Capitale Digitale

mar, feb 23, 2010

Business, Creatività, Media, Tendenze

Capitale Digitale

Roma laboratorio di sperimentazione della società digitale

Roma, il museo a cielo aperto più grande del mondo, con le sue numerose variabili culturali ed artistiche, legate ad una storia millenaria fatta di popoli, di istituzioni e di cristianità, si candida alla creazione di un laboratorio diffuso per lo sviluppo della nuova società digitale.

La sfida mi coinvolge direttamente, nel tentativo di mettere in comunicazione il tessuto imprenditoriale con quello istituzionale e di valorizzare l’enorme risorsa legata alle nuove tecnologie. Da questa prima ricognizione, parziale, la città di Roma emerge come lo scenario ideale dove testare modalità di interazione radicalmente innovative tra tecnologie, mezzi, territorio e chi questo territorio lo vive e lo attraversa ogni giorno.

La tecnologia è un mezzo, uno strumento molto potente, capace di valorizzare il patrimonio del nostro Paese, come il turismo, ma anche di toccare i temi profondi e problematici della società, come il disagio, l’integrazione, la cura, la relazione”. Sono le parole di Andrea Granelli, fondatore di Kanso e ideatore del progetto insieme alla Camera di Commercio, Experience Roma (www.agranelli.net/libro.html), una grande porta d’accesso alla città, un welcome center iper-tecnologico (progetto sviluppato come concept di service design da Domus Academy, Claudio Moderini e Chiara Diana). “Sarà un cervello informativo, il centro di un sistema nervoso digitale”, secondo Umberto Croppi, Assessore alla Cultura e alla Comunicazione del Comune, che sta tentando di aggregare le iniziative digitali più interessanti della città. Il progetto si  aprirà in sei anni e sarà uno strumento di comprensione e di racconto multisensoriale, situato nel cuore di Roma in via dei Cerchi, sede storica del Museo della Città.

Anche Telecom Italia d’intesa con l’Unione Industriali di Roma, avanza con un altro grande progetto, Roma Digitale, “per dotare la Capitale di un’infrastruttura in fibra ottica e sostenere lo sviluppo dei nuovi servizi di rete a larga banda”, afferma Aurelio Regina, presidente della UIR, con un investimento di 300 milioni di euro in tre anni. Si occupa invece di diffondere la nuova cultura legata al mondo della rete attraverso le testimonianze dei media guru d’oltreoceano, come Joi Ito e Lawrence Lessig, il progetto Capitale Digitale (www.facebook.com/capitaledigitale), guidato da Salvo Mizzi della divisione New Media di Telecom Italia con il supporto della Fondazione Roma Europa Festival, diretta da Fabrizio Grifasi.

I bandi della Finanziaria per l’Innovazione della Regione Lazio (www.filas.it), hanno appena stanziato 13 milioni di euro per la costruzione del Distretto tecnologico dei beni e delle attività culturali. “Sono stati un’importante leva finanziaria e hanno svolto il ruolo chiave di aggregatori d’imprese, favorendo la partecipazione di ben sessanta raggruppamenti tra grandi aziende, imprese innovative e centri di ricerca”, afferma Stefano Turi, direttore generale della FILAS.

Un’altra attività, non meno importante, è quella di supporto formativo e di sostegno alla nascita di nuove imprese di BIC Lazio (www.biclazio.it): “come business partner dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), hanno preso l’avvio le prime quattro imprese in un contesto industriale già consolidato e con il supporto di centri di ricerca d’eccellenza”, incoraggia Luigi Campitelli, direttore generale BIC Lazio.

Per sfruttare le grandi opportunità strategiche di questo territorio bisogna puntare sulle industrie creative”, sostiene Gian Paolo Manzella, responsabile del Dipartimento Innovazione e Imprese della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it), che organizza la Giornata della Creatività e finanzia un Fondo per la Creatività – con l’aiuto della Camera di Commercio e della Regione – per avviare nuove attività imprenditoriali in questo settore. Molte sono le iniziative legate allo sviluppo di un nuovo ecosistema digitale, come la prossima apertura di The-Hub Roma (www.hubroma.net), incubatore di imprese di innovazione sociale, che Dario Carrera sta avviando da diversi mesi, dialogando con tutte le realtà istituzionali e imprenditoriali della città.

Un ruolo di primo piano nello scenario hi-tech lo stanno assumendo i laboratori universitari del Cattid della Sapienza, un centro interdipartimentale d’avanguradia, coordinato da Carlo Medaglia, che si occupa di tecnologie wireless-mobile e di interazione uomo-macchina, finanziato da imprese private e fondi pubblici (www.youtube.com/cattidsapienza). Con il progetto Frontier of Interaction (frontiers.idearium.org/2010/) di Matteo Penzo e Leandro Agrò, creeranno un gemellaggio tra la città di Boston e quella di Roma.

Anche l’Università Roma Tre è molto attiva, ha recentemente ospitato il IV Javaday: una full immersion ad alta risoluzione tecnologica sulle ultime piattaforme di sviluppo open source, organizzata da Mara Marzocchi e Chiara Russo, con il sostegno dal basso della comunità Java di aziende e user group (roma.javaday.it). Sviluppato congiuntamente tra le facoltà di Economia e di Ingegneria, prenderà avvio a Marzo il progetto di un ciclo di seminari sulle principali fasi di sviluppo di una nuova idea imprenditoriale. “Sul modello del Design Factory di Helsinky, il lavoro comune tra studenti di facoltà diverse, porta a risultati sorprendenti dal punto di vista dell’innovazione”, sostengono Carlo Alberto Pratesi e Paolo Merialdo, i professori dell’Università Roma Tre promotori dell’iniziativa.

