Da anni e sempre più spesso si parla di pratiche di benessere psico-fisico. Si tratta di metodologie che insistono sulla capacità individuale di autogoverno, di ascolto, di comunicazione con le proprie risorse psichiche, fisiche, emotive e si basano sulla convinzione che il corpo abbia una “consapevolezza innata”, in grado di agire costantemente per un proprio riequilibrio e armonizzazione.
E’ questa una prospettiva di fiducia nelle potenzialità umane, complessivamente intese, che ribalta il concetto di cura e quindi di malattia diffuso in molte culture. Lo stare bene, così come l’autorealizzazione e l’autoaccrescimento, sono condizioni in cui l’individuo sperimenta la propria “potenza”: le sue risorse sono attivate, aperte all’esperienza, orientate e più funzionanti.
Tra le metodologie che lavorano per la salute fisica, mentale ed emotiva si inserisce il BodyTalk, una pratica nuova, introdotta da poco in Italia, che integra le più recenti scoperte della medicina occidentale con i principi e le tecniche della medicina orientale, dell’agopuntura, della kinesiologia e dello yoga e alcuni fondamentali principi di fisica quantistica e matematica.
Per approfondire la conoscenza del Body Talk e del suo utilizzo ne parlo con Massimo Colombati, tra i primi Certified Body Talk Practitioner in Italia.
Che cosa è il BodyTalk e su quali aspetti si basa?
E’ una pratica efficace e non invasiva, che aiuta il corpo a ri-sincronizzare tutti i suoi sistemi, affinché possano funzionare in modo ottimale, come previsto dalla natura.
E’ stata fondata nel 1995 da John Veltheim, medico, chiropratico, agopuntore e per diversi anni responsabile del Dipartimento di Agopuntura e Terapie naturali di Brisbane, che in seguito ad una serie di circostanze, decise di costruire un sistema che fosse in grado di integrare quanto di meglio era stato scoperto dall’uomo in tema di cura della salute.
Questa prospettiva parte dal fatto che ogni organo, sistema, cellula, atomo del corpo è in costante comunicazione con tutti gli altri. A causa dello stress e dei disagi della vita quotidiana, alcune di queste linee di comunicazione vengono interrotte. Questo conduce nel tempo ad un peggioramento nella salute fisica, emotiva e mentale delle persone.
Durante le sessioni di BodyTalk viene ristabilita la comunicazione energetica fra tutti i sistemi del corpo, che ritrovano finalmente armonia, sincronia e benessere. Così i meccanismi del corpo-mente riprendono a funzionare in modo ottimale, accelerando il processo di guarigione, e prevengono l’insorgere di nuovi disagi. In questo modo il BodyTalk stimola la “saggezza innata” del corpo a ritrovare equilibrio e guarire a tutti i livelli.
A cosa ti riferisci quando parli di “saggezza innata”?
Il BodyTalk si fonda su un principio fondamentale: il corpo-mente di ciascuno di noi ha una capacità innata di guarire, a tutti i livelli. Questa intelligenza inconscia, primordiale, che in Body Talk definiamo “saggezza innata”, coordina tutte le attività del corpo e interviene automaticamente ogni qual volta si crea un disquilibrio, una ferita, un problema. Processi simili avvengono costantemente e non solo a livello fisico, ma anche emotivo e mentale.
Il BodyTalk è dunque, prima di tutto, un sistema di comunicazione con la saggezza innata del corpo, la quale indica le sue specifiche priorità di guarigione in un determinato momento.
Che cosa intendi quando dici che si lavora sulle “priorità”?
Il corpo di ciascuno di noi è una grande, fitta rete di relazioni energetiche. Quando alcune di queste relazioni “saltano” il corpo inizia a lavorare in modo subottimale. Comprendere le priorità significa individuare, secondo le indicazioni della “saggezza innata”, quali sono i collegamenti interrotti, capire come riequilibrarli e, aspetto fondamentale, in quale ordine.
E’ un punto estremamente delicato, perché le vere priorità possono essere molto lontane dal sintomo. Pensiamo, per esempio, ad un dolore alla spalla, le vere cause si possono trovare in una sede diversa: lungo la schiena, o in un’anca, o possono essere la manifestazione di un dolore per la perdita di una persona, di un trauma subito durante la vita fetale, o di una debolezza genetica, o di un’intolleranza alimentare, o di una combinazione di questi fattori. Solo la “saggezza innata” del corpo sa davvero come stanno le cose.
