. Come si esprime la sua responsabilità etica e sociale. Fino a dove si può spingere il formatore in modo da non sostituirsi all’adulto nella libera scelta del suo percorso evolutivo. Cosa si intende per formazione “per il cambiamento”.
Come cambia la formazione nell’era di Facebook e del web 2.0 e più in generale che ruolo gioca la tecnologia.
In un contesto così poliedrico come cambiano e in che rapporto sono tra loro l’apprendimento formale, informale e l’autoapprendimento. Cosa certifica oggi una certificazione al termine di un percorso di formazione: siamo ancora nell’epoca dei titoli.
Quanto conta, anche nell’esperienza formativa adulta, la dimensione ludica con la sua portata di appagamento ed emotività.
Programma della giornata:
9,30 – 9,45 Fernando Dell’Agli – Come è nata l’idea
9,45 – 10,15 Simona Landolfi – Formazione dell’individuo e trasformazione della società
10,15 – 10.45 Domenico Lipari – L’identità professionale del formatore nella società della conoscenza
10,45 – 11,15 Resi Giannelli – Comportamenti e aspetti della comunicazione e influenza sulla formazione degli adulti
11,15 – 11,45 Coffee break
11,45 – 12, 15 Presentazione tavoli del barcamp e avvio lavori ai tavoli
12,15 – 13,30 Barcamp – Lavori ai tavoli di discussione
13,30 – 14,30 Pranzo
14,30 – 16,30 Barcamp – Lavori ai tavoli di discussione
16,30 – 17,30 Condivisione lavori
17,30 – 18.00 Myriam Ines Giangiacomo – Conclusioni
I tavoli di discussione:
Formazione, Cambiamento, Trasformazione - referente Claudio Moscogiuri
Chiacchiere e distintivo. La formazione all’epoca di Facebook e della certificazione – referente Maurizio Rossi
La professione del formatore: Paracelso, Sherlock Holmes o Luciano Berio? – referente Giusi Miccoli
La partecipazione è al convegno e ai tavoli del barcamp è gratuita per i soci A.I.F.
Per partecipare è necessaria l‘iscrizione.
Per informazioni:
info@aiflazio.org





Mon, Oct 26, 2009
Coaching, Cultura