Riflessioni ad alta voce è un talk show organizzato durante “La Settimana della Comunicazione” a Milano e curato da Eugenio Alberti e Pietro Cerretani. Tre domande sulla comunicazione che cambia, tre relatori per ogni tema che riflettono ad alta voce sugli scenari contemporanei del mondo della comunicazione.
- Paolo Iabichino, Luca Molinari e Nicola Palmarini discutono intorno al tema “Il mio progetto fa bene agli altri?”.
- Marcello Cividini, Mafe de Baggis, Andrea Genovese, riflettono sulla domanda “Chi ha paura del consumatore comunicante?”.
- Alfredo Accatino, Carlo Antonelli e Peter Arnell si confrontano su “Abbiamo ancora il potere di comunicare la bellezza?”
Io parteciperò al secondo panel. Il talk show si svolge nella Sala Collina de Il Sole 24 Ore in Viale Monte Rosa, 91, Milano, il 30 settembre 2010, dalle 14.30 alle 17.30, l’ingresso all’evento è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.
1. Il mio progetto fa bene agli altri?
Dalle 14.30 alle 15.15
Il tema dell’etica (o dell’ecologia) del progetto è davvero in agenda? Il triangolo committente-progettista-utente sta cambiando morfologia, e al suo interno i pesi si stanno realmente spostando? Pare di cogliere inquietudini, insoddisfazioni, perplessità. Forse possiamo fare di più per imparare a progettare oggetti, business e idee che durano più di una manciata di anni o di mesi e che portano acqua al mulino del valore, senza farci incantare (del tutto) dalle sirene della visibilità e del ritorno economico immediato. Le pratiche di buona progettazione passano attraverso modelli di previsione sofisticati, modelli di condivisione, ma anche attraverso il mutamento delle coscienze, l’autonomia di pensiero e l’attenzione a nuove istanze culturali. Qualcuno ha colto i prodromi? Chi va avanti per primo? Oppure non c’è limite al peggio?
- Paolo Iabichino (direttore creativo in Ogilvy Italia)
- Luca Molinari (architetto, docente universitario, curatore)
- Nicola Palmarini (direttore Emea Human Centric Solution, IBM)
Modera Jacopo Tondelli (giornalista)
2. Chi ha paura del consumatore comunicante?
Dalle 15.30 alle 16.15
Aver dato il voto plebiscitario agli elettori – uno strumento di apertura e partecipazione senza precedenti – ha reso più solide le democrazie. Naturalmente, fra il palazzo della politica e gli elettori ci sono diversi gradi di separazione, c’è una dialettica complessa e non necessariamente amichevole… Lo stesso impulso sembra ripetersi con la diffusione del web a vantaggio dei consumatori/elettori e delle marche/elette di prodotti e servizi: ciascuna delle due parti ha a disposizione armi interessanti, e ciascuna le usa per farsi sentire dalla controparte. È una dialettica vera, vivace, che non ama la finzione – a costo di diventare ruvida (ma non è detto che ciò faccia male alle vendite). La reputazione non si può creare in provetta, e non è manipolabile oltre una certa misura. Siamo tutti d’accordo?
- Mafe de Baggis (autrice, esperta di web e social network)
- Marcello Cividini (autore di Il Marketing sovversivo)
- Lele Sacchi (dj, promoter, Elita Festival)
Modera Andrea Genovese (consulente, formatore, coach, fondatore di 7thFloor)
3. Abbiamo ancora il potere di comunicare la bellezza?
Dalle 16.30 alle 17.15
Prassitele, Botticelli, Canova, ma anche Gary Cooper, Isotta Fraschini, Brigitte Bardot… Una volta esisteva il bello, inteso come accettazione di un alfabeto comune con il quale misurare il mondo e la sua qualità. Sul piano sociale e del pensiero, la bellezza serviva proprio a questo: a misurare la distanza delle cose non belle rispetto a un orologio di Greenwich del gusto che pareva immutabile e universale. L’accelerazione contemporanea dei cicli dei prodotti, ma anche delle tendenze artistiche e culturali che si fanno divorare alla velocità di un disco dell’estate, sembra ridimensionare questa funzione preziosa. Il bello va in soffitta, troppo difficile mettere tutti d’accordo su cosa sia bello, e anche quando ci si riuscisse, sarebbe fatica vana: al momento di rendere pubblici i risultati, sarebbero già superati. Che fare? Rassegnarci a vivere senza produrre nuova bellezza, scivolando in vittimismi nostalgici? Fare un golpe estetico alla Ceausescu? Accettare la bellezza come ancella di altri valori?
- Alfredo Accatino (direttore creativo K-events Filmmaster Group)
- Carlo Antonelli (direttore Rolling Stone Italia)
- Peter Arnell (Chief Innovation and Design officer De Tomaso)
Modera Moreno Gentili (concept designer e scrittore, esperto di comunicazione)
Informazioni
Location: Sala Collina – Il Sole 24 Ore
Via: Viale Monte Rosa, 91, Milano
Data: 30 settembre 2010
Ora: 14.30 – 17.30
Ingresso Evento: gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti



24. agosto 2011 at 14:34
Ho visto che la settimana della comunicazione 2011 si terrà dal 3 al 9 ottobre.
Parteciperai anche a questa?