Puoi descrivermi una “sessione tipo”?
La sessione è sempre uno scambio fra due protagonisti: il praticante e il cliente. Il praticante dialoga direttamente con la saggezza innata del cliente attraverso un “test del muscolo” che offre una risposta esatta SI/NO a qualsiasi domanda venga rivolta al corpo. Seguendo un protocollo strutturato di esplorazione il praticante individua i collegamenti energetici da ripristinare. Questi possono essere relativi a organi, endocrine, parti del corpo, fattori ambientali, chakra o meridiani.
Trovati i collegamenti, le parti da collegare vengono contattate con le mani o con l’intenzione. A questo punto il praticante usa le sue dita per picchiettare delicatamente la testa del cliente, in modo da focalizzare il cervello sulla correzione. Infine picchietta lo sterno del cliente per immagazzinare la memoria del cambiamento all’interno del complesso del cuore.
Mi spieghi meglio il concetto di “permesso” in questa pratica?
Senza il permesso della “saggezza innata” del cliente la sessione non può cominciare. “Permesso?” è la prima domanda del protocollo di esplorazione. Talvolta i clienti manifestano delle resistenze inconsce a guarire. Alcuni provano dei sensi di colpa all’idea di stare bene, altri associano inconsciamente la malattia a momenti dell’infanzia in cui ammalarsi significava diventare il centro dell’attenzione in famiglia. Esistono delle tecniche per riequilibrare questo genere di resistenze.
Sul web ho trovato BodyTalk “Access”, di che si tratta?
Access è un grande regalo che John Veltheim ha fatto a tutti noi. E’ uno strumento incredibile, perché estrapola 5 tecniche fondamentali di equilibrio generale dal sistema BodyTalk e consente a chiunque di impararle in un solo giorno. Per praticare Access non è necessaria la figura del praticante. Una volta imparata, la routine di Access richiede solamente 10 minuti ed è incredibilmente efficace nella gestione dei problemi di salute quotidiani. Aiuta a ridurre lo stress, favorisce l’idratazione cellulare del corpo, rinforza il sistema immunitario, stimola la corretta postura e allevia le tensioni muscolari, regala benessere e chiarezza mentale.
Le possibili applicazioni di BodyTalk Access sono praticamente illimitate: in casa, negli uffici, nelle scuole, nelle cliniche, nello sport, in aereo; giova a chiunque: bambini e genitori, giovani e anziani, famiglie e single. Molti operatori della salute stanno cominciando ad integrare il sistema Body Talk nella loro professione.
Come si possono imparare BodyTalk Access e il più ampio sistema BodyTalk?
Per quanto riguarda Access è possibile seguire alcuni corsi dedicati. Il prossimo corso di Access, ad esempio, è previsto per l’11 aprile, a Roma, e sarà tenuto da Gaetano Tassone, unico istruttore italiano e pioniere del Body Talk in Italia.
Durante il seminario verrà distribuito anche un manuale illustrato che aiuterà i partecipanti a familiarizzare con le tecniche. Ti garantisco che bastano pochi giorni di pratica per essere in grado di eseguire perfettamente la routine di Access su se stessi e sugli altri.
Per quanto riguarda i corsi per diventare praticanti di BodyTalk, il percorso è naturalmente più lungo e articolato. Pianificheremo a breve le date romane dei primi due moduli.
di Alessia Vagliviello
Per informazioni:
Corso Body Talk Access – 11 aprile 2010, Roma
tel: 06 97273377 – 335 7035086 – 335 5288819
e-mail: m.colombati@relais19.com, e.dionigi@relais.com
Massimo Colombati
E’ membro dell’IBA (International BodyTalk Association) e Praticante Certificato di BodyTalk (CBP). E’ stato per anni responsabile marketing e comunicazione in aziende di piccole, medie e grandi dimensioni. Oggi vive a Roma, dove ha creato con la moglie Enrica Relais19 (www.relais19.com), uno spazio dedicato all’ospitalità e al benessere fisico, emotivo, mentale e spirituale delle persone. Il suo training comprende, oltre a continui corsi avanzati e workshop di BodyTalk, diverse esperienze nel campo della crescita personale, del Mindscape (tecniche di accesso alla mente intuitiva) e dell’aromaterapia. E’ Deeksha giver e promuove il Oneness Blessing.