Forse è la natura di Roma, spesso considerata fuori dalle regole ortodosse del business e della finanza
, che favorisce la crescita di luoghi tra arte e cultura come il Pigneto e il Circolo degli Artisti nel quartiere Casilino Prenestino, dove la ferrovia taglia la città in due, o il centro di produzione culturale La Pelanda, inaugurato recentemente nella sede dell’ex Mattatoio di Testaccio, dopo dieci anni di lavoro da parte di ZoneAttive (Zoneattive.it) diretta da Emiliano Paoletti.

La digital bohemien romana è ancora piccola e frammentata, ma stanno aumentando gli eventi dedicati alla presentazione e allo sviluppo collaborativo di progetti innovativi, come il cantiere Digital Caput Mundi/Urban Experience (urbanexperience.ning.com/) di Carlo Infante, Kublai (www.progettokublai.net) di Alberto Cottica, UpStartRoma (http://www.upstartroma.com/), Baia Network, Shoot4Change, gli Ignite Italia lanciati da Nicola Mattina e Luca Sartoni (http://www.igniteitalia.org/).  Molte sono anche le realtà già affermate di media company online, come The Blog TV di Bruno Pellegrini (http://www.theblogtv.it/), GoAdv di Luca Ascani (http://www.goadv.net/) insieme a diverse altre.

Seppur lodevoli, tali iniziative restano isolate e deboli rispetto ad una visione d’insieme, ad un progetto condiviso, si è ancora lontani dal considerare questi cambiamenti come la spia di un riposizionamento strategico della capitale. Ma Roma è sempre stata la fucina di nuovi linguaggi, si pensi, ad esempio a Cinecittà. Ora, Internet e le tecnologie digitali, offrono una piattaforma comune, che ingloba informatica, telecomunicazioni, media e mette in primo piano il design dell’esperienza.

Stiamo assistendo ad un lento processo di rigenerazione del tessuto sociale e imprenditoriale della città. Iniziative concrete da parte delle istituzioni volte a sostenere questo nuovo obiettivo strategico della città sono, ad esempio:

  • sostenere la diffusione della cultura digitale all’interno dell’amministrazione pubblica locale, creando un brand comune e una forte coesione delle singole iniziative;
  • promuovere, attraverso un’oculata politica finanziaria, vantaggi fiscali per imprenditori e commercianti che consentano sicuri avvii di imprese e-commerce;
  • realizzare concretamente una rete a larga banda, con incentivi all’accesso per le nuove imprese e un sistema di sensoristica evoluto, volto alla sperimentazione di modelli innovativi di gestione dei flussi turistici e di valorizzazione del patrimonio culturale e sociale;
  • indirizzare le grandi aziende e i poli informatici ad un uso corretto del digitale non solo dal punto di vista del marketing, ma sostenendo l’adozione di nuovi modelli di business;
  • costruire, come già avviato dalle Facoltà di Economia e Ingegneria di Roma Tre, dei percorsi di formazione misti, capaci di mescolare i linguaggi della tecnologia con quelli del management;
  • destinare alcuni degli attuali fondi per l’innovazione alle start up internet e a società di progettazione e produzione crossmedia, focalizzandoli sulla creazione di iniziative digitali e parchi tecnologici sostenibili.

Se le istituzioni, le grandi imprese della Capitale e i centri della creatività e dell’innovazione, avranno una strategia condivisa e sapranno cogliere le opportunità del territorio, trattando i temi chiave del turismo, dell’innovazione sociale e del welfare, allora saremo in grado di sviluppare un nuovo modello di città, un laboratorio permanente di sperimentazione della società digitale.

di Andrea Genovese
andrea(at)7thfloor.it

ps
Versione estesa dell’articolo pubblicato su Nova24 del Sole24Ore del 18.02.2010

Related Posts with ThumbnailsShare

Condividi sui tuoi social network:
  • Facebook
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Twitter
, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

This post was written by:

- who has written 327 posts on 7thFLOOR.

Andrea Genovese, consulente e formatore nel campo del web marketing e della comunicazione digitale, life & corporate coach, fondatore di 7thFloor.

Contact the author

3 Responses to “Capitale Digitale”

  1. carlo infante Says:

    ottimo andrea,
    nel gruppo di discussione attivato su URBAN EXPERIENCE
    http://urbanexperience.ning.com/group/digitalcaputmundi
    abbiamo aperto già il dibattito su ciò che abbiamo definito (…da tempo, + di un anno fa) DIGITAL CAPIT MUNDI.

    A questo punto si tratta di partire: avviamo la mappatura delle Culture dell’Innovazione a Roma che si esprimono su + dimensioni, da quelle + imprenditoriali a quelle + culturali.

    Propongo d’iniziare ad aggregare le diverse info segnando le TAG + pertinenti, per delimitare le connotazioni specifiche delle varie esperienze. Anche se è chiaro che non si tratterà di rigide tassonomie, anche perchè le competenze e le mission sono trasversali.

    a partire da definizioni d’identità come:
    IMPRESE
    ISTITUZIONI
    ASSOCIAZIONI
    e ancora
    AUTORI
    PROFESSIONISTI

    o come
    ENTERPRISE 2.0
    NUOVE TECNOLOGIE
    MARKETING
    WEB DESIGN
    etc…

Trackbacks/Pingbacks

  1. TheBlogTV Open Day, vi aspettiamo! | TheBlogTV - 7 maggio 2010

    [...] le diverse Culture dell’Innovazione a Roma. A tal proposito vi rimando ad un interessante articolo di Andrea Genovese, pubblicato su 7th Floor, in cui si parla di   Roma come laboratorio di  [...]