Come individuare e allenare il proprio talento nel lavoro, nella scuola, nelle relazioni, nello sport con il Coaching? In che modo le relazioni umane e il contesto possono agevolarlo o demotivarlo?
Gli individui utilizzano meno di un decimo dei talenti posseduti, ed in gran parte dei casi non sono neanche a conoscenza di possederli. A scuola, all’università, in azienda e perfino nei contesti sportivi oltre il 70% dei talenti non vengono riconosciuti anche perché spesso sono ancora in nuce.
Eppure ognuno di noi ha dentro di sé uno o più talenti straordinari! La libertà di scelta, l’autonomia e la possibilità di coltivare le proprie competenze rappresentano le condizioni necessarie perché possano svilupparsi.
Un’occasione da non perdere per riflettere su questi temi è il seminario “Vivi il tuo talento”, organizzato dal Coaching Club Lazio per Venerdì 18 giugno ore 17.30 presso la Sala conferenze del Museo di Zoologia di Roma (via Aldrovandi 18), in cui animatore e relatore sarà Luca Stanchieri, uno dei corporate e life coach più noti in Italia e Presidente dell’ Associazione Italiana Coach Professionisti.
“Il talento non si può trasferire”, spiega Stanchieri, “non si può neanche attivare con la motivazione perché è una scelta individuale, piuttosto si può demotivare con una cultura dell’incompetenza e della mediocrità, fondata sull’affiliazione di potere, o ancora con una cultura che vede nel talento un pericolo, una minaccia a situazioni ed organizzazioni già esistenti”. Ogni anno si assiste, infatti, ad una incessante fuga di talenti più o meno giovani che lasciano le stancanti e faticose esperienze italiane per occasioni o possibilità che gli si offrono all’estero.
Ma che cosa intendiamo per talento?
Il nostro coach ne chiarisce il significato: “Il talento, in qualsiasi sua forma, suscita emozioni straordinarie di gioia, meraviglia, curiosità e benessere, sia in chi lo manifesta che in chi lo ammira. E’ in primo luogo un simbolo e si incarna in un artefatto o una relazione, riconosciuti come di enorme bellezza da tutti.
Individuare un talento subito dopo che è nato e cresciuto è semplice, il problema è individuarlo in potenza, li è veramente più difficile capire quali talenti ci sono e quale si possa sviluppare!
Il talento è l’espressione autentica delle proprie potenzialità, quindi quella parte migliore del proprio essere ed è frutto dell’esercizio intenzionale, che comporta stabilire obiettivi sfidanti, scopi, compiti, fasi, e subito dopo sviluppare competenze per raggiungere tutto questo ed esercitarsi. La relazione di coaching allena e segue questo percorso”.
La ricerca-sviluppo del talento non è un percorso che si può fare da soli. E’ necessario avere un maestro e un coach.
“Il percorso dello sviluppo del talento non può essere mai fatto da soli”, continua Stanchieri, “ne tanto meno può essere fatto solo con un coach. Abbiamo bisogno di coach e di maestri. Il coach allena le potenzialità, la persistenza, la motivazione, la fatica, l’impegno, il significato profondo degli obiettivi che ci si è posti, e il maestro individua e allena le competenze che sono necessarie per lo sviluppo di quel talento.”
Appuntamento dunque a Venerdì 18 giugno ore 17.30
Sala conferenze – Museo di Zoologia
via Aldrovandi 18 – Roma Seminario:
Vivi il tuo talento
Come individuare e allenare il proprio talento nel lavoro, nella scuola, nelle relazioni, nello sport con il Coaching
di Alessia Vagliviello
Per informazioni:
Coaching Club Lazio
Luca Stanchieri è Presidente dell’AICP e Fondatore della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, Coach della trasmissione “Adolescenti: istruzioni per l’uso” in onda su La7 e Sky, autore di numerose pubblicazioni.




17. giugno 2010 at 17:54
Se 112mila persone si presantono ad un concorso che bandisce 534 posti per il comune di Napoli ho paura che il talento sia veramente uno sconosciuto per molti di noi. Eppure basta cercare dentro di sè per scoprire un mondo unico di passioni, abilità, desideri che potrebbero permetterci di indirizzare le nostre scelte lavorative verso ambiti molto più affini alla nostra natura in cui poter esprimere veramente noi stessi.
17. giugno 2010 at 19:02
Non sottoscriviamo la cultura “dell’alibi”, dell’impossibilità di modificare le situazioni in cui viviamo,di incidere nel contesto in cui siamo inseriti.
Troviamo dentro di noi le nostre potenzialità, trasformiamole in poteri e in talenti, saranno le nostre leve per “sollevare il mondo”!
18. giugno 2010 at 10:40
Siamo abituati a credere che il talento sia appannaggio di una ristretta cerchia di persone “baciate dalla fortuna”, che esso sia la caratteristica distintiva di una classe di pochi eletti, come se il talento fosse un “dono divino”. La cultura disfattista in cui siamo cresciuti ci ha convinti che il talento (alla stessa stregua della creatività) è qualcosa che non appartiene alla sfera della normalità, ma al contrario può essere identificato come qualcosa di assolutamente straordinario. Talentuoso è quindi l’artista, il musicista, l’attore, lo sportivo ecc. ma mai l’uomo comune. Se tuttavia cambiamo prospettiva, allora comprendiamo quanto questo modo di pensare sia del tutto fuorviante e comprometta non solo l’opportunità di scoprire e sviluppare i nostri propri talenti, ma ci preclude anche la possibilità di percorrere la strada dell’eccellenza, del successo, della realizzazione personale. Se in fatti siamo convinti che il talento è prerogativa di esseri non-ordinari, che esso nasca dal nulla e non sia frutto, come invece è, di impegno, costanza, sacrificio, determinazione ecc., se ci convinciamo che essendo “normali” di conseguenza non possiamo essere talentuosi, allora davvero i nostri talenti non solo non si svilupperanno mai, ma non riusciremo neanche a scoprirli. Questo seminario può quindi essere una buona opportunità per gettare luce sull’argomento, per aiutare a cambiare modo di pensare ed avere un atteggiamento davvero pro-attivo e creativo per la scoperta, all’allenamento e lo sviluppo del nostro talento.