31. marzo 2010 at 14:14
Ho ricevuto diverse sessioni di BT e posso dire con certezza che i benefici che se ne traggono sono profondi e sicuri, a volte non si percepiscono immediatamente a livello fisico, ma certamente il benessere che ne deriva anche e soprattutto a medio e lungo termine è unico. In tutti i sensi in cui si può concepire il benessere, da quello strettamente fisico e “corporale” (personalmente sono guarita da tanti disturbi, piccoli e grandi) a quello spirituale ed emotivo. Non è facile da spiegare perchè ognuno di noi è fatto a suo modo e per questo BT è così efficace. Ognuno di noi troverà le risposte a quello che cerca e la sua vita cambierà. In meglio. Provate!
31. marzo 2010 at 14:30
Ho avuto occasione di fare una sessione di Body Talk con Massimo e quello che mi sento di dire è che i presupposti e gli assunti di base di questo metodo rappresentano già di per sé un importante passo verso l’autoguarigione. Il concetto di “saggezza innata”, per esempio, restituisce a ciascuno il potere di autodeterminazione e di migliorare il proprio benessere, amplifica ed evidenzia le possibilità che ciascuno può agire per stare meglio, privando il contesto e le contingenze di quella forza condizionante che siamo portati a riconoscergli solitamente. In merito alla sessione, inoltre, posso dire che il dialogo tra Massimo e la mia Saggezza innata, ha fatto sì che nulla di quello che accadesse rappresentasse un fastidio o una forzatura… anzi! Ho sentito che quello che emergeva parlava di me. Io lavoro moltissimo e costantemente su me stessa, per cui mi è difficile distinguere l’effetto specifico dela sessione, tuttavia posso dire con sicurezza che dopo la sessione il mio livello energetico era ottimale e “frizzante”… e la mia mente era stimolata a ricercare nuove consapevolezze.
Permettere che qualcosa ci accada e ci coinvolga al di là della nostra comprensione razionale mi sembra sempre un bel dono da fare a se stessi.
31. marzo 2010 at 22:00
Credo che Body Talk sia una via verso la salute, fisica, mentale, emotiva.E’ incredibile come pochi gesti possano creare tanto beneficio e aiutarti a capire come ogni nostra scelta, modo di vivere o, semplicemente, essere, sia collegato a quello che diventiamo e sentiamo, anche sottoforma di dolore/sintomo. Recentemente con il Body Talk ho curato un mal di schiena fortissimo, eliminando una relazione che bloccava la mia azione. E stata dura prendere coscienza di tutto questo, ma ora sto bene!!!
E riguardo ad Access, vi confermo che funziona, soprattutto con i bambini… La tecnica delle cortecce li calma e in molti casi abbassa la febbre. Parola di mamma.
1. aprile 2010 at 14:18
Ho avuto occasione di partecipare ad un incontro in cui, per la prima volta, ho sentito parlare di BT. Non ero scettica nè avevo particolari spettative, ma, man mano che l’operatore definiva l’ambito e le applicazioni delle varie tecniche, mi è sembrato di sentir parlare di qualcosa che faceva parte dellemie convinzioni relative al benessere.
Ho sempre ritenuto, infatti,che l’interazione mente-corpo sia determinante per il benessere generale del nostro organismo e che ci siano delicati equilibri che lo regolano. Prova ne sia il fatto che, talvolta,si comincia ad avvertire un malessere, un dolore, a cui, poco dopo, se ne aggiunge un altro di natura, magari, completamente differente, rendendo, così, difficile trovare la connessione ma che indicano, invece,un disequilibrio che agisce nel nostro organismo.
Conoscere le complesse dinamiche da cui dipende un buon stato di benessere psico-fisico, significa conoscere se stessi, perchè, come un vecchio medico di famiglia mi aveva detto- e le sue parole mi sono tornate in mente in quell’incontro- “ognuno è medico di se stesso”.
Mi affascina pensare di poter realizzare, con queste tecniche,la scoperta delle potenzialità che sono insite in noi e che aspettano solo di essere portate ad uno stato di consapevolezza.
Trovo tutto questo di grande interesse e chiedo di poter avere indicazioni su testi, saggi o siti che parlano del BT e delle tecniche relative.
1. aprile 2010 at 15:11
Ciao Tiziana, il modo migliore di sperimentare (e comprendere) le tecniche del BT è farlo attraverso il corpo. Per questo ti consiglio il corso di BT ACCESS l’11 APRILE a Roma: in un solo giorno impari un kit di tecniche semplici e potenti, che puoi utilizzare quotidianamente.
Godere direttamente dei benefici del BT è in assoluto il modo più autentico e profondo di conoscerlo meglio. Esistono dei testi scritti da John Veltheim e da sua moglie Esther, ma forse sono più adatti a chi ha già fatto i primi passi nel BT. Il sito http://www.bodytalksystem.com offre un’ampia panoramica ricca di informazioni, immagini e video.
Tuttavia “comprendere intellettualmente” come funziona un riequilibrio, oppure “viverlo direttamente”, sono cose molto diverse.
Massimo
2. aprile 2010 at 09:00
Tempo fa ho partecipato a una sessione di Body Talk e non ho trovato una grande sintonia tra i suoi principi e le mie convinzioni (leggi: scetticismo). Tuttavia, sono convinto che a percorsi “clinici” o “analitici” per il recupero di energia, della propria serenità e dei propri equilibri, soprattutto nei momenti bui, possano affiancarsi (fino a sostituirsi) soluzioni alternative che passano attraverso una profonda conoscenza di noi stessi e dei meccanismi che regolano le nostre dinamiche con le sollecitazioni esterne. La “saggezza innata”, appunto. Lo scetticismo non mi limita, quindi, nel volerci capire qualcosa di più.
Come posso fare?
Andrea
2. aprile 2010 at 11:30
Ciao Andrea, spero di aver capito bene la domanda.
“Tecnicamente” il tema della saggezza innata viene trattato in profondità nei corsi dei moduli 1 e 2 (e successivi) del Sistema BT. In Italia c’è solo un trainer che li può insegnare e si chiama Gaetano Tassone. Gaetano sarà a Roma l’11 aprile, per insegnare BT Access, che è propedeutico ai moduli 1 e 2 di Body Talk.
Una precisazione, a proposito dei “momenti bui”: BT è sicuramente utile nei “momenti bui”, ma va benissimo anche quando già stiamo “bene”, semplicemente perché migliora la qualità della nostra vita. Lo fa SEMPRE con grande semplicità, senza richiedere sforzi psicologici o sconforto emotivo.
2. aprile 2010 at 15:14
Ciao Andrea,
anch’io ero scettica all’inizio riguardo alle terapie energetiche. Ma ti posso garantire che dopo diverse esperienze, tra cui la crescita personale, perchè il BodyTalk è anche questo, non ho più avuto alcun dubbio sulla sua efficacia. E devo dire che ne è valsa la pena.
13. aprile 2010 at 16:41
BodyTalk mi ha ammaliato piano piano. La prima volta è stata in India, dove facevo un lavoro personale su me stesso. La seconda a Milano, al mio primo corso di Access, dove al primo contatto ho ritrovato la pace, la serenità, la presenza che avevo trovato in India e ahimè avevo perso dopo tre mesi di civilizzata Europa. Come Massimo ne farò la mia vita, la mia professione, almeno per un po’. E’ grandissimo il cambiamento che ha avuto su di me e sulle persone che ho la fortuna di aiutare qui a Torino. BodyTalk crea una espansione di coscienza all’interno della quale molte cose possono accadere. E’ funzione del praticante ma soprattutto della voglia che il cliente ha di mettersi in gioco e riprendere nelle proprie mani il destino della propria eistenza.
L’unico consiglio che mi sento di dare è: Provate! Sarà il vostro entrare (o non entrare) in risonanza con questo metodo che vi consiglieranno se continuare o meno nella esperienza. Sperimentate in prima persona e se lo riconoscete come vostro……beh, lui sarà vostro!